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  IL PROFUMO DELLE CANDELE NEI CAPELLI Autore: Leon D'oro

Fermarsi un momento, prendersi un istante e ascoltare il silenzio... e
rendersi conto di essersi persi qualcosa.



Immagina che la tua narratrice sia un uccello, un gabbiano libero che si
libra tra le nuvole, e poi plani verso terra... Dal silenzio del cielo al
rumore assordante della città... Fila indistinte di tremolanti lucette rosse
da una parte e di più accentuate schegge bianche dall'altra. In continuo
movimento... Palazzi, costretti l'uno di fianco all'altro, si lamentano come
animali feriti... E poi un'oasi di pace, un'oasi di silenzio...

L'uomo si blocca come se un fulmine l'avesse trapassato e lasciato senza
respiro ... E' da tanto tempo che non sente il silenzio, che non lo ascolta,
che non lo apprezza. Ha spesso avuto paura del silenzio forse per timore di
rimanere da solo, la solitudine che incubo, e per questo lo rifugge... Negli
ultimi tempi una fitta nebbiolina gli ha avvolto le membra e gli ha
intorpidito i pensieri... Dall'altra parte del parco la donna se ne sta
immersa nella propria solitudine... anch'ella in ascolto del silenzio, alla
ricerca di quel qualcosa che sfugge sempre. il gabbiano si abbassa su di
loro, sfiora quasi la testa dell'uomo, il quale lo segue con sguardo
accusatore, (accidenti gli aveva infranto il momento), e va a posarsi ai
piedi della donna... Per un istante torna il silenzio... poi gli sguardi si
incontrano... e si accorgono di non essere soli... Percepiscono
distintamente la presenza dell'altro, ne sentono quasi il respiro, senza una
parola fanno un passo per avvicinarsi, guardano il sentiero per uscire dal
parco e si incamminano lentamente...

Si dicono solo ciao e passeggiano fianco a fianco... Due persone così
diverse... Lei elegantemente sobria, preziosa, lui disinvoltamente
trasandato, libero...

Il gabbiano li insegue perché è curioso di vedere cosa accadrà... Passano di
fianco ad un barbone avvolto in cartoni e giornali... La donna lascia una
monetina e una caramella, gesto simbolico di aiuto, l'uomo invece passa
oltre con indifferenza, per scansare lo specchio delle sue paure... Lei lo
rincorre brevemente e lo afferra per un braccio, gli chiede di aspettarla,
di fare la strada con lei... Lui la guarda negli occhi, nella bellezza un po
' antica, le legge il tormento dell'anima, non può fare altro che baciarla
delicatamente... Una strana sensazione si insinua in quel bacio sorpreso,
rubato, una voglia di qualcosa che forse non c'è, la voglia di un'idea, di
una forza che travolge senza distinzioni uomini e donne.



Il gabbiano osserva attentamente dalla finestra dell'appartamento... in
basso il traffico è un formicaio, vede l'uomo e la donna entrare. Davanti a
loro due soli ambienti aperti, dai caratteri tipicamente femminili... Lei lo
invita nel primo dove regna incontrastato un divano bianco coperto da un
telo vivace. Arredamento ideato da una donna in carriera che vuole mettere a
proprio agio chi entra, ma allo stesso tempo vuole sottolineare il suo gusto
per cose belle e raffinate, importanti. Un tavolino antico come scrivania,
che invita a farci l'amore sopra; una libreria in legno e cristallo che
attira l'attenzione per i volumi rari che contiene. Una stufa in terracotta,
un piano cottura in ghisa e un lavello in muratura formano una cucina bella
da ammirare ma probabilmente inservibile. Lui infatti guarda le unghie
laccate di lei, le mani perfettamente curate e scuote la testa con un
sorrisino che gli sgorga dalle labbra. Un tavolo ovale a quattro posti per
il pranzo che pare mai usato. Sopra il lavello una stampa del quadro di
Andrew Wyeth "Il mondo di Christine". Lui si ferma ad ammirarlo e ne coglie
una gran malinconia e solitudine: quella ragazza vista di schiena con lo
sguardo verso quell'unica fattoria così lontana... Le chiede come mai ha
appeso proprio quel quadro... Lei fa spallucce e risponde semplicemente che
le piace... Ma, lui sa leggere tra le righe, quella risposta sottintende ben
altri significati, rivela una parte di lei nascosta dietro una corazza, la
chiave della quale forse nemmeno lei sa dove sia...

Con un gesto gli indica il divano per accomodarsi ma lui, indifferente, la
prende per mano e la tira verso l'altra stanza, quella più privata, quella
che lui spera gli possa rivelare qualcosa di quella sconosciuta così
eccitante...

Nel mezzo dell'ambiente un letto enorme perfettamente rifatto con la coperta
di fine uncinetto color crema... come comodino una fredda colonna corinzia
che sorregge un ripiano di vetro, dall'altra parte una lampada in ferro
battuto dalla forma di un fiore dal lungo stelo. Lui si siede sul materasso
che cede leggermente al suo peso e comincia a guardarsi intorno avvolto da
un'atmosfera romantica... Sente che la donna in carriera l'ha lasciata nell'
altra stanza. A ridosso di una parete uno stender con begli abiti in file
ordinate, uno specchio a misura d'uomo in vetro di Murano. Ai piedi del
letto una cassapanca antica in legno scuro che si coglie, a differenza degli
altri mobili fatti per dare bella mostra, essere un oggetto amato, caro, che
forse contiene qualche dolce segreto. Lui si avvicina curioso ad un
settimanale in rattan verde e ne apre distrattamente un cassetto. Lì c'è
nascosta la vera essenza della donna, la biancheria intima, pochi pizzi,
stoffe morbide e profumate, calze autoreggenti. L'uomo ne sfila un paio e le
chiede di indossarle per lui. Dietro un séparé raffigurante "il bacio" di
Gustav Klimt, una bianca vasca antica dai piedi di ghisa coi rubinetti in
oro e uno sbarazzino tavolinetto in vimini carico di candele ed essenze dai
profumi esotici.... Lei è indecisa, guarda il mucchietto che le viene porto
e senza pensarci lo afferra e sparisce dietro il séparé.

Lui guarda verso la parete ai piedi del letto dove dà bella mostra di sé un
trompe l'oeil raffigurante due imposte che si aprono su un balcone di una
casa in collina nel bel mezzo della fioritura degli alberi da frutto.

Lei riappare in tutto il suo splendore: reggiseno nero, mutandine nere,
autreggenti... Le mani lungo i fianchi, lo sguardo abbassato, i capelli
lunghi sciolti sulle spalle, il pudore che traspare. Lui le si avvicina, le
sfiora una guancia di pesca, scende leggermente sulla punta del seno, guarda
i propri movimenti, le mette una mano tra le cosce, ascolta il calore di
quel fiore delicato, si gira... e se ne va.



Non conta nemmeno più le volte che è tornato in quel parco, alla stessa ora,
allo stesso giorno della settimana, e in altri orari, in altri giorni...
Sempre e solamente con la stessa speranza... Quella di essere sfiorato da un
gabbiano e di vederla apparire tra gli alberi. Una volta è persino passato
da casa di lei... Ma arrivato al portone ha girato i tacchi e ripreso la sua
strada di solitudine... Per la prima volta nella sua vita ha avuto scrupoli
a portarsi a letto una donna e che donna... Certo non una modella... ma con
una fierezza nei movimenti, una delicatezza nella sua forza che ne ha
attratto lo sguardo come una calamita, è penetrata nei suoi pensieri e ha
deciso di dimorarvi anche la notte, nei sogni. E forse tutto quello è stato
un sogno, un sogno senza finale come in quelli in cui si ritorna alla realtà
a causa di un brusco risveglio.

Allora il gabbiano ha deciso di ricomparire...

Ha spalancato le ali ed è tornato come la mano del destino...



Lui sta uscendo dal parco, lei sta entrando, finalmente si sono ritrovati.

Di nuovo senza parole lui la prende per le spalle e la guarda negli occhi...
Lei si stacca e tutto d'un fiato gli sussurra: "Anche se non sarà niente,
anche se è un sogno, un incubo, anche se finirà male, il tuo primo bacio è
il più vero che io abbia mai ricevuto... Lo rivedo, lo risento, lo rivivo,
provo le stesse sensazioni... Non mi conoscevi ma mi hai dato quel bacio..."

L'uomo è accarezzato da quelle parole delicate, sentite, accorate e proprio
per questo non osa baciarla in quel luogo... Le cattura la mano sudata e la
dirige verso quel letto che ha imperato nelle sue notti insonni... Stavolta
non si tirerà indietro...

E il gabbiano è di nuovo sulla finestra... E sbircia mentre l'uomo sfila ad
uno ad uno gli indumenti inutili della donna. Vede che la prende tra le
braccia e la bacia con bramosia: l'ha cercata per tanto tempo in sogno e ora
l'ha trovata nella realtà.

La spoglia, la fa stendere, le apre le gambe, le bacia le caviglie, risale
lungo le cosce, arriva al fiore e ne assaggia il sapore, l'aroma.... E'
proprio come se l'è immaginato: dolce e denso. La sfiora con la lingua, la
esplora, ne sente il calore più profondo. Poi, sorpreso, sente le mani di
lei allontanarlo con forza, le gambe scacciarlo... La guarda stordito, la
vede voltarsi di scatto e affondare il volto dentro il cuscino del letto,
soffocare dei gemiti, trattenere dei tremiti involontari... Ha raggiunto il
piacere così velocemente che ne rimane stupito, in fondo non l'ha quasi
toccata, ma le barriere da superare sono talmente fragili che l'ondata di
godimento le ha infrante con il minimo sforzo. Sente che piano piano il
respiro torna normale, gli ansimi placarsi... Allora le fa allargare
leggermente le gambe così com'è, distesa sul ventre, la penetra per un
attimo con un dito, poi lo sfila, fradicio e appiccicoso, ne prova il
sapore. Le sale sopra, le fa gravare il suo peso di uomo robusto e massiccio
ed entra in lei con un gesto deciso ma dolce, scivola benissimo, si abitua
al suo vuoto, la completa. Affonda, si ritrae, penetra dolcemente, irruente,
impaziente, tanti pensieri gli attraversano la mente, ma il primo è quello
di farla godere ancora....

E forse ci riesce, coglie un cenno di concentrazione nei suoi occhi, come se
stesse ascoltando il proprio piacere... Come se lo accogliesse, lo
analizzasse... Non è per niente spontanea, sembra che segua un manuale sul
come raggiungere l'orgasmo...

L'uomo scuote la testa e si ritrae... Si stende sconsolato sul suo lato del
letto, una mano a coprire il volto.

"Non ci riesco... Tu non sei con me... Tu vuoi il sesso... Ma non
necessariamente da me..."

Lei gli si rifugia tra le braccia, appoggia il capo sulla spalla di lui, il
corpo fresco contro quello grondante sudore... L'uomo si chiude in se
stesso, troppo abituato a che le sue aspettative vengano disattese...

Ha sognato di una donna che non esiste, o forse che non vuole esistere.



E' risvegliato da un bacio sulle labbra, un battito d'ali di farfalla, un'
aroma sconosciuto nell'aria... Altoparlanti invisibili diffondono rumori da
sottobosco: un gracidio lontano, il canto di un uccellino, acqua che
lentamente avvolge una riva, qualche insetto. Gli chiede di seguirla, di
andare con lei. E' nuda, totalmente a suo agio, una ninfa mitologica... Lo
porta dietro al separè, gli ha preparato il bagno, la vasca gronda schiuma
profumata, il tavolinetto di vimini è illuminato dalle candele alla cola.
Luci spente... Tutto perfetto. Troppo perfetto.

Lei si immerge nell'acqua fumante, gli porge una spugna e chiede di essere
lavata, sfiorata, carezzata... Lui si muove come un automa e fa tutto quello
che lei gli chiede. Ben presto l'eccitazione diventa visibile, palpabile.
Gli ormoni sovrastano ogni sua reticenza. Anche lui si immerge nell'ampia
vasca, lei gli sale sopra e si fa penetrare.

Si muove come una forsennata, l'acqua che schizza da ogni parte, i lunghi
capelli incollati al volto dall'espressione sofferente. Prova persino
dolore, ma si sente piena, viva, desiderata... Si impegna come una dannata
per farlo godere, ma lui niente, dà solo qualche spinta potente, il corpo
pronto per venire, la mente, al contrario, che si oppone. Poi, forse per
pena o per frustrazione, lui si lascia andare e la inonda col suo seme
caldo...

Rimangono così, ansimanti, allacciati, non si parlano né si guardano negli
occhi: due estranei nel silenzio. Dov'è finito quell'attimo, quel gabbiano?



La notte, la donna, sola nel suo letto, si rigira continuamente: ripensa a
quel pomeriggio, a quella sera, ma la mente è completamente vuota, non
ricorda assolutamente niente, vede le mani di un uomo senza volto, una vasca
vuota, sente un silenzio deprimente... Silenzio che le fa venire i brividi
della solitudine... Si alza di scatto e accende lo stereo, inserisce il
primo cd che le viene in mano e mette al massimo il volume... Poi si tuffa
sul divano... Affonda il viso tra i capelli e vi risente il profumo delle
candele... Odora, aspira, vuole rammentare un volto... ma trova un'anima.

Quella di un uomo solo quanto lei, un uomo semplice, che sa dare e non solo
chiedere. Un uomo che ha pudore, che ha paura, che non dà nulla per
scontato. Un uomo che potrebbe travolgerla se solo lei lo volesse. Un uomo
in grado di scalare le barricate che in tanti anni lei ha eretto attorno al
suo cuore, alla sua essenza di donna, alla sua anima.



Liviana



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