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  RIVELAZIONI Autore: Malox

Godimento, estasi pura, senso di onnipotenza--mentre risaliva, bene
attento ad effettuare i giusti intervalli per la decompressione,
guardò nuovamente la sua preda. La cernia era stata infilzata proprio
sulla parte posteriore del dorso; una ferita non mortale per pesci
tanto resistenti. All'inizio non l'aveva presa benissimo, poi, dopo
lunghi minuti di tira e molla, si era arresa ed ora se ne stava
buonina buonina a boccheggiare.
A pochi metri dalla superficie si accorse che stava a metà strada (o
meglio, a metà acqua) tra la barca e la riva. A questo punto tanto
valeva scoattare.
Controllò l'aria che rimaneva nelle bombole ( fantastico, più che
sufficiente!) poi, mentre virava verso la spiaggia, si immaginò la
scena.
La conformazione costiera lo aiutava; entrati in acqua si toccava per
pochi passi, poi c'era lo strapiombo--quindi lui sarebbe potuto
arrivare di nascosto fino a pochi metri dalla riva e poi--

--poi si vedeva uscire, inaspettato, inatteso, novella divinità marina,
dalle acque fino ad allora placide--il sole, che stava tramontando alle
sue spalle, avrebbe permesso di distinguere solo la sua sagoma,
conferendogli un'immagine ancor più ieratica. Sarebbe apparso così, a
pochi metri dal lettino di sua moglie sul bagnasciuga e, quando fosse
stato sicuro che lo guardava, avrebbe tirato su la grossa, immensa,
titanica cernia, che avrebbe cominciato a dimenarsi (inutilmente)
all'impazzata, facendo schiumare tutta la costa di quell'incredibile
paradiso di origine vulcanica.
Lo sguardo di Marzia sarebbe passato dall'incuriosito allo sgomento,
poi ci sarebbe stata l'ammirazione, la venerazione, gridolini
increduli e via dicendo.

Così fantasticava Sandro, sorprendendosi a sogghignare tra sé e sé
come un beota.
Giunto a pochi metri dalla riva, sacramentò. Per farsi i suoi filmini
si era scordato di riemergere a debita distanza per vedere a che
altezza fosse il lettino di Marzia senza rischiare essere scorto. E
ora che fare? Tornare indietro o arrischiarsi a dare un'occhiata da
così vicino rischiando di rovinare l'effetto sorpresa? A quell'ora e
in quella stagione in spiaggia c'erano praticamente soltanto loro e
qualche altro amante della pesca subacquea--

Lo sapevate? Certe volte gli abitanti del mondo subbacquo si scordano
di risalire per controllare dove stanno le mogli. Sapevatelo! Su
Rieducational Channel!

L'immagine di Vulvia gli strappò quello che, a quattro metri di
profondità e con un boccaglio in bocca, potrebbe assomigliare a un
risolino.
Improvvisamente vide, a una quindicina di metri da lui, che qualcuno
stava entrando in acqua.
Guardò meglio e, quando vide il costume, benedì la sua buona sorte--sua
moglie era entrata in acqua, era lei, sicuro,l'avrebbe riconosciuta
tra mille, immersa fino al collo a guardare, probabilmente, in
direzione della barca, abbastanza lontana in verità.
Gongolando, Sandro si avvicinò cautamente in linea d'aria (d'acqua) a
sua moglie, confidando nella profondità in cui si trovava e nel fatto
che a quell'ora il sole rendeva l'acqua, per chi guardava da fuori,
uno specchio scintillante.
Mentre stava decidendo se aspettare che sua moglie tornasse ad
asciugarsi (evento molto prossimo, visto che il sole stava quasi per
tramontare) o compiere l'Apparizione con lei in acqua, notò che
un'altra persona stava entrando vicino a lei. Il suo acume gli permise
di compiere le seguenti deduzioni: gambe nere e muscolose (quindi
esemplare maschio di razza negride); boxer rossi con stemma del
villaggio (dunque: esemplare maschio, razza negride, animatore del
villaggio--Gamal, senz'altro--gran bravo figliolo, simpatico; era grazie
a lui se aveva potuto affittare la barca e rimediare l'attrezzatura
anche a quell'ora, gli avrebbe lasciato una succosa mancia, oltre a
fargli assaggiare la cernia).
Vide che i corpi dei due erano rivolti verso la barca; sicuramente si
stavano chiedendo se avesse preso qualcosa; magari malignavano pure di
vederlo arrivare con una misera alga sulla fiocina--e invece!
Guardò ancora la cernia; stava lì, mansueta. Ogni tanto boccheggiava,
come a dire: tranquillo amico, non sono morta, vedrai appena saliamo
che spettacolo! Ti faccio fare un figurone!
Decise che sarebbe risalito ora; avrebbe fatto l'Apparizione a un
passo da loro due.
Tolse gli occhi di dosso dalla cernia e tornò a guardare sua moglie--il
risolino si congelò.
Non vedeva le teste, ma vedeva benissimo i corpi--ora, quello che
doveva essere Gamal si era messo dietro a quella che forse, non è
detto, era Marzia--e stava un po' troppo vicino!
Hai visto mai che l'aitante animatore avesse deciso di provarci? Se
così fosse stato sarebbe andato incontro ad uno dei più sonori pizzoni
mai uditi su tutta la costa. Marzia non era tenera, disgraziato colui
che avesse dovuto scoprirlo a sue spese. Neanche il tempo di finire il
pensiero; neanche la possibilità di battezzarlo assurdo che la
risposta si presentò fulminea--ed era una risposta affermativa.
L'energumeno, infatti, ora si poggiava col suo petto sulla schiena di
lei e--orrore--la cingeva con un braccio carezzandole la pancia con la
manona.

Ci siamo, è la fine--non dire che non ti avevo avvertito--adesso succede
l'apoteosi--Guarda cerniuzza, guarda, amica mia, e consolati--ti sarebbe
potuto capitare ciò a cui stai per assistere--in fondo, rispetto a
questo, cosa vuoi che sia il tuo triste destino? Morirai per iper
ossigenazione, sverrai e non te ne accorgerai nemmeno; guarda invece
cosa sta per succedere all'uomo nero.

Mentalmente si preparò ad intervenire, considerando che non sapeva
come avrebbe preso il due di picche, e vide che adesso sua moglie si
girava lentamente a fronteggiare lo scimmione. Sicuramente, pensò, lo
ricoprirà di improperi con quel suo tono tagliente da viperetta, e si
rammaricò di stare lì sotto senza poter udire alcunché.
Guardò la cernia e le strizzò l'occhio, come a dire: ci siamo; che ti
avevo detto?
Quando tornò a osservare la scena, però, non vide, come si aspettava,
la precipitosa e confusa ritirata del man-in-black; quella che forse
era Marzia (ma poteva benissimo essere una che le somigliava e con lo
stesso costume, no?) gli aveva poggiato le mani sulla vita e lo
attirava a se, sollevandosi sulla punta dei piedi--Sandro non vedeva
cosa accadesse fuori dal pelo d'acqua, ma intuì che la tipa che
sembrava sua moglie stesse baciando l'animatore del villaggio.
Guardò disperatamente a destra e a manca, sperando di vedere un'altra
donna con lo stesso costume a mollo più distante; poi si arrese
all'evidenza: le uniche persone in acqua e, probabilmente, in
spiaggia, a quell'ora, erano quei due che si baciavano lassù e, più in
basso, nascosto sul fondale come la più inutile delle tracine, se
stesso.
Guardando meglio vide che la manona nera di Gamal palpeggiava con
indolenza le chiappe di sua moglie (?), poi il bacio finì, i piedi di
lei tornarono a poggiarsi sui talloni e tornò a guardare
(controllare?) il Naviglio del Capitan Cornuto (così Sandro lo aveva
appena ribattezzato, quasi senza rendersene conto).
Ora stavano nella posizione di partenza: lei a mollo rivolta verso il
mare aperto e lui dietro. Solo che stavolta lui era molto più vicino
anzi, ad essere onesti, le stava decisamente attaccato--e, se proprio
vogliamo dirla tutta, le aveva poggiato il pacco all'altezza delle
natiche e la mano-negra non stava più sulla di lei pancia, ma le
palpava una tetta.
A un certo punto Mano-Negra decise di sentire la carne viva; così tirò
giù il pezzo del bikini, lasciando scoperte le tette della donna.
Quando Sandro intravide il neo vicino al capezzolo destro, le sue già
misere e poco credibili speranze di un episodio di somiglianza
svanirono di colpo; per la cronaca, la mancia di Gamal era svanita di
colpo già da un pezzo, cernia compresa.
Concentrato come era a vedere le tette di sua moglie pastrugnate a
volontà, aveva sacrificato il generale per il particolare, e grande fu
la sua sorpresa quando si rese improvvisamente conto che la mano di
Marzia era entrata nei boxer del buon Gamal--quando ne riuscì, si portò
dietro un arnese che lasciò Sandro esterrefatto.
Se la sua cernia poteva essere definita, per dimensioni, la Regina
delle cernie, quello era l'Imperatore Maximus, il Consul sine collegae
dei cazzi: duro, lungo, grosso, nero e cattivo, dall'aria vagamente
minacciosa, secondo lui. Era un cazzo che confermava tutte le dicerie
che aveva sentito sugli uomini di colore e che, nonostante fosse
infuriato, gli incuteva addirittura un certo senso di rispetto.
Marzia, sempre prudentemente rivolta verso il Natante dell'Alce, diede
inizio ad un pippone lentissimo, mentre con la mano libera assecondava
e guidava Mano-Negra ad una generosa pastrugnata di tette.
La resistenza dell'acqua rendeva i movimenti dei due ancora più lenti;
a Sandro sembrava di assistere alla moviola di una sega e per un
istante,assurdamente, udì la voce di Sandro Piccinini

Piccinini: amici di Controcampo, rivediamo le immagini rallentate
dell'episodio--Carlo Longhi, si tratta di un fallo?
Longhi: buona sera Sandro e buona sera a tutti i telespettatori. Ecco,
come potete osservare da questa inquadratura dal basso, Marzia tiene
la mano lontana dal corpo e va a toccare, secondo me,
intenzionalmente.
P : però sembra che Marzia rivolga lo sguardo allo Scafo delle
Lumache!
L: è vero, tuttavia si tratta di un fallo; un fallo talmente grosso e
ingombrante da non poter non essere percepito--secondo me va proprio
con la mano a cercare il contatto.
P: Cesari, che ne pensi?
C: Sono d'accordo, si tratta proprio di un fallo, un fallo grosso e
duro--se non è fallo questo--

Quando tornò in sé, Sandro si accorse che la scena si era
arricchita--adesso le mani-negre erano due: la buona,vecchia Mano-negra
che pastrugnava le tette di sua moglie e un'altra che si dedicava ai
piani bassi.
Guardò la cernia, che di rimando boccheggiò, come a dire "bah! Che ti
devo dire?"--decise di liberarla, l'Apparizione, come l'aveva
immaginata lui, non era più fattibile.
La cernia, liberata, si allontanò di scatto, poi si arrestò di colpo,
infine ripartì definitivamente, fino a scomparire. Sandro si chiese se
avesse avuto un significato quel fermarsi per poi ripartire; il pesce
aveva forse voluto manifestargli la propria riconoscenza? Concluse
che, probabilmente, era la versione ittica di un vaffanculo.

Tornò a guardare in alto; c'erano stati sviluppi. Il negrone stava coi
piedi ben piantati sul fondale, mentre, complice il principio di
Archimede, poteva agevolmente e senza sforzo manovrare Marzia (sempre
rivolta a controllare inattesi rientri della Zattera della Vergogna),
tenendola per i fianchi e stantuffandola in profondità.
Sandro pensò ad una nuova versione della sua Apparizione.

Sarebbe emerso vicino a loro, questa volta non come una benevola
divinità marina, ma come un marine americano molto, ma molto
incazzato. I due fedifraghi sarebbero passati dallo stupore al
terrore, vedendo la fiocina del fucile ad aria compressa rivolta verso
di loro. Lui, mentre premeva il grilletto, avrebbe avuto gli occhi
carichi di odio e il sorriso ebete di Palla di Lardo in Full Metal
Jacket, quando fa fuori il sergente che lo aveva vessato per mesi.

Quando rivolse lo sguardo ai due, la scena non era ancora cambiata.
Gamal continuava a stantuffare furiosamente con colpi anche abbastanza
veloci, considerando che stavano in acqua. Marzia, presa per i fianchi
e sbatacchiata avanti e indietro, ora si strizzava le tette, ora si
allargava le natiche. Inequivocabilmente stava godendo come una porca;
Sandro si rammaricò di non poter sentirne i gemiti, come si rammaricò
di non aver potuto assistere al momento della penetrazione--era entrato
facilmente o con dolorosa difficoltà?
--


MA CHE CAZZO STAVA DICENDO? SI RAMMARICAVA?
--
Scoprì, con orrore, che il cazzo gli era diventato di marmo--si stava
eccitando--

No, ti prego, Signore, sono cornuto, sia fatta la tua volontà, lo
accetto--ma ti pregooo--fa che non mi piacciaaaa--oddio no--sto per
diventare un pervertitoooo

Guardò di nuovo in alto; Marzia lo stava ancora prendendo alla grande
e gli spasmi delle sue gambe tradivano un orgasmo profondo. Poi si
staccarono--tutto finito? Si era fatta venire dentro?Era impazzita?

No, attenzione! Gamal lo sta per infilare di nuovo--quanto ci mette sto
cretino? Che difficoltà ci sono; l'hai scovolata fino ad ora--non
entra? A meno che--no, non è possibile, non ci credo--BRUTTA TROIA, A ME
NON LO HAI MAI DATO--come fai a prenderlo dietro? Ti fa male il mio,
figurati questo che ti combina!!! Dai negro mandingone, sfondala--falle
male--guarda la troia come stringe i pugni--oddio,oddio sta entrando,
mamma mia, guarda come scalcia--scommetto che se stavo in barca sentivo
le urla--oddio,oddio,tutto è entrato--bravo Gamal, fermo così, falla
abituare un attimo--ma che dico? Aiuto sto impazzendo--Signore no,
puttana ti odio--dai sfondala--sì, su e giu'--brava amore mio--sditalinati
che ti fa meno male--come "amore mio"? Amore un cazzo--poi vedi--sì,
così, visto che ti sei abituata?...oddio oddio, la sfonda--bravo
strizzale una zinna--

Sandro vide ancora un minuto di stantuffate, poi i due si irrigidirono
all'unisono e capì che erano venuti--Gamal le era venuto nel culo--che
gran figata.
Si ricordò della macchinetta che Marzia gli aveva dato per scattarle
qualche foto del fondale e immortalò il cazzone di Gamal proprio
mentre usciva dalla chiappe di sua moglie, poi si avviò, sempre
nascosto come un sorcio, verso la barca.

L'incazzatura era passata; era eccitato come una bestia--se non avesse
avuto la muta e tutta l'attrezzatura si sarebbe smanicato, poco ma
sicuro. Fu allora, poco prima di arrivare al natante, che ebbe due
rivelazioni: la prima è che sua moglie, la sua adorabile e integerrima
Marzia, era in realtà integerrima un par di palle; era una bella donna
e con istinti da zoccola tipici delle donne; la seconda è che non gli
dispiaceva. Sì, era doloroso ammetterlo, ma aveva scoperto che era
come tutti quelli che fino ad allora aveva definito depravati e a cui
piace vedere la propria moglie scopare con un altro--

Con un altro? No--io la voglio scopare con almeno altri due o tre
cazzoni--amore mio, ma perché non ce lo siamo mai detti? Tu sei una
troia e io sono un porco depravato--voglio recuperare il tempo
perduto--stasera nel bungalow invitiamo Gamal e l'altro amico suo, come
cazzo si chiama, e ti riempiamo tutta--ti filmo pure--oddio, che
depravato, aiutoo.

Quando tornò a riva trovò solo Marzia sul lettino che lo guardava
adorante. Era stesa sulla pancia ("E ti credo", pensò Sandro).

"Bentornato amore mio"
"Ciao, zuccherino"
"Preso niente?"
"No"
"Peccato,ciccio mio"
"Però con la tua macchinetta digitale ho fotografato un pescione
grosso grosso"
"Davvero?"
"Sì"
"Fammelo vedere"
"No, ora no--in camera"
"Mi sei mancato"
"Anche tu"
"Ti amo, davvero"
"Ti voglio"



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