Salvo si svegliò bagnato di sudore. Ripreso possesso di tutti i sensi si
accorse che non solo di sudore si trattava, si abbassa lo slip (dormiva
senza pigiama) e vede quella piccola goccia densa e bianca che stazionava
sulla cappella del suo cazzo.
Era indeciso se finirsi con una sega o lasciare perdere. Avallò la seconda
ipotesi ché la testa gli doleva per aver dormito male. Aveva fatto 3
sessioni di sonno inframmezzate da due sogni uno più stupido dell'altro :
nel primo era un maniaco omicida che dava fuoco ad una puttana ; nel
secondo si chiavava uno splendido esemplare di femmina che si chiamava
Sabrina, ma non era lui, cioè era lui ma non con il suo nome e il suo
corpo, per l'esattezza controllava il corpo di un bellissimo giovane di
nome Antonio forte atletico e con un cazzo enorme (gli sembrava di avere
letto da qualche parte che tutti i maschi italici hanno un cazzo enorme,
un 14 pollici almeno). La notte era ancora alta e silenziosa e il silenzio
gli
ingrossava ancora più la cappella ( per un misterioso fenomeno biologico
il silenzio è molto eccitante).
Non voleva 'aprire' un'altra sessione ..'sessione? porca puttana ho detto
sessione? porcaccia di Eva zozza ho detto sessione con tutti i termini non
computeristici che potevo usare'. Comunque sia non voleva riprendere a
dormire per timore che un altro brutto sogno tornasse a turbare il suo
sonno.
Decise di uscire a fare due passi ma non prima di una doccia rinfrescante.
Ancora una volta fu tentato dall'idea di spararsi una titanica sega,
l'acqua fredda irrigidendogli tutte le membra non risparmiava il suo cazzo
che era sempre più grosso e rosso. Ancora una volta disse di no.
Si asciugo si vestì e uscì.
Camminava a piedi per un viale lungo ed alberato, ad ogni albero una
puttana. Continuamente macchine si fermavano su entrambi i lati della
strada per contrattare con le donne. Su questo lato della strada una Golf
con quattro ragazzi a bordo cercava di convincere una giovanissima
albanese a fargli vedere le tettine in boccio, ma lei non voleva saperne
ché sapeva che i ragazzi in gruppo si avvicinano solo per giocare e
recuperare materiale visivo per una bella sega notturna. Sull'altro lato
della strada una Y10 con un omino a bordo era assaltata da un nugolo di
puttane.
Una puttana grassa e sfatta truccata come una parodia di donna, <<Vuoi
venire? ti faccio divertire>> ,'piuttosto me lo meno' pensò e tirò dritto.
Più avanti vide da dietro uno splendido culo ben tornito, con due cosce
statuarie che sorreggevano il poderoso culo. E notò anche la perfetta
attaccatura del culo alle cosce, con la curva del culo che declina
dolcemente unendosi in un tutt'uno con le cosce. Proprio come piaceva a
lui.
Girata che si ebbe, la puttana mostrò i tratti facciali troppo mascolini
rivelando che si trattava di un trans.
'Nessuno è perfetto' e tirò dritto.
<<Quanto Sabrì?>> chiese il giovane sulla Uno mentre, tirando fuori la
mano, le strizzava la tetta destra.
<<Cinquanta>> rispose Sabrina docile e lasciando fare.
Salvo li lasciò ai loro affari e decise di cambiare strada indignato da
questo vile mercimonio, ma soprattutto infastidito dall'avere dimenticato
a casa il portafoglio.
Sentiva i corpi cavernosi del cazzo pulsare freneticamente, fra poco gli
sarebbe scoppiato.
Continuò a camminare per una strada deserta di persone e di automobili; ad
un tratto un cane gli si mise dietro, di quei cani che la notte per la
strada decidono di seguirti, che spinti da un moto di solidarietà decidono
di essere soli, ma insieme.
Camminava sul bordo della strada con il cane che lo seguiva più indietro
ma quasi al centro della strada.
Ad un certo punto vide i fari di un'auto di grossa cilindrata
sopraggiungere procedendo ad alta velocità (l'ultima frase l'ho scritta
come un carabiniere).
L'auto colpisce di striscio il cane che stramazza per terra crepato sul
colpo.
La Mercedes si ferma circa trecento metri più avanti e Salvo decide di
andare a protestare per il cane.
Dall'auto scendono due persone: un uomo ed una donna. La donna con un
abito nero, lungo fino ai piedi, con i tacchi alti sarà stata uno e
settantacinque-uno e ottanta, ancheggiava un po' troppo forse a causa di
qualche bicchiere di troppo.
Da lontano sembrava ben fatta anche se il vestito nero e lungo le
mortificava le rotondità. Lui era il tipo "manager di successo, voglio
tutto e lo voglio subito" e ho detto tutto.
Mentre Salvo si avvicinava a passo veloce loro si avviavano attraverso un
vialetto verso il portone del palazzo, lei più avanti lui dietro. Sarà
stato il suo ancheggiare, tant'è che il manager si eccitò e fedele al suo
modo di essere decise di prendersi subito quello che gli spettava,le si
avvicinò da dietro afferrandola per i fianchi e trascinandola in un angolo
buio ai bordi del vialetto a ridosso di un albero. A quel punto Salvo
rallentò il passo fino a fermarsi in posizione tale da poter guardare
senza essere visto.
Lei appoggiata all'albero, lui da dietro le strofinava il cazzo sul culo
morbido aspettando di arrivare al massimo dell'eccitazione. I seni di lei
colmavano completamente le sue mani richiuse a conca.
I loro corpi aderivano perfettamente, i pieni di lui riempivano i vuoti di
lei e i vuoti di lei riempivano i pieni del manager. Con invidia Salvo
pensò che, appoggiato a lei allo stesso modo del manager, il culo alto di
lei avrebbe sbattuto sulla sua pancia schifosamente molle, mentre il suo
cazzo si sarebbe perso tra le cosce di lei.
Nel frattempo il manager le aveva alzato il vestito fin sopra il culo, e
sotto era ignuda. Oppure portava mutande color carne con il davanti color
nero di pelo di fica, e no! era completamente nuda e pronta.
Ora il manager era chinato davanti a lei e con la lingua era impegnato in
una lotta all'ultimo sangue con il clitoride della ragazza. L'espressione
di lei era rapita ed estasiata e sembrava si sforzasse per non urlare di
piacere.
Il manager, abituato a prendere decisioni importanti, decise per tutti e
due che erano pronti, si alzò in piedi e tirato fuori senza esitazione il
suo cazzo lasciò che fosse inghiottito e risucchiato dalla fica affamata
di lei. Le spalle di lei appoggiate all'albero mentre lui la regge per le
cosce il suo peso gravava completamente sull'uomo. In questo modo la
penetrazione era agevolata dalla forza di gravità. Gran cosa la forza di
gravità!!!
Nel frattempo Salvo continua a guardare e fantasticava immaginando se
stesso con la faccia affondata sul culo ben tornito di lei, rotondo, di
rotondità che appartengono ad altri tempi. Con le mani piazzate in quella
parte del corpo che separa le cosce e che ha per tetto la fica e al quale
nessuno ha mai pensato di dare un nome. Si potrebbe pensare di indire un
concorso a premi televisivo per darle un nome, alla Rai con Raffaella
Carrà che esorta gli spettatori a spedire la cartolina a "concorso date un
nome a quella parte del corpo che separa le cosce ed ha per tetto la fica"
via Saxa Rubra 00100 Roma. E sicuramente verrebbe fuori un nome perfetto
per indicare quella parte del corpo, così come culo non può che indicare
due emisfere carnose dove è bello affondare la faccia, e tette non possono
che essere due bianche mozzarelle con uno spruzzo rosso fragola sul
davanti.
Quando Salvo, ormai eccitatissimo, tornò fra i presenti, il manager in
piedi succhiava il capezzolo della ragazza con tanta forza che sembrava
volesse svuotarglielo della massa gelatinosa di cui era costituito, le
mani affondate sulle sue chiappe come se volesse ribadire che di quel culo
deteneva il pacchetto di maggioranza. Come se da un momento all'altro
potesse arrivare un manager più bravo di lui che tentasse la scalata
finanziaria al culo della ragazza.
'Io quel culo lo quoterei in borsa' pensò Salvo al colmo dell'eccitazione.
Ma il manager non era d'accordo, e girata la ragazza , si sputa nella mano
e le unge il buco del culo facendole intendere le sue intenzioni.
Fregandosene delle sue obiezioni gli immerge il suo sottomarino in culo,
mentre lei e anche Salvo si lasciano sfuggire un urlo di dolore.
E mentre lui con una volgarità ineguagliabile del tipo "manager di
successo, voglio tutto e lo voglio subito" pratica il vecchio va' e vieni
nel culo della ragazza, e mentre lei si piega in due dal dolore spaccata e
sfondata nelle viscere, e mentre la mano di Salvo scorreva velocemente e
ritmicamente sul suo grosso cazzo, la notte era ancora alta e sempre
silenziosa e quel silenzio eccitava molte persone. E tra queste persone
era destino che qualcuno si sparasse una sega. |