Insomma dopo questa prima avventura da cuore e batticuore Paola ed io
cominciammo a frequentarci e la fanciulla mantenne fede alle trasgressive
premesse poste con il nostro primo incontro.
Intanto devo confermare che, come poteva dedursi dal mio primo racconto,
Paola era una vera appassionata di sesso orale ed era in grado di
praticarlo pressoché in tutti i luoghi ed in tutte le situazioni.
La sua mai sufficientemente apprezzata abitudine di ingoiare tutto lo
sperma da me prodotto, evitando cosi' tra l'altro, la proliferazione di
fazzolettini bagnati ed appiccicaticci o la comparsa di fastidiose macchie
sui vestiti, ci permetteva di consumare un po' ovunque, ogniqualvolta se
ne presentasse l'occasione.
Si potrebbe pensare che la cosa fosse un po' ripetitiva e, da parte mia,
anche leggermente egoistica, ma vi posso assicurare che un suo pompino per
me era ogni volta come se fosse il primo ed inoltre nel praticarlo Paola
godeva letteralmente, molto spesso portandosi da se stessa all'orgasmo.
Inoltre per completezza devo aggiungere che quella non era certo la nostra
unica pratica sessuale, anzi, durante sei mesi, tanto è durata la nostra
relazione, abbiamo avuto modo di sperimentare con soddisfazione un po'
tutte le varianti che la nostra fantasia ci dettava.
Durante la settimana la madre di Paola, separata da anni, lavorava e noi
cominciammo ad incontrarci pressoché tutti i pomeriggi con la scusa di
studiare; in realtà, com'è facilmente intuibile, durante la nostra
frequentazione avremo a stento studiato le istruzioni dei profilattici.
Una delle pratiche preferite di Paola era quella di seguirmi in bagno
quando mi urgeva una cera impellenza liquida; la cosa era nata un po' per
caso ma poi ci prese talmente la mano che qualche volta mi scolavo
appositamente un paio di bottigliette di birra per poter procedere con il
nostro gioco.
La prima volta che avvenne ero arrivato a casa di Paola direttamente
dall'università e non ero andato in bagno per tutta la mattina. Il caso
volle che Paola quel giorno venisse ad aprirmi completamente nuda e,
chiusa la porta di casa, senza dire un parola si mettesse in ginocchio ai
miei piedi tirandomi fuori l'uccello ed iniziando a leccarlo. Era una cosa
che mi faceva impazzire, venire spompinato vestito di tutto punto da una
ragazza nuda ed in ginocchio; venni a sapere successivament che Paola
talvolta mi aspettava anche mezz'ora in quelle condizioni masturbandosi
sul divano, per questo al mio arrivo era già talmente eccitata che non
poteva evitare di proseguire a masturbarsi fino all'orgasmo mentre mi
leccava l'uccello ed i testicoli.
Quel giorno però non ero veraente in grado di resistere al bisogno che mi
portavo dietro da ore e l'erezione mi provocava un certo dolore, anche se
misto alla forte eccitazione.
Lo dissi a Paola che, per mano, mi accompagnò in bagno.
Qui si sedette direttamente sulla ceramica della tazza e, abbassandomi i
pantaloni proseguì a spompinarmi, sfidandomi a fare quello che dovevo.
La situazione mi eccitò ancora di più aumentando la mia erezione fino a
farmi male. Paola faceva scorrere le labbra lungo tutta l'asta,
bagnandomela completamente di saliva, mentre con due o tre dita si
penetrava la fica ansimando vistosamente e con l'altra mano mi carezzava
lo sfintere.
Non riuscivo a concentrarmi, avevo bisogno di pisciare ma l'eccitazione me
lo impediva, d'altra parte non riuscivo neanche a venire, vuoi per il
dolore, vuoi perché Paola, sapientemente, riusciva ad interrompersi sempre
sul più bello per sfidarmi a pisciare.
La cosa durò parecchi minuti finché Paola iniziò a venire, attaccandosi
con una mano al mio uccello: mi piaceva guardarla mentre veniva scossa
dalle vibrazioni lungo tutto il tronco e le gambe, mentre le dita dei
piedi si contraevano convulsamente sulle mattonelle del pavimento.
Questa distrazione peraltro mi consentì di riprendere il controllo, almeno
parziale, delle mie funzioni e, con un discreto sforzo, un getto caldo e
giallino schizzò con forza contro il seno e sul mento di Paola, subito
seguito da un altro che la colpì in pieno viso.
Paola si riprese rapidamente dall'orgasmo e, afferratomi il cazzo con
entrambe le mani, iniziò a leccarlo freneticamente lungo l'asta,
incitandomi a continuare.
- Così, ecco bravo. Continua. - Mi diceva mentre continuava a passare la
lingua sulla punta ancora umida, sull'asta giù fino ai testicoli.
Nonostante l'eccitazione che riprendeva il sopravvento, cercai di
proseguire e continuai a pisciare a getti intermittenti di una certa
violenza che andavano a colpire Paola sul petto, sul collo, sui capelli,
sul viso e talvolta, nei momenti in cui mi passava la lingua sulla
cappella, anche in bocca ma lei non sembrava farsi scoraggiare, anzi aveva
ripreso a massaggiarsi la fica mentre l'urina, oramai copiosa, le
scivolava giù lungo il petto, sulla schiena fino alle gambe.
Gli ultimi schizzi li accolse direttamente in bocca cominciando nuovamente
a spompinarmi per completare l'opera.
Il mio uccello era teso allo spasimo e non riuscivo a tenermi ritto sulle
gambe pertanto, tenendole l'uccello in bocca avanzai di un passo facendole
poggiare la schiena e la nuca contro il muro. Paola rabbrividì per il
contatto con le mattonelle gelate ma proseguì a leccarmi mentre anch'io,
per sostenermi, poggiai entrambe le mani al muro e cominciai a scoparle la
bocca contro la parete.
Paola emetteva dei rantoli, ogni volta che le spingevo il cazzo fino in
gola, ma ogni volta che mi allontanavo, istintivamente mi afferrava per le
natiche riportandomi verso di lei. Durò parecchio tempo perché, nonostante
l'eccitazione non riuscivo a venire e Paola non sembrava intenzionata ad
usare le mani, che avrebbero accelerato la fine. Quando infine riuscii a
venire cacciai un urlo scaricandole un fiume di sperma in gola, Paola come
al solito accolse tutto con un rantolo di soddisfazione, aspettando che
finissero le mie spinte, poi finì di pulire l'uccello con la lingua.
- Mi fai impazzire. disse, guardandomi grondante: Lei lo diceva a Me, e
io allora che dovevo dire?
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