Si affacciò alla finestrella e guardò dentro.
Vide che nella sauna, sul lato di fronte, c'erano almeno tre persone,
tutti uomini. Le panche di lato non riusciva a vederle, ma non gli
sembrava tanto bello rimanere lì fuori sulla porta guardando all'interno,
quasi a voler vedere chi c'era prima di entrare. Tanto aveva già deciso di
andare dentro...
Si levò gli occhiali da vista e li ripose nella tasca dell'accappatoio,
che tolse ed appese ad un attaccapanni. Spinse la porta ed entrò in sauna.
Mentre la tipica vampata di calore lo accoglieva aggredendolo, si guardò
intorno per cercare dove sedersi. Non che la sua miopia gli consentisse
chissà che esame oltre i 15 centimetri dal suo naso, ma almeno vedere i
posti liberi e distinguere gli uomini dalle donne... beh, vivaddio, quello
sì.
Era una bella sauna spaziosa e sufficientemente illuminata, quadrata,
tutta di legno, con tre gradini su cui sistemarsi. Scoprì subito che a
fianco della porta c'era l'unica donna presente, distesa supina sul
secondo gradino, con un bikini nero con reggiseno a triangolo e slip con i
laccetti laterali. Sul lato di fronte stavano i tre uomini che aveva già
individuato, uno con il costume e gli altri due nudi, come lui. Perchè lui
si definiva "un purista" ed il costume, in sauna, non lo concepiva
proprio, e quando si concedeva dei momenti di relax in un centro benessere
si dotava solo di un asciugamano, "come fanno tutti, in Austria, senza
falsi pudori".
Decise che il posto migliore dove mettersi era vicino alla ragazza. Gli
consentiva di stare sul primo gradino, che è notoriamente il meno caldo, e
di essere vicino alla porta, così da beneficiare di alcune benevole
correnti di aria esterna in occasione di entrate o uscite. E poi, certo,
era vicino alla ragazza che, anche se in costume (orrore...), era pur
sempre l'unica presente. Si levò l'asciugamano e lo distese sulla panca,
poi si sdraiò sullo scalino sotto quello dove era distesa la ragazza,
rivolto nella sua stessa direzione. Si sistemò e abbandonò il suo corpo
nudo alle piacevoli sensazioni di calore.
Uno degli uomini si alzò ed usci. La temperatura interna era perfetta,
ignorava esattamente quanti gradi fossero, di sicuro non pochi, ma si
stava davvero bene. Ad ogni respiro l'aria gli riscaldava le narici ed
ogni tanto respirava con la bocca per alleviare le sensazioni di bruciore.
Si stava davvero rilassando. Girò leggermente la testa e scrutò la ragazza
distesa sul gradino soprastante, a pochi centimetri da lui.
"Sono disteso nudo vicino ad una ragazza che non conosco" pensò, e gli
venne da ridere. La ragazza sembrava dormire, con una mano piegata ed
appoggiata sul ventre, o almeno non si muoveva. Posò lo sguardo sulla
curva del seno che si intravedeva lateralmente dal reggiseno. Un
particolare che lo aveva sempre attizzato, in effetti. A dire il vero
tutto il profilo del corpo femminile lo aveva sempre attizzato: il profilo
dei seni, la rientranza della vita, l'assenza eventuale dello slip, la
discesa vertiginosa della gamba.
La ragazza mosse una gamba. "Non dormiva" dedusse, e chiuse rapidamente
gli occhi per evitare un imbarazzante presa in flagrante. Sentì la porta
che si aprì ed una piacevole corrente fresca lo sollevò per un secondo. La
porta si richiuse subito e il caldo lo riavvolse. Riaprì gli occhi e girò
la testa, ma non vide nessuno di nuovo: evidentemente qualcuno aveva messo
dentro la testa e deciso che c'era troppa gente o troppo cado per i suoi
gusti. O forse tutti e due.
Rimpianse per un attimo la corrente fresca ed in quella, quasi ad
esaudirlo, l'uomo con il costume si alzò ed uscì, gratificandolo di un
altro refolo di sollievo.
L'asciugamano stava cessando la sua funzione di cuscinetto, e la panca di
legno iniziava a scottare. Si riassestò un attimo e cercò di non pensare
al caldo che gli cullava il corpo e gli invadeva le vie respiratorie. Girò
lo sguardo e tornò a scrutare la ragazza.
Non le vedeva il volto, e d'altronde difficilmente sarebbe comunque
riuscito a metterlo a fuoco, quindi continuò a guardarle distrattamente il
profilo del fianco, con il laccetto impertinente del costume che attirava
la sua attenzione. Ad un tratto realizzò che, allo stesso modo in cui lui
guardava lei, anche lei avrebbe potuto guardare lui. E la sua visuale
sarebbe stata anche migliore: dall'alto, la panoramica del suo corpo nudo
era sicuramente più completa di quella che aveva lui dal basso. Il
pensiero, che fino a lì non aveva considerato, gli provocò un brivido di
eccitazione.
L'uomo nudo che stava di fronte si alzò, raccolse l'asciugamano, salutò ed
uscì, gratificandolo del solito sollievo d'aria fresca. Chiuse gli occhi e
represse il pensiero che erano soli, non voleva rischiare di eccitarsi e
fare la figura del maniaco, non lì, non in sauna, non davanti ad una
ragazza che non conosceva e a chiunque potesse entrare in quel momento,
non...
Successe all'improvviso, così improvvisamente che quasi gli si bloccò il
respiro. Il braccio della ragazza, che prima era piegato sul ventre, era
improvvisamente caduto, come se lei si fosse addormentata di colpo. Ed ora
era scivolato giù dal gradino, e la mano di lei era finita ad appoggiarsi
proprio al corpo che giaceva sul gradino sottostante, poco sopra
l'ombelico.
Era stato talmente inatteso che non seppe come reagire. Ma non spostò la
mano che gli era caduta addosso e che ora era lì, appoggiata di fianco sul
suo ventre, e che gli acuiva la sensazione di calore sulla pelle che già
la sauna gli dava. "E' addormentata" si disse. Pensò che se gli avesse
spostato la mano l'avrebbe svegliata, ma d'altro canto se si fosse
svegliata da sola, come avrebbe reagito vedendo la sua mano sul corpo nudo
di uno sconosciuto? Non bene, probabilmente...
"E se fosse sveglia?" Una nuova sensazione di eccitazione lo invase
nell'immaginarsi una fantasmagorica avventura sessuale in sauna con una
bella sconosciuta. Sesso selvaggio, corpi sudati, momenti caldi, molto
caldi, e non solo per la passione. Si stava davvero eccitando al pensiero,
e cercò, come prima, di reprimersi: in quel momento un'erezione non gli
sembrava una buona idea. Tornò a considerare l'ipotesi che la ragazza
fosse davvero addormentata, quando la mano che aveva sul ventre si mosse.
La mano si girò, ed i polpastrelli di lei vennero a contatto con la sua
pelle. Delicatamente, iniziarono ad esplorare il ventre dell'uomo,
giocando con l'ombelico. Disegnavano forme circolari, vagavano senza una
meta precisa, beandosi del contatto con una pelle diversa, calda e ormai
sudata, godendo delle sensazioni che il contatto provocava. Era una
carezza lieve ma sensualissima, accentuata dalla poca distanza che
separava le dita dall'organo sessuale, che ormai si stava inesorabilmente
gonfiando.
Non sapeva cosa pensare. Era stato completamente spiazzato dagli eventi,
ed ogni tentativo di controllare l'erezione era ormai inutile: il suo
membro aveva assunto il controllo. Non osava girare la testa per guardare
la ragazza, ma continuava a fissare la sua mano che giocava su di lui.
Distolse lo sguardo e tornò a scrutare il profilo del suo corpo. Gli
sembrò di vedere un capezzolo inturgidito sotto il reggiseno, ma forse era
solo un effetto dato dalla cucitura del tessuto. Pensò a come facesse a
sopportare il costume sulla pelle con quel caldo, pensò a come sarebbe
potuta essere sotto, pensò al caldo. E alla fine pensò che, al diavolo, "a
questo punto voglio giocare anch'io". Allungò lentamente il braccio verso
l'alto e con la mano afferrò il laccetto dello slip della ragazza. Lo
sentì caldo. Trasse un respiro profondo e tirò lo spago con studiata
lentezza.
Il nodo si sciolse, e i due spaghi si separarono, cadendo inerti verso il
basso. La ragazza non accennò nessuna reazione alla cosa, così prese lo
spago superiore e lo lanciò verso l'alto. Il profilo del fianco era ora
completamente visibile, quel particolare che tanto lo eccitava, che sempre
rendeva esplicito l'assenza dello slip, era lì, sotto le sue dita. Non
ebbe neanche il tempo di godersi la visione, quando sentì che le dita
della ragazza iniziavano a scendere sotto l'ombelico.
Non rimaneva poi molta distanza da percorrere. Il suo membro era quasi
completamente eretto, e le dita di lei, scendendo, ne stavano quasi
sfiorando la punta. Anche lui si fece più audace, ed allungando il bracco
infilò le dita sotto lo slip di lei, ormai semiaperto.
Accarezzò lentamente il suo inguine caldo, passando i polpastrelli sulla
pelle liscia della ragazza, ed avanzò lentamente verso il centro,
concentrandosi sulle sensazioni che gli trasmettevano i suoi polpastrelli,
protesi alla ricerca di qualche pelo, così da capire che la meta era
vicina. Per un attimo lo sfiorò il pensiero che avrebbe potuto entrare
qualcuno, il che avrebbe segnato la fine della sua permanenza come socio
di quel centro benessere, ma subito dopo sentì che le dita della ragazza
avevano raggiunto l'obiettivo e gli stavano accarezzando la punta del
membro.
Avanzò ancora con la mano sotto lo slip di lei, e solo quando arrivò a
toccare l'elastico opposto capì che la ragazza era completamente depilata.
A questo pensiero la sua erezione toccò il massimo, e la sua mano tornò
velocemente verso il centro, fino al punto agognato. Non appena sfiorò il
clitoride, la ragazza emise un sospiro e, avanzato il braccio fino al
limite della sua lunghezza, impugnò decisa il bastone di carne che fino a
poco prima aveva solo sfiorato ed iniziò a muoverlo su e giu.
Il calore della mano di lei sul suo membro fu accentuato dal caldo della
sauna, e la sensazione di leggero dolore lo fece sobbalzare. Iniziò a
muovere le dita sul sesso di lei sempre più veloci, su e giù, immergendosi
tra le labbra bagnate. Avrebbe voluto penetrarla, ma non ci arrivava e per
nulla al mondo avrebbe cambiato posizione in quel momento. Così continuò
ad andare su e giù con le dita, premendo leggermente col palmo della mano
sul ventre, per accentuare la pressione sul clitoride. Il sentirla
depilata e bagnata lo stava facendo impazzire.
Chiuse gli occhi mentre sentiva la mano di lei che accelerava i movimenti
sul suo membro. L'eccitazione estrema lo aveva portato rapidamente quasi
al limite, e con le dita cercò di accelerare il godimento della ragazza.
Anche lei doveva essere nella stessa situazione, perchè ne percepiva il
respiro affannoso. Sentiva l'orgasmo che montava e si concentrò sul sesso
di lei, per dare anche alla ragazza il piacere che lui stava per
raggiungere.
Esplose con schizzi caldi che lo colpirono sul petto e sul ventre,
imbrattando poi la mano di lei. Non smise di stimolarla, e dopo qualche
secondo la sentì stringere le gambe attorno alla sua mano e vide il suo
corpo prorompere in un orgasmo intenso, fino a quando, esausta, tornò a
rilassarsi, distesa, nella stessa posizione in cui l'aveva ammirata di
nascosto fino a pochi minuti fa.
La ragazza si ripulì in qualche modo la mano passandogliela sul ventre,
poi la ritrasse. Lui fece lo stesso, richiuse gli occhi e si rilassò.
Mioddio, cosa era successo... La sensazione che lo sperma gli dava a
contatto con la pelle riscaldata dalla sauna era strana ma piacevole.
Pensò che sarebbe stato meglio pulirsi: aveva avuto fortuna che nessuno
fosse entrato fin lì, hai visto mai che lo beccassero ora.
Disteso sulla panca sentì lo scricchiolio del legno sopra di lui e pensò
che anche lei si stesse ricomponendo. Improvvisamente sentì due labbra
appoggiarsi sulle sue, e non ebbe nemmeno il tempo di aprire gli occhi e
girare la testa che sentì l'inequivocabile refolo fresco arrivare dalla
porta. La vide uscire di spalle, con l'asciugamano a coprire il costume
slacciato. Riuscì a intravedere il suo profilo mentre la porta si
chiudeva.
Riappoggiò la testa sulla panca. Guardando il soffitto, inspirò
profondamente e la sensazione di caldo acuto nel naso lo fece tossire. Si
alzò, raccolse l'asciugamano e si pulì. Un soffio di aria fresca annunciò
l'ingresso di un'altra persona. La salutò, si cinse l'asciugamano alla
vita ed uscì dalla sauna, sorridendo. |