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  PAOLA 1 Autore: Gunther

Mi ero messo con Paola dopo che lei mi aveva fatto un pompino sul divano
di casa sua, mentre la madre, in cucina, preparava la cena.

Ero appena stato mollato da Arianna, e Paola, una delle sue migliori
amiche, mi aveva invitato a casa per fare quattro chiacchiere.

Premetto che non ero affatto in vena di avventure, la faccenda di Arianna
mi aveva completamente prostrato ed erano un paio di settimane che mi
trascinavo da casa all'università e viceversa praticamente senza alcuna
coscienza delle mie azioni.

Paola e la mamma erano state molto gentili, mi avevano preparato un buon
pranzetto, tentando di consolarmi con le solite frasi di rito sulla vita
che continua, su Arianna che non era adatta a me, e cose simili.

Poi la madre era andata a sfaccendare e noi, Paola ed io, eravamo rimasti
sul divano del soggiorno a guardare una cassetta, qualcosa tipo "La
signora della porta accanto".

Vabbè, fatto sta che ad un certo punto, senza particolari segni di
preavviso, Paola iniziò ad accarezzarmi una gamba, prima il ginocchio e
poi su lungo la coscia, così, facendo l'atto di consolarmi.

Devo ammettere che il gesto, dal mio punto di vista, era effettivamente
abbastanza consolante e così lasciai fare.

La ragazza intanto aveva appoggiato dolcemente la guancia sulla mia
spalla, mentre con la mano proseguiva nella sua opera consolatoria, fino a
raggiungere la parte sensibile.

Qui massaggiandomi attraverso i pantaloni non mancò di provocare, a
dispetto del mio profondo stato di prostrazione, una rapida reazione.

Paola, felice dell'iniziale successo, con un solo colpo aprì la cerniera
ed insinuò delicatamente le dita dentro i pantaloni e sotto l'elastico
degli slip, accarezzandomi dolcemente i testicoli con la punta delle dita.

Devo ammettere che la mia inconsolabile depressione stava ignobilmente
battendo in ritirata per lasciare il posto ad una più che positiva
sensazione di leggera euforia.

Intanto Paola staccata la guancia dalla mia spalla, finiva con l'altra
mano di sbottonare completamente i pantaloni e, abbassando l'elastico
degli slip, liberava il mio uccello oramai in stato di quasi completa
erezione.

A questo punto, senza neanche guardarmi in viso ma tenendo fisso ed
attento lo sguardo sul mio membro, prese con una mano a masturbarmi mentre
con l'altra proseguiva a massaggiarmi i testicoli.

Intanto dalla cucina continuavano a provenire rumori di pentole e
stoviglie mentre la madre sfaccendava ed io cercavo di barcamenarmi tra il
desiderio di abbandonarmi completamente al piacere delle carezze di Paola
e la tensione nervosa di veder comparire da un momento all'altro la donna.

Paola invece sembrava completamente assorta nel suo compito ed anzi, ad un
certo punto, senza staccare gli occhi dal mio uccello, abbassò lentamente
la testa e cominciò a leccare la cappella.

Non potei trattenere un profondo sospiro e, chiudendo gli occhi, inarcai
leggermente i reni spingendo leggermente la punta del pene verso Paola.

Questa, senza indietreggiare, lasciò entrare per metà il cazzo nella sua
bocca e poi, stringendo dolcemente le labbra, cominciò a muovere la lingua
lungo l'asta.

Presi allora ad ondeggiare il bacino, spinto dalla sensazione eccitante e
perversa dovuta al calore della sua bocca, e Paola mi lasciava fare,
lasciandosi scopare docilmente ad occhi chiusi.

Ad un certo punto i rumori dalla cucina smisero e la voce della madre di
Paola ci chiese:
- Volete che vi prepari qualcosa per la merenda?

A questo punto Paola, impassibile, rialzò leggermente la testa e rispose:

- Si grazie mamma, potresti anche prepararci del tè?

E quindi, mentre la mamma riprendeva a sfaccendare, lei, indirizzatomi un
sorriso malizioso, riprendeva da dove aveva lasciato andandomi a prendere
in bocca ad uno ad uno i testicoli mentre con la mano proseguiva a
masturbarmi, quindi, risalendo con la lingua lungo l'asta, lo accoglieva
nuovamente tra le labbra.

A quel punto io, sempre con il terrore di vedermi da un momento all'altro
piombare la signora in salotto con il tè ed i biscottini, le poggiai una
mano sulla nuca e, con un movimento sussultorio più che ondulatorio, le
spinsi il cazzo profondamente in gola, facendole premere il naso sul mio
addome.

Presi a scoparle la bocca e Paola mi lasciava fare a piacimento mentre lei
si concedeva come unica libertà quello di passarmi la lingua lungo l'asta
e sulla cappella per quanto glielo consentivano le mie spinte.

Dopo pochi ma indimenticabili minuti, sentendo l'approssimarsi del momento
decisivo e temendo di non riuscire a controllarmi, provai a sfilarmi dalla
bocca di Paola tirandola per i capelli, mentre le sussurravo qualcosa tipo:

- Attenta che sto venendo.

Ma Paola non se ne diede per inteso, anzi, capito che mancava poco, iniziò
a massaggiarmi nuovamente i testicoli arrivando ad infilarmi la punta
dell'indice nel buco posteriore.

Quest'ultima mossa mi mandò completamente fuori di testa ed iniziai
immediatamente a venirle in bocca schizzandole copiosamente tutto
direttamente in gola.

Paola mi afferrò istintivamente le cosce ma non si mosse e aspettò
docilmente che finissi di spruzzarle lo sperma in gola e sul palato, poi
rialzò la testa e finì di pulirmi il forellino dalle ultime gocce che
proseguivano ad uscire.

Appena in tempo!

In quel mentre sentimmo infatti la madre dal corridoio avvertirci che il
tè era pronto e proprio mentre varcava la soglia del salotto, io riuscii a
malapena a riabbottonarmi i pantaloni mentre Paola inghiottiva tutto come
se niente fosse e si rimetteva compostamente a seguire il film in
televisione.

La madre poggiò il vassoio sul tavolino basso e ci augurò buon appetito,
mentre Paola, con il sorriso più tenero del mondo le diceva:

- Grazie mamma sei un tesoro

schioccandole un bacetto a fior di labbra sulla guancia. Tenera!



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