Quel giorno era Martedì e, come tutti martedì ed i giovedì, all'uscita dal
lavoro, stavo volando verso la casa della mia padrona: Dea Patrizia.
Quando vi giunsi, come al solito, gli altri tre schiavi del suo harem erano
già sul posto e già affaccendati in quanto essi uscivano prima dal lavoro.
Maria, nella sua veste da cameriera supersexy, era in cucina intenta a
preparare qualche delizioso manicaretto che, forse, anche noi avremmo
gustato.
Bobi era intento a lavare le vetrate della sala mentre Cesso Umano stava
probabilmente pulendo il bagno e la camera della nostra Dea.
Mi cambiai velocemente anch'io assumendo la mise degli altri tre schiavi:
completamente nudo con una potente erezione ed un collarino da cane che
indicava chiaramente il nostro stato.
Avevo molti vestiti da stirare, alla nostra Dea piaceva cambiarsi spesso, e
mi ci dedicai fino al suo arrivo.
Dea Patrizia lavorava come commessa in un centro commerciale e rincasava
sempre oltre le 20 ma noi ci facevamo trovare sempre pronti, e così accadde
quella sera.
Appena sentimmo la chiave girare nella toppa corremmo alle nostre posizioni
abituali: Maria in piedi ad accogliere la mistress ed a prendere il
soprabito, Bobi pronto a portarla dovunque volesse mentre io e Cesso Umano
le facevamo le feste leccandole i piedi e scodinzolando.
"Uff che giornata oggi, sembrava non finisse mai. Ciao Maria " la salutò con
un bacio sulla guancia "e ciao anche a voi cagnolini" disse facendoci una
carezza e sedendosi sulla schiena di Bobi.
"Ho proprio voglia di rinfrescarmi e di mettermi in libertà" e detto questo
Bobi la portò verso il bagno e la camera seguito da Cesso Umano per
attendere alle sue esigenze.
Ora che la mia Dea si è allontanata, mentre riprendo le mie mansioni, voglio
raccontarvi la mia storia e come sono arrivato qui.
Sono un normale ragazzo di 30 anni, avvocato, e fino a poco tempo fa
convivevo con una ragazza.
Si cominciò a parlare di matrimonio ed io, dopo lunga meditazione, decisi di
confessarle onestamente la mia passione per il BDSM, che comunque fino ad
allora avevo coltivato praticamente solo in maniera virtuale o con qualche
raro incontro con professioniste.
Ne nacque una profonda lite e finimmo per lasciarci; una volta single decisi
di approfondire questa fantastica arte.
Come si sa la vita dello schiavo single è dura, ce ne sono tantissimi,
mentre le mistress scarseggiano ma io non mi davo per vinto.
Mi documentai moltissimo, dedicavo tutto il mio tempo libero alla
navigazione su internet e frequentavo qualunque chat, forum, newsgroup o
sito che ne parlasse.
Contemporanemente avevo deciso di addestrarmi da solo così iniziai ad
esplorare la mia sessualità: provai il pissing, lo scatting, l'adorazione di
scarpe femminili, l'autopenetrazione.
Decisi anche di esplorare la mia natura bisex entrando in contatto con amici
gay con i quali, oltre al sesso, potei provare esperienze di travestitismo e
femminizzazione: imparai come truccarmi, depilarmi e vestirmi e dove
procurarmi scarpe e vestiti della mia misura.
Avevo una padrona immaginaria che mi spingeva sempre più avanti nell'
addestramento, ed ero deciso a superare quanti più tabù possibile o almeno a
farmi le idee chiare su quali pratiche mi eccitavano, quali potevo
sopportare, e quali rifiutare.
Capii che mi eccitavano tutti i tipi di umiliazione, verbali e fisiche,
pubbliche e private, mentre odiavo il dolore, la tortura e tutta la parte
cruenta del BDMS.
Quella poteva andare bene come punizione e la padrona poteva stare sicura
che avrei fatto di tutto per evitarla.
La grande svolta ci fu quando entrai in contatto con Francesco, un agente
immobiliare 35enne, il quale aveva già una padrona che lo chiamava Cesso
Umano (per la sua grande passione per pissing e scatting).
La padrona di Francesco, Patrizia, era una bella ragazza di 25 anni che, con
numerosi sacrifici, aveva lasciato la famiglia e deciso di acquistare un
miniappartamento per vivere da sola e praticare l'arte della dominazione,
che l'affascinava da sempre.
Anche se molto giovane Patrizia era decisa e ben ferrata sulle pratiche che
la interessavano e, dopo un training presso altre padrone, aveva deciso di
crearsi un proprio harem vagliando numerose domande.
Io capitai proprio in quel momento e tartassai Cesso Umano di richieste per
farmi ammettere al Suo cospetto, e poter almeno partecipare alla selezione,
ed alla fine vi riuscii.
Furono mesi d'inferno, non si sapeva mai nulla di certo e Patrizia non mi
contattò mai, solo lo schiavo mi faceva pervenire ogni tanto qualche
richiesta sotto forma di indiscrezione.
Prima dovetti mandare decine di mail di suppliche dove mettevo a nudo la mia
anima, spiegavo le mie motivazioni, e documentavo con foto tutto ciò che
sapevo fare e lo stato del mio addestramento.
Poi mi fu consigliato di attendere la Dea sotto casa; la sera mi trovava là
e mi gettavo a terra al suo passaggio, ottenendo solo di farla accelerare
spazientita.
Per tre giorni e tre notti attesi sotto casa sua, dormivo in macchina, ma
più spesso rimanevo fuori a guardare le sue finestre finchè non si
spegnevano, e la mattina, quando usciva, mi trovava ancora là a supplicarla.
Arrivò poi il consiglio di battere sotto casa sua così, nel mio più sexy
travestimento da trans, passai tre notti a prostituirmi sul suo marciapiede
offrendomi a prezzi stracciati affinché vedesse che avevo molti clienti.
In quei giorni spompinai e diedi al culo a tutti: giovani, vecchi,
marocchini ed alla fine guadagnai più di un milione con il quale comprai un
completino di pelle che feci recapitare alla mia Dea.
Ottenni alla fine quello che volevo: una convocazione.
Mi precipitai a casa sua puntualissimo indossando, su consiglio del mio
amico, lingerie femminile sotto gli abiti maschili.
Patrizia attendeva seduta su di un trono di pelle ed indossava, con mia
somma soddisfazione, il mio completino.
Ai suoi piedi, legati con guinzagli, stavano cesso umano ed un altro
schiavo, entrambi nudi come vermi.
Mi fece spogliare e, inchinato ai suoi piedi, mi fece raccontare tutta la
mia storia e le mie esperienze e mi sfidò a ripeterle anche sul momento.
Accettai e mi fece prendere dai due schiavi i quali mi scoparono a sangue,
in bocca e culo, riempiendomi entrambi i buchi di sborra mentre lei si
gustava tranquillamente una sigaretta.
La performance finì in bagno dove io, sdraiato nella vasca, mi facevo
innaffiare dai getti dei due bevendone il più possibile per poi ripulire
accuratamente tutta la vasca.
Alla fine ottenni quello che volevo: un periodo di prova.
Divenni molto amico dei miei compagni schiavi che scoprii essere tre: Cesso
Umano(Francesco), Bobi (Roberto) e Maria (Mario).
Roberto era un bancario chiamato così per la sua passione ad impersonare
animali quali il cane ed il cavallo; il suo compito era quello di
trasportare la padrona nel suo regno.
Mario invece un omosessuale effeminato e dichiarato; lavorava in un negozio
di abiti ma, appena poteva, si travestiva da donna indossando sempre
completi molto sexy ed anche lui aveva avuto belle storie alle spalle.
Una volta superata la prova ed entrato così a tutti gli effetti nell'harem
trovammo un sistema di vita che ancora adesso stiamo portando avanti: la
casa che avevo comprato con la mia ragazza era rimasta a me ed aveva due
stanze matrimoniali ed una singola così ci trasferimmo tutti lì.
Io abitavo in una matrimoniale da solo, Bobi e cesso nell'altra e Maria
nella singola e con l'affitto che mi pagavano riuscivo a rimborsare la mia
ragazza e pagare il mutuo.
Ogni martedì e giovedì, dopo il lavoro, andavamo a casa della nostra padrona
per fare le faccende e sperare di poter passare un po' di tempo con lei.
Avevamo deciso che lei, in quanto Dea, non dovesse fare nulla di materiale,
pensavamo noi ad ogni cosa e le facevamo trovare il cibo da scaldare per gli
altri giorni.
L'appartamento era comunque un mini di 50mq ed in quattro, anche dovendo
cucinare, lavare e stirare, non ci impiegavamo mai più delle due ore e mezzo
prima del suo arrivo.
Dopo un breve consulto avevamo anche deciso di pensare al suo mantenimento:
lei faceva la commessa e volevamo che il suo magro stipendio fosse
interamente dedicato ai divertimenti così, visto che comunque era nostro
compito fare la spesa, pagare le bollette ed il mutuo, non le chiedemmo più
soldi con un tacito accordo.
Patrizia non era una mercenaria ma apprezzò quel gesto d'amore e di
protezione inoltre non volevamo che, come temevamo, dovesse cercarsi un
secondo lavoro o peggio si mettesse a fare la mistress professionista a
tempo perso come sospettavamo.
A conti fatti si trattava comunque di 150? al mese a testa, cifra che senza
di lei avremmo sicuramente speso in night, privè e professioniste.
Per il resto, a parte qualche atteso weekend o serate in cui ci convocava,
ognuno viveva la propria vita anche se in casa nostra si era creata una
situazione particolare.
Maria riuscì a realizzare il suo sogno: avere una casetta propria da
accudire e fare da schiava a tre stalloni che non le facevano mancare il
cazzo.
A casa nostra si occupava lei di tutto, non voleva che facessimo niente, ed
era sempre pronta a qualunque nostro desiderio sessuale.
Bandì la masturbazione dalla casa: ogni fuoriuscita di sperma doveva essere
lei a provocarla e ad inghiottirla, per non sporcare, spiegò.
Quanto si arrabbiò quella volta che, di nascosto, mi masturbai nel letto e
trovò le macchie sulle lenzuola, il giorno dopo.
Quando eravamo invece con la padrona Maria, come conferma della propria
femminilità, voleva invece essere dominante e stare al suo fianco; schiava
per lei ma padrona per noi.
Valle a capire le donne!!.
Noi tre invece vivevamo una normale vita da etero: uscivamo insieme,
andavamo a donne, le portavamo a casa utilizzando a turno la mia camera
matrimoniale, in ogni caso paghi sessualmente grazie a maria ed alla nostra
padrona.
Ma ecco, vedo tornare i miei amici, lasciatemi adorare la padrona come
merita.
Patrizia fece il suo ingresso in sala vestita di una leggera camicia da
notte che le arrivava poco sotto i glutei e di un sexy completino nero,
trasportata come al solito da Bobi.
"Accidenti, è tutto il giorno che sono in piedi, avrei proprio bisogno di un
bel pediluvio." disse mentre si sedeva sulla poltrona e maria accorreva
portandole l'aperitivo.
Sapevamo come comportarci: Cesso Umano corse a mettere un cd di musica
rilassante mentre io e Bobi prendemmo posto ai suoi piedi.
Ognuno le sfilò delicatamente un piede dalle sexy ciabattine che indossava e
cominciò a lavorarselo, mentre Cesso arrivò da dietro per massaggiarle le
spalle.
L'adorazione dei piedi è, come sapete, la mia specialità così mi ci dedicai
col massimo impegno: prima lo accarezzai sul dorso e sulla pianta, lo
trattavo come la più sacra delle reliquie.
Passai poi a godermi le dita dallo smalto impeccabile, le succhiavo e le
spompinavo una per una, mentre con la mani le praticavo un bel massaggio ai
muscoli dei fianchi del piede.
Sapevo che quel massaggio la faceva impazzire e la rilassava immensamente
così cercai di continuare a farlo in tutte le fasi del mio lavoro.
Mi dedicai alla pianta, forse la più provata dalla giornata lavorativa: mi
sdraiai a terra in modo da avere il piede sopra di me e mi dedicai a
lapparglielo; iniziai dalla parte sotto delle dita, vi facevo saettare la
lingua passandola anche in mezzo tra loro.
Passai poi alla pianta vera e propria che mi lavoravo con lunghe leccate;
non so se ne avete mai fatte ma in breve tempo la lingua si secca così avevo
elaborato una tecnica in cui, molto velocemente, ogni pochi centimetri la
rinfrescavo di saliva.
Certo una cosa è sentirsi una lingua bella bagnata mentre altra cosa è
sentirsi accarezzare da una lingua secca e setosa.
Mi passai poi lungamente e lentamente la pianta sul viso, che nei giorni
della mia padrona era sempre perfettamente rasato, per asciugarla e rubare
un contatto con una parte del suo corpo per me così erogena.
Fu poi la volta del dorso: poggiai il piede su di un cuscino e mi ci
inginocchiai davanti riservandogli lo stesso trattamento della pianta,
asciugatura compresa.
Per me il tempo sembrava non passare, ero veramente in estasi, ma mi
risvegliò il richiamo di maria "padrona, la cena è pronta"
"Ahh grazie ragazzi, siete veramente fantastici" disse alzandosi ed in
premio ricevemmo ciascuno un bacino sulla bocca; i nostri membri avrebbero
fatto scintille se sbattuti contro una pietra.
Non so se avete notato una cosa: la mia padrona è sempre molto dolce e
gentile, non ci maltratta come le altre, ci domina con l'amore e tutti noi
ne siamo innamorati e faremmo qualunque cosa per darle piacere.
Mentre la padrona si accomodava le corremmo dietro a quattro zampe e
prendemmo posto ai piedi del tavolo dove trovammo una zuppiera piena di
pasta ormai fredda.
La nostra dea vi mise i piedi dentro e noi ci accalcammo intorno come
animali per cercare di mangiare; in breve sia la zuppiera che i piedi furono
di nuovo puliti alla perfezione.
Quando la cena finì ci spostammo tutti nel piccolo e vicino salotto.
"Allora cagnolini ho qui qualcosa che vi farà stare buoni per un po', mentre
io e maria parliamo un po'" e detto questo estrasse una borsa piene di
mutandine sporche.
"Allora queste sono quelle che indossavo Domenica; sono uscita con franco e
abbiamo solo pomiciato ma mi sono bagnata moltissimo.
Chi le vuole?"
Tutti ci accalcammo e lei le gettò in aria, non potevamo usare le mani così
solo quando ricaddero cesso umano riuscì a prenderle e si rifugiò in un
angolo a succhiarsele beatamente.
"Queste invece sono quelle di ieri, ero a casa da sola e mi sono masturbata,
penso anche di esserci venuta dentro" e queste toccarono a Bobi.
Io non mi ero impegnato più di tanto perché sospettavo una cosa che infatti
si avverò
"Povero leccapiedi, sei rimasto ultimo. Ma forse sei il più fortunato:
queste sono quelle di oggi, le più fragranti" così anch'io ebbi qualcosa da
succhiare beatamente.
Era una delle idee migliori della nostra Dea; le piaceva farci fare da
lavatrici umane e lo faceva con tutto ciò che era stato a diretto contatto
con i suoi fluidi e quelli dei suoi amanti.
Finchè si trattava di mutandine o collant era anche semplice ma quando
incontrava i suoi amanti ritornava spesso con gli abiti pieni di sborra e
non vi dico come conciavano il lenzuolo, se stavano in casa.
Dovevamo allora metterci di buona lena, anche tutti e tre assieme, scovare
ed annusare le macchie per succhiarle fino a farle sparire.
Mentre ci dedicavamo a questi compiti le due padrone si godevano il dolce e
parlavano dei tipici discorsi da donne: i ragazzi, la moda, i trucchi ecc.
"Allora ragazzi, stasera ci sarà una sorpresa: verrà Francesca, mistress
francy, una mia amica che sta imparando l'arte della dominazione.
Mi raccomando siate carini con lei anche perché ho intenzione di prestarvi a
lei, qualche volta, per aiutarla."
In breve suonò il campanello e corremmo tutti ad aprire, Cesso stava in
piedi per prendere il cappotto, Bobi era pronto ad offrire un passaggio ed
io mi buttai a baciarle i piedi in segno di saluto.
"Ehi, buoni, cosa fate?. " disse ridendo sorpresa.
"I miei cagnolini ti stanno facendo le feste. Lasciatela ragazzi, non
conosce ancora come si fa" ordinò la padrona.
La nuova arrivata era una bella ragazza sui 30 anni vestita anch'essa con
una mise molto sexy: minigonna e canottierina scollata senza reggiseno.
"Ehi ma qui sono tutti nudi, cosa succede?" chiese
"Vieni, vieni, non ti preoccupare" disse la padrona
"ragazzi, esposizione" e a quell'ordine ci mettemmo tutti in piedi davanti a
loro, le gambe larghe come le spalle, la mani dietro e l'erezione svettante
in avanti.
"Allora com'è il primo impatto? Questi sono i miei tre schiavetti, lascia
che te li presenti: questo è cesso umano, specializzato nel ripulire tutti i
nostri fluidi.
Questo è leccapiedi, fa dei pediluvi veramente rilassanti e quello è Bobi,
il nostro mezzo di trasporto per la casa.
Ti piacciono?"
"Beh non sono messi male ma certo il primo impatto è forte"
"Vieni guardiamoli meglio. Vedi che bei muscoli che hanno?" disse Patrizia
accarezzando i pettorali di Bobi
"hanno anche un bel culo sodo, ci tengo che facciano esercizi, poi sono
tutti in un avanzato stato di addestramento: rapporti omosex, ingestione di
liquidi corporali, femminizzazione, adorazione; puoi chiedere loro qualsiasi
cosa."
"davvero? Ma in che senso qualsiasi cosa" chiese la nuova ragazza
"Tutto quello che vuoi; l'importante è che siano eccitati e questo lo vedi
dalle loro erezioni; è per questo che noi dobbiamo sempre indossare vestiti
molto sexy.
Un uomo eccitato è disposto a fare qualunque cosa, te l'assicuro.
Vieni, carichiamoli per bene" disse e si mise a strusciarsi contro di noi
accarezzandoci con le unghie, cosa che personalmente mi manda in manicomio.
Anche francy vi si dedicò ed in breve, come aveva preannunciato la nostra
padrona, eravamo pronti a fare qualunque cosa le divertisse nella speranza
che ci lasciassero venire.
"ragazzi, fateci il trenino, dai" ordinò Patrizia
Era il classico gioco del trenino così temuto da tutti gli uomini normali;
ci mettemmo tutti e tre carponi ed in fila e cominciammo a leccarci ed
inumidirci l'ano abbondantemente a vicenda.
Maria poi ci porse un tubetto di lubrificante e ne facemmo un uso abbondante
poi demmo inizio alla coreografia: Bobi faceva la locomotiva e si mise
davanti, carponi.
Io stavo in mezzo e ficcai il mio uccello nel culo di Bobi poi mi inclinai
leggermente in avanti per fare lo stesso con cesso; in breve fummo pronti.
Facemmo allora il primo giro della stanza così, con Bobi che imitava i
rumori ed il fischio del treno e noi che muovevamo le braccia avanti ed
indietro, tra gli applausi delle ragazze.
Francesca volle poi provare a fare un giro sul treno così si sedette sulla
locomotiva ed effettuammo un altro giro, con lei che gli apriva le chiappe e
controllava incredula che fosse veramente penetrato.
"Bellissimo, cosa facciamo adesso? Che altri giochi conoscete?"
"Che ne dici di un bello spettacolo?" propose patrizia, facendo un cenno a
cesso e Bobi
"Li preferisci come uomini o come donne?"
"No, no, come uomini, visto che sono carini" rispose lei ed i due corsero a
cambiarsi mentre io, ad un cenno della padrona, onorai la nostra ospite con
un fantastico pediluvio.
In breve i due tornarono in perfetta tenuta da strip men; il corpo ben unto,
jeans corti e aderenti e una camicia aperta a quadrettoni.
Ben presto iniziò lo spettacolo, con maria che serviva da bere.
La nostra dea amava molto stupire le sue amiche con queste esibizioni, ed
aveva già organizzato molte feste o ci aveva noleggiato a locali
specializzati o a gruppi di ragazze per addii al nubilato, guadagnandoci
anche su qualcosa.
Lo spettacolo fu eccezionale, i due sapevano come muoversi e ammiccavano in
maniera molto sexy avvicinandosi alle due donne; quando poi furono
completamente nudi le invitarono a ballare strusciandocisi contro ed iniziò
una infuocata lambada con le donne che li tenevano per i membri, anziché per
il collo.
"Bene, che ne dici di cambiare gioco?" propose Patrizia
"Accidenti, ma tu mi vuoi proprio rovinare stasera, non so se reggo il tuo
passo, comunque cosa avresti in mente?" rispose Francesca
"E' una cosa che ho già fatto e che loro conoscono bene: ne mandiamo uno in
strada a prostituirsi, vestito da trans.
Lo possiamo vedere dalla finestra poi ho comprato appositamente una
telecamerina da fissargli addosso"
"bello, ma chi mandiamo?"
"Scegli tu" concesse Patrizia, "Qui lo hanno già fatto tutti diverse volte"
"bene, in questi casi si usano i bastoncini no? mandiamo quello col cazzo
più corto"
Sapevo già che il predestinato ero io, patrizia ci aveva già visitati e
misurati tantissime volte e ci costringeva a tenere grafici e tabelle con il
nostro peso, lunghezza del cazzo, grado di dilatazione anale ecc.
Mi andai a preparare aiutato da maria; ormai sapevo farlo in maniera veloce
ed impeccabile.
Al ritorno indossavo minigonna bianca, calze nere autoreggenti, stivaloni
bianchi, camicetta scollata e una parrucca bionda.
Ero anche ben truccata e con unghie e ciglia finte facevo comunque la mia
figura.
Indossai anche la microtelecamerina che avevamo regalato alla nostra dea e
la sintonizzai sul ricevitore collegato al tv in modo che le ragazze
potessero godersi tutto lo spettacolo.
Le ragazze avevano messo due sedie davanti alla finestra e avevano fatto
mettere i due schiavi seduti davanti ad esse, con la testa sulla seduta, poi
si erano posizionate sopra di loro in un perfetto facesitting con le loro
due belle fighette nude e sbrodolose.
Io scesi e ben presto fui in posizione; feci una prima prova della
telecamera, dotata anche di microfono, e l'accendersi e spegnersi della luce
alla finestra mi diede l'ok.
Iniziai ad ancheggiare e a far roteare la borsetta e ben presto le auto
cominciarono a fermarsi.
Molte ripartivano subito quando vedevano che ero un trans e non una donna ma
alcune contrattavano ed in breve ebbi il mio primo cliente: era un signore
di 60 anni, calvo e grasso, che non avrei frequentato di certo se non me lo
avesse ordinato la padrona.
Prima di essere richiamato mi feci quattro clienti ma solo l'ultimo fu
interessante e ve ne riporto la storia.
C'è da dire che la padrona pretendeva da noi estrema disponibilità quando
battevamo così si era sparsa la voce che, in quella zona, c'erano trans
molto disponibili, anche se non sempre; e questo attirava depravati di ogni
genere, come sperava la nostra Dea.
L'auto che si fermò era piena di 4 ragazzi più giovani di me che volevano
fare un'orgia; dopo una breve contrattazione salii dietro, subito
palpeggiato da tutti.
Ci recammo nel solito posto ma questa volta stesi un panno a terra non
troppo lontano da un lampione, sia per migliorare la visibilità della
telecamera che per il godimento di tutti.
Ben presto tutti estrassero i membri ed io, in mezzo a tutti, mi diedi da
fare per indurirli per bene.
"Ok troia, allora noi non usiamo lubrificante ma saliva: mettiti con il culo
in aria e tienilo bene aperto."
Ubbidii e tutti quanti iniziarono a sputarmi nell'ano e usavano le dita per
fare meglio penetrare il liquido all'interno.
"Ok, proviamo" disse il primo dopo essersi sputato per bene sul membro ed in
breve l'operazione andò a buon fine, aiutata anche dagli altri che
continuavano a leccare il membro che entrava ed usciva; la mia bocca non
rimaneva certo inoperosa in quanto sempre qualcuno si presentava sul
davanti.
I quattro erano pazienti e metodici ed avevano pagato bene, così mi presero
sia alla pecorina, sia sul sedile dell'auto, sia a smorzacandela sul terreno
alternandosi sempre.
Io sono forse l'unica puttana che bacia in bocca e che lecca collo ed
orecchie, cosa che apprezzarono molto, ed alla fine tutti quanti riempirono
per bene i preservativi.
Quando rientrai trovai le padrone come le avevo lasciate, intente cioè a
cavalcare i visi dei due schiavi, mentre sullo schermo scorrevano già le
immagini delle mie performances.
Le padrone non le stavano osservando in quanto, ad occhi chiusi, si godevano
le lingue ed in breve vennero entrambe inondando i visi degli schiavi.
"Ahh, grazie Patrizia, proprio una bella serata. E dire che non me li sono
neanche scopati mentre ne avevo proprio voglia, comunque ho goduto
ugualmente.
Ora scusami, vado in bagno poi devo tornare a casa"
"Come vai in bagno? Non sai che sono contro lo spreco di acqua e carta
igienica? " e alzatasi da cesso gli diede modo di prendere la sedia cesso e
di posizionarvisi subito sotto.
Con un gridolino Francy vi si sedette e ben presto il nettare giallo
ruscellò sul viso dello schiavo, che lo risucchiava golosamente.
Appena si alzò accorsi io a nettarle la figa, in modo da offrire il servizio
completo.
"Bello eh? Ora però devi dare un premio ai tuoi cagnolini; visto che si sono
comportati bene devi farli venire." Ammonì Patrizia
"Ok, mettetevi in fila, vi sdraierete a turni sul divano"
Ognuno aveva il permesso di masturbarsi mentre la padrona ci accarezzava,
leccava il collo ed infilava la lingua nelle orecchie.
Le operazioni non furono lunghe in quanto, supereccitati come eravamo,
ognuno durò pochissimo; dopo ogni venuta era compito della schiavo dopo
ripulire le mani ed il membro di quello prima.
Un'altra giornata dalla mia Dea era finita ma già io pregustavo la prossima,
speravo di poterla servire con un suo amante o di essere prestato a Mistress
Francy, ma soprattutto speravo che la fantasia vulcanica delle mie deliziose
padrone non avesse mai fine. |