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  MIRIAM Autore: Deb Acquariuss

Un messaggio strano sul cellulare, un appuntamento non previsto; è
iniziata così quella serata.
Era domenica pomeriggio e stavo leggendo, quando mi è arrivato quel
messaggio da lei:
Biondone ti voglio caldo questa sera. Solito posto, solita ora.
Aspettaci.
Il fatto che, senza preavviso, mi volesse subito e caldo non mi
sorprese, considerato che era già da un po' di tempo che, con mia
grande gioia, era spesso in calore, però c'era quel "aspettaci" che mi
lasciava un po' perplesso... un errore di scrittura o una sorpresa in
arrivo? E in questo caso... che tipo di sorpresa?
Conoscendola sapevo che sicuramente non mi sarei annoiato; non
succedeva mai con lei.
Mi preparai come piaceva a lei: elegante, con giacca (che avrei
indossato ancora per poco), cravatta (che avrebbe usato per tirarmi
verso di se), camicia (con tanti bottoni che poteva sbottonare
lentamente o strappare), e pantaloni con niente sotto (per essere
"pronto uso").
Abituarmi a rinunciare ai contenitivi slip non era stato facile ma,
visti gli effetti su di lei, ne era valsa la pena.
Aveva scritto al solito posto, solita ora... quindi alle 9.30 al
"nostro" pub.
Arrivai puntuale come sempre e, come sempre, lei ancora non c'era,
così ordinai da bere ed iniziai ad aspettarla.
Arrivò dopo solo 5 minuti e la cosa mi sorprese, perché l'attesa del
suo arrivo faceva parte del gioco, era diventata un preliminare, un
momento in cui mi immaginavo, bevendo qualcosa, come sarebbe stata
vestita.. o svestita... di cosa avrebbe avuto voglia, me la immaginavo
mentre si preparava, sceglieva cosa mettere, si truccava.
Era riuscita a far diventare eccitante anche l'attesa del suo arrivo.
Indossava un vestito nero corto, abbastanza aderente, sotto al quale
sapevo non esserci niente.
Si sedette accanto a me e mi salutò con un bacio appassionato ed una
lunga palpata al pacco, ottenendo l'effetto da lei sperato, cioè
rendendo la mia eccitazione visibile.
Sorridendo maliziosamente mi chiese:
- Biondone ma sei contento di vedermi od hai un coniglio in tasca ?
- Sono molto contento di vederti Miriam, sei arrivata prestissimo oggi,
ho aspettato solo 5 minuti
- Sì, hai ragione.... ma volevo fartela conoscere il prima
possibile...
- Farmela conoscere ? Chi ?
- Calmo Roger calmo, non avere fretta tesoro.... e se proprio non
riesci ad aspettare... perché non usi la tua bella manina come mi
piace tanto stallone ?
E presa la mia mano se la mise tra le gambe, facendomi sentire che
anche lei era già eccitata.
Come potevo rifiutare una proposta del genere.
Adoravo quel pub, in cui potevamo fare questi giochetti senza essere
disturbati né disturbare.
La prima volta che ci ero entrato, con degli amici, mi era sembrato
tetro, ma ora adoravo le sue luci soffuse, i suoi discreti séparé tra
un tavolo e l'altro, i suoi camerieri invisibili, che comparivano solo
se chiamati.
Era un locale fatto per incontri fugaci di coppie di amanti, come avevo
scoperto in seguito, grazie a lei.
Ad occhi chiusi mi stavo gustando, con il tatto, la sua umida
femminilità, i fremiti di piacere che la mia mano le provocava,
sentendola ansimare piano, vicino al mio orecchio, perché solo io
potessi sentire quanto le piaceva quello che stavo facendo.
Quando aprii gli occhi, accorgendomi che non eravamo più soli, mi
sentii come un bambino sorpreso mentre sta rubando la marmellata e, un
po' imbarazzato, mi fermai, senza però togliere la mano da sotto la
gonna di Miriam, ipnotizzato da quello sguardo.
Seduta accanto a me, al nostro tavolo, c'era una splendida fanciulla
che ci stava osservando con un lieve sorriso che le illuminava il
volto.
Aveva lineamenti regolari, zigomi alti, occhi scuri e profondi in cui
mi stavo perdendo, la pelle del color dell'ebano, lunghi capelli che le
incorniciavano il volto esaltandone la bellezza.
Chi era questo angelo nero seduto accanto a noi ?
Mi sentivo preda di questa fiera pantera, non riuscivo a distogliere lo
sguardo dal suo viso, dai suoi occhi.
Mi riportò alla realtà la voce di Miriam:
- Ma Roger... perché ti sei fermato ? ... oh sei arrivata finalmente
Quindi era lei "la sorpresa".
Osservandola meglio mi accorsi che non solo il suo volto era molto
bello.
Un seno abbondante e sodo le riempiva il corto top che non celava i
capezzoli turgidi che prepotentemente puntavano verso l'alto ed i
pantaloni attillati inguainavano le gambe lunghissime che riuscivo a
scorgere solo in parte.
Emanava un'aura di erotismo e sensualità.
Le guardai entrambe: due donne favolose e calde... tutte per me questa
notte... il sogno di ogni uomo!
- Roger hai perso la lingua? Spero di no ... la sai usare così
bene....
Ancora una volta era la voce di Miriam che mi riportava con i piedi per
terra.
- No... no... non ho perso la lingua.. stavo pensando....
- Ed a cosa porcone ? A cosa stavi pensando con quel sorrisino stampato
sul viso ?
- Hem...
- Mica farai il timido adesso?
- Io timido? No! Stavo pensando a dopo...
- Ma che porcellino che sei Rogerino.... è per questo che mi piaci...
Comunque, se non l'hai capito lei è la sorpresa di cui ti parlavo, ti
presento Perla
- Oh .. piacere di conoscerti io sono Roger
Le tesi la mano ma lei, sorridendo, mi prese per la cravatta e mi
avvicinò a se per baciarmi.
Saltava i convenevoli? Bene, benissimo!
Ne approfittai per toccarle il seno, alzandole il top per scoprirlo.
Mentre "facevo conoscenza" con Perla sentii Miriam aprirmi i pantaloni
e, poco dopo, la sua morbida lingua inumidirmi l'asta e poi la sua
calda ed avvolgente bocca lambirmene la punta.
Le piaceva succhiare, leccare, giocare con il mio pene, saggiarne la
consistenza, assaporarlo, prolungare la mia eccitazione il più
possibile per poi bere il frutto dei suoi giochi.
L'eccitazione per quel nuovo corpo da scoprire, da conoscere, da
esplorare però li fece durare poco.
Il mio orgasmo la colse un po' di sorpresa, ma questo non le impedì di
gustarsi tutto il mio sperma, tranne qualche goccia che, impertinente,
era sfuggita alla sua lingua, cadendo sul suo scollo.
Perla, sedendosi sopra di me, si avvicinò a Miriam per leccare quello
che le era sfuggito e non solo.
Senza curarsi di ricoprire il suo che io avevo scoperto, denudò il
seno di Miriam abbassandole il vestito sul davanti e, con modi esperti,
iniziò a leccarglielo.
La serata stava diventando sempre più interessante ed io mi stavo
eccitando di nuovo.
Perla, seduta sopra di me sentiva lo benissimo attraverso la stoffa
leggera dei suoi pantaloni.
Aspettò che la mia eccitazione fosse tornata al massimo della sua
estensione prima di tornare a sedersi accanto a me e ricomporsi.
Anche Miriam fece altrettanto e, come se niente fosse, chiamò il
cameriere per ordinare qualcosa da bere.
Nascosi l'erezione, ora impossibile da far rientrare nei pantaloni,
levandomi la giacca e mettendola sulle mie gambe e, all'arrivo del
cameriere, ordinai una bibita fresca.
Ero già abbastanza caldo.
Perla e Miriam invece ordinarono dei cocktails tutt'altro che
analcolici.
- E' da molto che vi conoscete?
Fu Perla a rispondermi
- Beh... dipende dai punti di vista....
- In che senso?
- Nel senso che...è da molto che ci conosciamo... da che punto di
vista?
- Allora da tutti i punti di vista è da molto che vi conoscete?
- Beh... che ci conosciamo personalmente sono... pochi mesi... poi
però da qualche settimana abbiamo avuto modo di conoscerci... meglio
Non persi lo sguardo malizioso che lanciò a Miriam
- E cosa è successo che... vi ha dato modo di conoscervi meglio?
- Ma che curioso che sei...
- Roger non fare troppe domande lo sai...
Mi ammonì Miriam.
In effetti le cose erano state chiare fin da subito tra noi due: lei
non faceva domande ed io nemmeno... così si evitavano le
complicazioni.
Non vedevo l'ora di portarle a casa mia... o forse Miriam aveva in
mente qualche altro posto?
La guardai cercando di capire cosa aveva in mente ma, come al solito,
non lasciava mai intuire niente.
Il suo viso sembrava sempre così angelico, innocente e casto... che
quasi stonava con il suo abbigliamento ed i suoi modi di fare.
Finito di bere il suo cocktail Miriam chiese se volevamo andare da
qualche altra parte e Perla ridacchiando le ricordò che avevo qualche
"grosso problema" ad uscire...
Tolsi la giacca da sopra le mie gambe e il mio grosso pene tornò a
fare bella mostra di se per la gioia delle due gentil donzelle che,
gentilmente, si presero cura di lui.
Sentire quelle due lingua calde che assaporavano il mio sesso era una
sensazione così piacevole.
Anche loro sembravano apprezzare questo gioco contendendosene ogni
centimetro, duellando con le loro lingue sul mio membro.
La serata si stava proprio rivelando molto piacevole !
Feci in modo da far durare il loro ed il mio divertimento il più
possibile.
Quando lasciammo il locale mi sentivo come in un bel sogno... che era
destinato a durare tutta la notte !
Invece dovetti svegliarmi poco dopo.
Mentre stavamo andando a casa mia Miriam ricevette una telefonata.
Cosa mai successa quando eravamo insieme... evidentemente era una cosa
molto urgente...
Non so di cosa parlò al telefono, ma qualsiasi cosa fosse aveva fatto
freddare all'improvviso tutti i suoi bollenti spiriti... e di
conseguenza anche quelli di Perla ed i miei.
Si fece riaccompagnare al pub e li mi salutò con un bacio dicendomi
che non sapeva se e quando mi avrebbe richiamato e, in ogni caso, che
non mi avrebbe scordato.
Andò via con Perla, sparendo nella notte verso la sua macchina, che
non conoscevo.
Quella serata iniziata così magnificamente finiva all'improvviso con
quello che sembrava un addio...
Cosa poteva essere successo di così grave?
Da quella sera sono passati giorni... settimane... mesi... sono due
mesi oggi.
Non mi ha più richiamato.
Mi chiedo se la rivedrò di nuovo e in che contesto...
Di lei ho sempre e solo conosciuto solo il nome, il numero di telefono
(solo per ricevere messaggi da lei, mai per chiamarla o risponderle) e
il suo splendido corpo.
D'altronde anche lei di me conosceva solo questo, ma questo ci bastava.
Ho avuto altre donne nel frattempo, però mi capita di pensarla spesso,
di sentire la sua mancanza.
Non penso conoscerò nessun'altra come lei.
A volte mi sembra di vederla, però poi mi accorgo di sbagliarmi.
Anche ora, mentre sto lavorando in ufficio, mi sembra di vederla.
Non lavoro qui da molto, solo da qualche settimana e non conosco ancora
tutto il personale... però quella che si sta avvicinando, nonostante
il vestito così castigato e composto...
Non posso sbagliarmi.
Questa volta sono sicuro.
E' lei!
E' Miriam!
Non so cosa fare...
I nostri sguardi si incrociano per un secondo, ma è sufficiente
perché io sappia che lei mi ha riconosciuto e che lei sappia che io
l'ho riconosciuta.
Non viene da me, va in un altro ufficio, ma io sono ancora imbambolato,
con lo sguardo fisso verso dove era lei poco fa.
Cosa farà qui?
- Hey Roger sveglia!
E' il mio collega John che mi chiama
- Eh?
- Che bambola vero?
- ...sì... chi è?
- Ma come chi è? Non l'hai mai vista prima ?
- No...
Non così perlomeno, ma questo non posso dirglielo !
- E' il nostro capo !
- Ma come... il nostro.... capo ?
- Sì ! L'azienda era del marito... poi lui è morto circa due mesi fa
e lei ha preso il suo posto ! Possibile che non lo sapevi ?
- Ah...
- Chissà se ha qualcuno che la consola per la perdita del maritino...
peccato che veste sempre così castigata... ed è sempre stata una
suora, anche quando era sposata !
Non riesco a trattenete un sorriso
- Cosa è quel sorrisino?
- No niente... pensavo ad una mia amica che le assomiglia...
- Beh comunque ho saputo che ha sempre rifiutato ogni avance... se non
sapessi che è così puritana ci proverei anche io... ma ci tengo al
mio lavoro... non sarei il primo che licenzia perché prova a
consolarla !
- Ah sì?
- Già ! E adesso torniamo al lavoro!
Mentre rinizio a lavorare penso a quello che mi ha appena detto John.
Non mi sarei mai aspettato questa sua immagine pubblica...
Sospettavo che fosse sposata, ma non che fosse una "signora perbene,
tutta casa e chiesa"
Mi chiedo cosa succederà adesso che sa che lavoro per lei...
Mi licenzierà per paura che io dica qualcosa? Non credo... sono sempre
stato discreto e sa che può fidarsi...
I miei pensieri sono interrotti da una telefonata.
E' la segretaria di Miriam che mi dice che sono atteso nel suo ufficio.
Non la faccio attendere e vado subito.
Nella sala d'attesa lì fuori, nella scrivania della segretaria, c'è
Perla.
Ci guardiamo.
Da come mi guarda si ricorda di me.
Non c'è nessun altro li oltre me e lo sguardo di Perla cade
spudoratamente sulla mia patta e, con voce sensuale, mi dice che lei mi
sta aspettando, di muovere quel mio bel culetto e di non farla
aspettare.
Entro nell'ufficio.
- Vieni Roger, siediti
Sento la sua voce ma non la vedo.
E' seduta alla scrivania e la grossa seggiola è girata verso la
finestra ed io vedo solo lo schienale.
Mi siedo in una delle poltroncine davanti alla scrivania.
- Così ci rivediamo Roy...
- Già
- Adesso sono sempre così impegnata con il lavoro che non ho più
avuto il tempo per... le nostre seratine
- Me ne sono accorto...
- Non sarai arrabbiato con me ?
- No, non lo sono
- Sono contenta di sentirtelo dire Roy
- Se temi che io possa dire...
Non mi fa finire la frase
- Non è per questo che ti ho chiamato qui, sei sempre stato molto
discreto e so che lo sarai anche ora, anzi sicuramente ti avranno
gia... parlato di me
- Beh... sì... so come ti presenti se è questo che vuoi dire
- Esatto è proprio questo che voglio dire. Mi sono costruita
un'immagine e ci tengo che rimanga tale
- Se non era per dirmi questo... perché mi hai chiamato qui ?
Gira la seggiola verso di me e ora che posso vederla mi accorgo che è
quasi nuda.
Indossa solo un corpetto ed un paio di autoreggenti
- Ti ho fatto venire qui...
Dice alzandosi e venendo a sedersi in collo a me
- ... perché mi sono mancate tanto le nostre seratine... e mi sei
mancato tanto te stallone
La mia adorata Miriam non è cambiata.
- Anche te mi sei mancata tanto
Velocemente apre i miei pantaloni e, vedendo che non porto niente
sotto, mi guarda sorridendo.
- Proprio come piaci a me stallone
- Beh ormai sono abituato così...
- Mi piacciono le tue abitudini
Questa volta però non abbiamo tutta la notte, così mi cavalca
velocemente.
Abbiamo tutt'e due molta voglia e l'orgasmo non è meno intenso che in
passato, nonostante il poco tempo a disposizione.
Mentre si riveste mi chiede se ho visto Perla.
- Eccome ...e lei ha visto me ! Pensi che potremo riprendere prima o
poi quel discorso interrotto quella sera ?
Si avvicina a me e guardandomi con quel suo sguardo angelico mi
sussurra sensualmente sbottonandomi la camicia ed accarezzandomi il
petto
- Povero tesoro... hai potuto solo immaginare quello che può fare
Perla e quello che possiamo fare insieme... ma non ti preoccupare... te
continua a fare il bravo bimbo senza dire niente a nessuno... e
penserò io ad organizzare tutto...
Sento l'eccitazione crescere di nuovo e glielo dico.
Lei sorridendo si stacca da me e torna a sedersi alla sua scrivania per
finire di rivestirsi
- Roger ma come sei sensibile... basta così poco che sei subito in
tiro... ti adoro per questo... però ora ho una riunione e non posso
fare tardi... scusami...
Prese le sue cose esce e mi fa uscire dall'ufficio e se ne va
velocemente.
Non mi sembra vero che sia di nuovo nella mia vita.
E questa volta in modo così diverso...
Meno segreti, più complicità e... Perla !
La guardo.
Lei mi guarda e guarda il rigonfiamento nei miei pantaloni.
- Qualcuno è sveglio da quelle parti...
- Si nota così tanto ?
- Secondo me troppo per tornare a lavorare così...
Mi avvicino a lei
- Dici ?
- Dico
Si alza e mi porta nel suo bagno chiudendo la porta.
Oggi porta una minigonna che lascia scoperte le sue lunghe gambe... uno
spettacolo da vertigini !
La mia erezione torna prepotentemente a farsi sentire.
Metto Perla spalle al muro le sollevo la gonna, le sbottono la
camicetta e libero il suo seno dal reggiseno trasparente che indossa.
Il mio membro entra dentro di lei senza problemi.
E' senza slip come me ed è gia molto bagnata.
Mentre mi muovo dentro e fuori di lei le tocco il seno abbondante, lo
lecco, lo mordo.
Perla si morde le labbra per non fare rumore.
Ansima sempre più velocemente.
Mi sussurra che sta per venire, che sono un vero stallone, che la sto
facendo godere da matti ed altre frasi più spinte che aumentano il mio
ardore.
All'apice del piacere mi morde la spalla per non gridare e il suo
orgasmo precede di poco il mio.
Non sono più abituato a questi ritmi...
Riprendo fiato.
Lei mi ringrazia con un bacio e mi dice che forse è meglio che torni a
lavorare o qualcuno potrebbe pensare male.
Mi ricompone e mi sospinge fuori dal bagno chiudendocisi di nuovo.
Dovrà ricomporsi anche lei penso tra me e me tornando alla mia
scrivania.
Mi siedo e mi guardo intorno.
Nessuno ha fatto caso alla mia assenza e nessuno sospetta niente.
Meglio così.
In fondo questa sarà solo la prima di tante più o meno brevi assenze
dalla mia scrivania...
Penso che ho fatto proprio bene ad accettare questo nuovo lavoro!
Se avevo qualche dubbio sul rimanere o meno... ora non ne ho più!



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