Il sole ormai era solo un ricordo, una folte coltre di nubi stava
riempendo la valle, spinta dal vento freddo , e già le prime gocce
iniziavano a scendere...anzi, il brusco calo della temperatura faceva
presagire neve ..cosa non infrequente nemmeno in agosto, figuriamoci ora!.
Chiuse la porta e si mise a preparare la cena , un pò di ramaglie per
accendere la stufa... imbruniva ormai ed accese la lampada a petrolio;
riordinò le sue provviste ..aveva perfino esagerato fra pasta,
salame,tonno, un pezzo di formaggio, vino e grappa..ma gli piaceva
l'idea di lasciare qualcosa nel bivacco ...poi pensò che era troppo
presto per cenare e ritornò all'esterno , appendendo la lampada allo
sporto del tetto.
Si era messo del tutto al brutto, la pioggia ormai scendeva fitta e
gelata , la linea della neve sarà stata a non più di 50 metri più sopra
...mentalmente ringraziò i ramponi leggeri da scialpinismo che portava
sempre dietro ...poi si ruppe del fatto di non vdere più niente e si
stese all'interno.
Si appisolò ... quando imporvvisamente gli sembrò di sentire delle urla
, fra il rumore del vento che fischiava fra i cavi...si alzò tendendo
l'orecchio ..non riusciva a capire se era stato un sogno o era
vero...poi lo sentì di nuovo , più distinto ..poteva essere un "hilfe" o
un "help" ..indossò la giacca, prese il cappello e la pila e uscì.
Fuori era buio fitto , nevicava forte ora e -tranne il cerchio del
chiarore della lampada non si vedeva niente; sentì invece più vicino
l'urlo...una voce strana, forse un ragazzo, di sicuro non gente nostra
pensò..prese il bastone e si avviò da dove credeva venisse , il sentiero
della forcella, sul lato opposto da cui era venuto.
Accese la frontale ..qualcosa aiutava , ma non era facile seguire il
sentiero , sentì l'urlo più vicino e rispose ...la sua voce era molto
più forte e rimbombò fra le rocce ...temette di aver sbagliato direzione
di ricerca quando vide, meglio sentì qualcosa nell'oscurità che veniva
verso di lui.
Alzò la frontale per illuminare meglio il sentiero e venne quasi
travolto da qualcuno di infagottato che correva verso di lui... un
flusso quasi ininterrotto di parole in una lingua che non capiva..forse
Polacco o Ceco .. .dovette scuotere la persona per staccarla da sé e
interromperla; sembrava in stato di choc..provò a parlarle in inglese ,
ma non capiva , poi provò con le poche parole di tedesco che
conosceva...provocando un nuovo fiume di parole , stavolta in tedesco ,
di cui riuscì a comprendere "tre" "amici" "pericolo" "vicino" e poco
altro...la frontale illuminò il viso ..era una ragazza, faccia larga e
occhi azzurri e dilatati dalla paura ...lei lo tirò per il braccio,
facendolo seguire... un pò correndo, un pò inciampando riuscì a capire
che c'erano altre 3 persone di là della forcella e che erano in pericolo.
Si mise in testa , pregando che la frontale reggesse e che non fosse una
tragedia...la forcella era vicina, ma salendo affondavano già nella neve
per una ventina di centimetri ...la ragazza sembrava esausta, ma gli
stava sotto e continuava a parlare in continuazione, un pò in tedesco ed
un pò nella sua lingua strana...dopo un quarto d'ora arrivarono
finalmente alla forcella...sull'altro versante la neve era anche più
alto...la ragazza urlò , e altre due voci le risposero... Mario scese
con cautela il pendio innevato, riuscendo alla fine ad intravedere due
forme raggomitolate per terra.. erano altre due ragazze, una parlava un
pò d'inglese e disse che l'amica stesanon ce la faceva più e che avevano
freddo...Mario spiegò che il bivacco era poco distante, la aiutò a
rimettersi in piedi e sorreggendola si avviò verso la forcella, le altre
che lo seguivano trascindo gli zaini sulla neve. |