Sono in macchina con Tina, siamo sudati e ci stiamo
dirigendo verso casa sua. Siamo vestiti come capita e
la nostra carne fa capolino da angoli non sistemati dei
nostri abiti. Siamo sudati e continuiamo a fumare
avidamente. Il pacchetto che avevo aperto all'inizio della
serata è già a ameno di metà. Comunque a casa di Tina
troveremo tutto quello che ci serve.
Sto guidando nella periferia di Milano quasi alle 3 del
mattino e ho al mio fianco una splendida trans esausta
dalla serata di lavoro e dalla scopata con me, ma ancora
vogliosa come si capisce dall'uccello che le pende nudo tra
le gambe, gonfio, che lei distrattamente si massaggia ogni
tanto.
Continuo ad avere in mente il volto di mia moglie sposata
tanti anni fa che amo e che scopo regolarmente, nonostante
continui a cercare divertimenti di natura diversa...
La amo, ma ho bisogno anche di sentire questi corpi
flessuosi e morbidi di donne con il cazzo duro e prepotente,
pronte a tutto per una sborrata come si deve.
Parcheggio sotto casa di Tina e saliamo. C'è in casa la sua
compagna chiusa nella sua stanza che si da da fare. Tina mi dice
che è chiusa lì dentro da ore, da prima che lei uscisse per
andare a battere in quell'angolo di mondo nel quale è
regina incontrastata.
Ci sediamo su due poltrone nella sala, accendiamo la tv.
Tina mi passa la scatola dei sigari e si alza per andare a
prendere la bottiglia del whiskey e due bicchieri. L'aria in
casa è abbastanza soffocante per via del caldo, ma anche degli
odori forti che sono mischiati: il fumo, i profumi da troia,
gli unguenti per il buco del culo, l'odore della pelle sudata
e del cazzo, l'odore della gomma dei preservativi, l'odore
della sborra... era tutto un campionario vomitevole ed
eccitante.
Seduto in poltrona mi godo le prime boccate del cubano che ho
sapientemente inumidito e che ho appena acceso, mentre Tina
versa una quantità mostruosa di Jack Daniels nei nostri bicchieri.
Si avvicina alla tv ed inserisce un dvd nel lettore. Neanche a
dirlo è un film porno. C'è un'attrice che assomiglia a Julia
Roberts che è protagonista di questo film sostanzialmente lesbo
e di dominazioni. Seduti nelle poltrone uno a fianco all'altra
ci scambiamo effusioni e boccate di sigaro, palpate ai membri
e sorsi di whiskey, leccate ai capezzoli e sguardi vogliosi.
Non riesco a fare a meno, comunque, di sentire i suoni che vengono
dalla stanza di Patrizia, la "collega" e coinquilina di Tina.
L'ho vista alcune volte, l'ho conosciuta e un paio di volte che
avevo cercato Tina a casa senza successo, me l'ero anche
scopata. Con enorme soddisfazione devo dire. Mentre sentivo i
gemiti e gli urletti provenire dalla sua stanza vagavo con la mente
e immaginavo a quali gesta corrispondessero quei suoni.
Inevitabilmente il membro inizio a farsi duro anche per le
attenzioni che Tina mi riservava. Poi respirare gli odori
di quella casa mi inebriava (ma forse il sigaro e il whiskey
avevano una parte molto più determinante in ciò).
Mi incuriosì il fatto che i gemiti provenienti dalla stanza di
Patrizia sembrassero quelli di due donne... Forse Patrizia si stava
lavorando un'altra trans, o forse aveva tra le sue grinfie una
bella fichetta esotica e vogliosa di esperienze particolari.
Avevo sempre fantasticato su donne che chiavano con i trans,
ma non avevo mai avuto riscontri nella realtà, quindi mi immaginavo
la compagna di Patrizia come una belva assetata di sesso selvaggio
e puro che si faceva sbattere da questa meravigliosa brasiliana
alta 1 metro e 82 centimetri, con un fisico da modella, il culo
scolpito, le tette della 4a di una bellezza strepitosa con i
capezzoli grandi e scuri, gli occhi verdi splendenti e un bellissimo
uccello lungo e affilato, leggermente ricurvo verso l'alto.
Perso nelle mie fantasie ormai avevo un'erezione quasi piena e
perdipiù avevo Tina accoccolata tra le mie gambe che con la bocca
impregnata di whiskey e fumo mi lappava lentamente, ma costantemente,
l'asta gonfia. Mentre la tv continuava a mandare immagini e suoni
spaventosamente eccitanti, Tina mi disse che ero in debito con lei.
Quando diceva frasi di questo genere voleva dire che il mio buco
del culo doveva prepararsi ad accogliere la sua carne, ma per il momento
lei continuava ad assaporare il mio cazzo ormai turgidissimo e
si massaggiava il suo membro orgogliosamente mai stanco.
Quando chiusi gli occhi e aspirai fortissimo il mio cubano Tina
capì che l'orgasmo stava per farmi strizzare le palle. Allora estrasse
l'asta dalla bocca e la puntò con forza verso il basso all'ingresso
del suo bicchiere di whiskey. Gli schizzi di sperma denso non furono
moltissimi, ma comunque piuttosto corposi e andarono a riempire
parte del bicchiere.
Maliziosamente Tina leccò la punta della mia cappella per ripulirla
delle ultime gocce, mentre con l'altra mano agitava il contenuto del
suo bicchiere.
Diedi una intensa boccata dal sigaro e Tina mi passo il suo bicchiere
dal quale feci un paio di sorsi... mmmmm.... come mi piaceva quel rituale
porco che facevamo così spesso! Whiskey e sperma... anche lei fece due
sorsi abbondanti e vuotò il bicchiere, ottenendone in compenso un'erezione
vigorosa.
Si alzò, tolse il volume alla tv e mi fece segno di seguirla in camera sua
e mentre portavamo con noi i sigari, i bicchieri e la bottiglia di whiskey,
il mio cervello e il mio cazzo furono di nuovo frustati da quei gemiti
tutti femminili provenienti dalla camera di Patrizia. Cazzo come era
eccitante, l'idea. E poi, da quanto cazzo andavano avanti... Se Tina non
era ancora uscita per andare sul marciapiede dovevano avere iniziato alle
10... ma ora erano le 3,40 del mattino... Quelle due puttane erano chiuse
nella stanza assieme da 5 ore... Questo pensiero mi fece provare dolore
alla cappella che tentava di gonfiarsi di nuovo.
La testa mi pulsava mentre Tina mi faceva entrare nella sua stanza mezzo
nudo e sudato e richiudeva la porta dietro di sè. Mi fece sdraiare a pancia
in giù sul letto matrimoniale dopo avermi spogliato e dopo essersi
spogliata a sua volta si sdraiò su di me facendomi sentire il calore del suo
corpo, le sue tette sulla mia schiena e soprattutto il bastone gonfio tra
le mie cosce con la cappella che mi titillava le palle e il mio stesso
cazzo.
Mi leccò e mi morse l'orecchio e poi il collo, mentre dalla durezza del suo
cazzo capivo che la sua voglia cresceva. Ad un certo punto mi sussurra:
"Non ce la faccio più" e in un istante è inginocchiata e pronta a impalare
il mio culo sollevato, obbediente e già perfettamente unto dalle sue mani
abili.
Il palo me lo cacciò dentro in un colpo solo facendomi urlare di dolore
e di piacere mentre con le mani unte ricominciava a giocare col mio
cazzo distrutto. Le piaceva farmi arrivare al punto che l'uccello non si
ammosciava più, restava duro in attesa che di nuovo lo si facesse sborrare.
Nel frattempo il suo martello mi sfondava sempre di più facendosi sentire
negli angoli più profondi del mio culo.
Le contrazioni del suo bacino e della sua carne dentro di me, e la stretta
fortissima alla base del mio cazzo mi annunciarono il suo orgasmo
prepotente che mi scaldò il ventre voglioso.
Mi chiese un ulimo sforzo volendomi vedere ripulirgli la cappella e seduto
sul bordo del letto, mi accinsi a leccare per bene mentre lei finiva
di torturarmi il cazzo con le mani e teneva per se quelle nuove e ultime
gocce di sborra che rimanevano nel mio scroto.
Distrutti ci addormentammo così sul letto, mentre in sottofondo ancora
giungevano gemiti e sospiri dall'altra stanza e gli occhi mi si chiusero con
un ultimo pensiero ai due animali che vi si dovevano trovare...
La mattina successiva ci svegliammo con la necessità di una doccia bollente
che ci lavasse via di dosso la notte passata. Andai in bagno e incontrai
Patrizia che finiva di sistemarsi. La guardai curioso, ma non chiesi niente.
Lei mi scrutò e a sua volta tacque. Quando sia io che Tina ci fummo lavati
ci sedemmo al tavolo per bere un caffè. In quel momento entrò in cucina
Patrizia che disse: "Tina, lascio qui in corridoio la borsa della mia amica
(allora era una donna, pensai io). L'ha dimenticata qui. Gliela riporto
questo pomeriggio". "OK" fece Tina e Patrizia uscì di casa.
Pronto per andare al lavoro, mi alzai infilai la lingua profondamente
nella bocca di Tina e la salutai non senza accarezzarle le tette.
Lei rimase in cucina poichè conoscevo la strada da solo per uscire.
Attraversai la porta e feci due passi nel corridoio quando il mio sguardo
cadde sulla borsa dell'amica di Patrizia... Per poco non caddi per terra,
riconoscendo la borsa che avevo regalato a Giovanna, mia moglie, per il
nostro ultimo anniversario........ |