Mario guidava assorto; il pensiero alla situazione da cui stava cercando
di fuggire. Le Alpi già si intravedevano sullo sfondo del parabrezza.
Non reggeva più, erano passati più di due mesi dall'ultima volta in cui
aveva fatto all'amore con Catia, sua compagna da quasi vent'anni -Anzi ,
Scopato.- si interruppe mentalmente con amarezza.
Ricordava con esattezza sorprendente i primi tempi, che poi durarono
degli anni, di giornate passate fra le lenzuola e qualsiasi appoggio,
fino ad essere così esausti da non riuscire a camminare...poi i figli,
il lavoro che incidono certo, ma non così tanto... non da rendere
lontana perfino l'idea del sesso ...non da rendere remota la possibilità
che glielo predesse in bocca, proprio lei con cui aveva scoperto
insieme le possibilità reciproche degli orifizi.
C'é dell'altro...c'é UN ALTRO, pensò...anzi , forse , probabilmente non
c'é nessuno, (facendo il conto mentale degli orari e delle possibilità
di Catia ...) é semplicemente che non c'é più attrazione. , pensò "IO
non l'attraggo più, e dai miei approcci é più che altro infastidita"
Prima di partire , la mattina si era guardato nello specchio : si disse
"e' vero ...sono grasso. il mio fisico nemmeno lontanamente ricorda
quelli delle riviste...ma non sono flaccido, riesco ancora a sollevare
il mio peso...e poi , nemmeno lei é rimasta uguale! perché non mi guarda
più? perché si spoglia in bagno quando abbiamo passato anni nudi insieme?"
Aveva preparato la valigia : "Catia ho da visitare dei clienti, starò
via un paio di giorni al massimo"
Non stava mentendo, dai clienti ci stava andando sul serio...ma non
voleva dire che non reggeva più la sua vicinanza e che sentiva la
necessità assoluta di andarsene , di respirare... non aveva raccontato
dello zaino con tutta l'attrezzatura da montagna già nel bagagliaio la
sera prima.
I colori dell'autunno erano già ben presenti sulle prime propaggini
delle prealpi. Impiegò esattamente quello che pensava per visitare i
clienti, fu anche più preciso del solito, quasi sentisse il peso della fuga.
Questo era : stava scappando...e che poteva fare ? a parlare non era
molto bravo , ci aveva già provato ed era finita in scenate ed urli -
suoi soprattutto.
Il suo problema era il tanto tempo passato al volante,giorni, ore in cui
la mente si svuotava progressivamente,una parte attenta alla guida,
l'altra prima il lavoro, fogli mentali che andavano messi in altrettanti
cassetti del cervello, poi i figli, gli amici e poi Catia ...risalivano
spontanee, forse facilitate dal monotono paesaggio immagini vivissime
del sesso insieme, quasi flashback da cinema delle sue mani che
stringevano, accarezzavano il suo cazzo e l'avvicinavano alle
labbra...del movimento rotatorio che faceva -sempre una volta- quando la
leccava per mettersi a pancia in giù per offrire il culo alla sua
lingua...un flash nel flash : l'utima volta era successa due anni
fa...ma mentre lei dormiva in un sonno profondo, e la mattina dopo aveva
negato fosse mai successo...al punto che perfino a lui era rimasto il
dubbio fosse stato solo un sogno. |