Brutta. Sono irrimediabilmente brutta, lo so. L'immagine che mi rimanda
lo specchio, al mattino quando tento i restauri dopo la notte devastante
o quando entro negli ascensori i cui specchi, implacabili, mi riflettono
di me immagini, reali quanto impietose che mi confermano quanto so da
tempo, parla chiaramente. Pensare che li chiamano specchi di cortesia!
La mia goffa grassezza era oggetto di scherno fin da quando muovevo i
primi passi e poi via via, fino alle scuole, all'Università, al lavoro.
Essere sovrappeso è male a 18 mesi come a 18 anni ma diventa
imperdonabile a 28 e poi inesorabile a 38; più o meno, la mia età.
Il fatto è che più mi chiamavano Ciccia Bomba, o Moby Dick, e più
m'incupivo, mi sentivo rifiutata e mangiavo, in maniera compulsiva ed
autodistruttiva.
Non so come sia per i maschi ma per le femmine il grasso è doppiamente
riprovevole e non serve cercare la complicità dei maschi abbondanti;
anche loro, messa da parte la solidarietà di sottospecie animale
attivano quella sessuale, del branco, e non c'è niente da fare.
Del resto anche io non ho mai desiderato scopare con un mio simile e
sogno maschi muscolosi ed atletici, ma anche evanescenti e romantici
intellettuali, sfiniti ed al limite dell'anemia.
Chi dice che i grassi sono allegri ignora i fatti della vita; come dire
che i giullari erano persone allegre, in quanto gobbi, storpi o
abnormi. Ma mi faccia il piacere!
Tutti poi pensano che, per il fatto di non essere belle e filiformi,
alte e coi capelli fluenti, noi si debba essere asessuate. Per me,
invece, essere brutta è esclusivamente limitativo su quel piano che, del
resto, potrei anche fregarmene.
No, degli uomini non posso rassegnarmi a privarmi e, non potendo fare la
bella, in attesa di scegliere fingendo di essere stata scelta, fin da
giovanissima ho cominciato a prendere io l'iniziativa, ad esplorare
tutte le possibilità del sesso in genere e le mie in particolare.
Morale: a 16 anni godevo già la fama di troia per la mia tendenza ad
anticipare ogni desiderio maschile che mi arricchiva sul piano
esperienziale ma che faceva crollare la mia immagine di brava ragazza a
ritmi esponenziali.
Nei primi anni di università avrei già potuto gareggiare alle olimpiadi
del pompino, piazzandomi sicuramente sul podio, almeno a sentire i miei
amici maschi che s'innamoravano delle belle ma che venivano da me, in
cerca di compensazione alle loro frustrazioni, per spassarcela un po'
insieme.
Perché si ha un bel dire ma le belle, quelle tanto ambite, sono per lo
più donne frigide, prive di qualunque spinta a darsi da fare, loro. Ad
andar bene, a letto si lasciano adorare, con battute tipo sta attento a
non rovinarmi la messa in piega o a non farmi male che poi è quasi lo
stesso, fredde come sono che poi gli fa più male il capello che il pelo!
Si fa presto a dire ragazza allegra. Io, per le mie performance non ho
mai chiesto nulla in cambio; anzi, ad essere sincera al 100%, qualcosa
in cambio me l'aspettavo, un po' di tenerezza, qualche gratificazione
che non fosse una votazione sulle mia capacità di prenderlo nel culo o
di scopare questo o quel ragazzo. Orgogliosa però come sono mai ho
chiesto esplicitamente nulla.
Ma si sa, i ragazzi si vergognano dei propri sentimenti, specie se a
provarli per una troia sovrappeso si rischia di essere presi per fessi
ed allora anche chi, forse, avrebbe potuto, niente, non si dimostrava
tenero con me se non qualche rara volta, ma solo nell'intimo di una
camera da letto.
Quanti ne ho consolati di mancati fidanzarti, di mariti incompresi, di
amanti cornuti! Ed a me chi ci pensa? Io ci penso, da sola, a cercare
l'uomo giusto per me.
Ci ho messo tanto tempo ma ora, a 40 anni sonati da almeno due mi scopo
questo ragazzo meraviglioso e so che non è un fuoco di paglia che si
esaurisca tanto presto.
Ho conosciuto Alberto in palestra due anni fa ed anche se era molto più
giovane di me aveva dimostrato interesse per me, grazie ai miei discorsi
spregiudicati, esche che uso sempre per far arrapare e per dimostrare
che l'assunto grassa= brutta, frigida e magari bigotta, è insensato.
Beh Alberto, povera gioia, veniva da famiglia timorata e repressa e, pur
essendo un fior di giovane e avendo già 30 anni, aveva messo insieme
poche esperienze, alcune brevissime, altre incomplete, altre più
virtuali che reali.
Fu davvero facile convincerlo a provare con me e poi, via via, ad
esplorare tutto quello che un maschio bello, vigoroso e prestante deve
provare come attività propedeutica rispetto a quelle perversioni che
sono in grado di fare di un uomo uno schiavo sessuale felice e domo.
Dopo 2 anni, anche se con qualche sbandamento, Alberto è domato come un
mustang dopo il rodeo e risulta un fedele, devoto seguace delle mie
pratiche.
Curiosi? Beh meritereste che vi negassi l'accesso al mio talamo e che
vi dicessi che le mia capacità amatorie, specie ora che siamo
innamorati, restano riservate.
Invece, forse in omaggio alla mia nuova felicità, condividerò almeno una
parte delle mie debolezze che, peraltro, sembrano mie ma lo sono molto
più di Alberto.
In questi anni ho compreso come Alberto, grazie ai suoi precedenti
familiari e personali avesse bisogno di una figura dominante, non solo
sul piano personale ma soprattutto nei giochi erotici.
Così l'ho convinto a farmi godere lasciandosi fare di tutto in una
situazione assolutamente costrittiva, come uno schiavo fisico, con
manette ed annessi vari.
No, non è stato facile devo ammetterlo ma ha giocato un ruolo anche la
fortuna; eravamo alle prime fasi di questa evoluzione del nostro
rapporto e lui ha conosciuto Mascia, un'insignificante acciughina di 26
anni e per giunta vergine. Proprio intatta. Dico io e glie lo dissi ad
Alberto, una così come puoi pensare di farci qualcosa, qualunque cosa,
ma lui povero caro s'era montato la testa e così aveva deciso di aver
appreso abbastanza per passare alla fase in cui lui, maschio virile e
rassicurante avrebbe potuto avviare la vergine a migliori attività
congiunte, mollandomi come gli altri.
Io allora ho finto una tattica connivenza che mi consentisse di
acquisire utili informazioni e rinnovata fiducia da parte del mio
stallone.
Una volta acquisito un quadro completo della situazione e relativa
evoluzione fu un gioco da ragazzi coglierli in flagranza di reato, a
casa di lui, mentre Alberto la stantuffava come uno stradino al martello
pneumatico. Beh la mia sorpresa sconvolse più l'acciughina che non
Gabriele che, però si ebbe un fracco di colpi del mio scudiscio,
casualmente in mio possesso, mentre la complice se la filava alla
centometrista.
Ovvio che poi questa scarica di colpi e parolacce sortì l'effetto
voluto; voglia di emendarsi da parte del mio pupillo e sua eccitazione
costante anche grazie alle mie moine, immediatamente successive.
Oggi cavalco questo magnifico manzo, scivolando con leggerezza sul suo
lungo uccello mentre lui, supino, braccia bloccate alla spalliera, gode
e soffre, soffre e gode. Come crede di aver scoperto casualmente e come
crede piaccia solo a me. |