RACCONTI EROTICI
il meglio di
it.sesso.racconti


  HOT LINKS  Home Page

  GENNI, UNA STORIA D'AMORE Autore: Haimle

Il caffè che lentamente sorseggio mi addolcisce la bocca, moralmente
amara per quanto sto facendo: osservo ammirato le belle gambe, lunghe e
snelle che, pudica, la Genni mi mostra in posizione virtuosamente
composta ed unita, in contrasto con ambiente e professione della mia
ospite.
Genni, ufficialmente massaggiatrice d'alto livello, è una prostituta
d'ancor più alto livello ed io sono qui, mio malgrado in missione
segreta, Peppino e Totò congiuntamente, a cercare di dissuaderla
dall'irretire mio cognato Roberto.

Tutto era cominciato qualche tempo prima allorché mia sorella Germana mi
annunciò, fosca e tragica, che suo marito aveva un'amante.

Lei è una donna di 50 anni mentre Roberto ne ha quasi 15 di più e stanno
insieme da sempre dato che mia sorella si è sposata quasi bambina, a 20
anni.

D'allora, due cuori ed una capanna due corpi un'anima, hanno sviluppato
negli anni tutti gli stilemi più nauseantemente copulatori di
un'accoppiata esclusiva e virtuosa.

A me che sono un divorziato di 45 anni, attore di prosa di modesto
successo con una vita, se non spericolata almeno piuttosto movimentata,
la loro vicenda, anche se familiarmente rassicurante, è sempre apparsa
molto soporifera, con i Natali insieme a tutti noi, tre generazioni
molto unite e prevedibili.

Invece, dopo una vita coniugale ineccepibile, all'alba del suo
sessantennio Roberto aveva sentito l'esigenza, non solo di trovarsi
un'amante, e passi, ma anche di precipitarsi a confessarlo a Germana.

Ora, dico io, tu ti svegli così in ritardo, pezzo di cretino, e già
questo è stupido e tardivo, ma poi andare a chiedere consiglio alla tua
adorata e fedelissima moglie è proprio una bischerata da non farsi.

Ma lui, invece, vuoi per liberare la coscienza, vuoi anche per
condividere questo nuovo sentimento con una persona cara, vuoi infine
per un accesso esibizionistico, si era dato a confidenze ossessive che
avevano dapprima angosciato mia sorella, poi, vinta la vergogna,
l'avevano spinta a confidarsi con me, in tutti i particolari, anche i
più intimi.

Francamente a me di fare il confessore, specie in famiglia, non va,
dovendo già reggere il quotidiano urto con i racconti delle mie
colleghe, più giovani ma anche mature, giusto per farmi coccolare dalle
seconde e scoparmi le prime.

Ma poi come negare l'appoggio, il consiglio e l'assistenza di un uomo di
mondo, proprio a Germana che è una gran brava donna, madre ineccepibile
ma sorella noiosa, così sprovveduta ed inesperta?

Insomma sembra che Roberto non stia solo vivendo una torbida storia di
sesso estremo, ma anche progettando qualcosa in più: la possibilità di
redimere la massaggiatrice chiedendole di andare a vivere insieme.

Questa m'appare subito enorme e, passando da divertimento a
riprovazione, non del tutto disinteressatamente, m'indigno.

Il patrimonio che Roberto, fra famiglia d'origine e successi
professionali ha accumulato, più che adeguato per una serena vecchiaia e
per appoggiare i due figli ormai grandicelli, una volta smembrato,
rischierebbe di sconquassare una piana vita borghese, cosa che non posso
permettere, da fratello e zio amorevole.

Dunque adesso osservo le belle gambe e poi tutto il resto, ed io che non
ho mai pagato una donna mi compiango per il ruolo del momento che
m'impedisce, ora e sempre, qualunque approccio diretto od indiretto,
anche se quello che so, e che è in contrasto con ciò che vedo, mi
intriga da morire.

Mentre, insomma Genni, lunghi capelli lisci ramati, due collinette
leggere che modellano discrete il cardigan di cashemere quattro fili, mi
assicura che non ci pensa proprio ad assecondare le turbe senili di
Roberto, sottolineando con professionale competenza il danno economico
che ne deriverebbe e polverizzando contestualmente l'immagine di me come
normale percettore di reddito, immagino quel triangolo pubico che so,
dalla mia germana referente, essere sagomato da e per arditi tanga,
spingo la fantasia oltre, a visualizzare quell'organo che impropriamente
Roberto chiama clitoride.

Dovete sapere che fra le mille, sconvenienti, scandalose ed
inconfessabili capacità di Genni, riportate puntigliosamente e
dettagliatamente in notturne estenuanti sessioni, fra lacrime e sospiri,
tracotanze e richieste d'aiuto, era emerso che la specialità di Genni
fossero dei succulenti, lussuriosi e rapinosi pompini che praticava con
speciale dedizione ed abilità, anche per preservare altri orifizi,
normalmente interdetti.

Ma, cosa più sorprendente conoscendo la scarsa apertura mentale
dell'ingegnere, mio illustre ed austero cognato, era emersa la sua
ossessionante attitudine a restituire, con gl'interessi, il trattamento
orale che tanto apprezzava, mediante pari prestazioni sul clitoride
della donna, inconsuetamente sviluppato fino a farlo assurgere al rango
di un pene di scarse dimensioni ma non per questo meno qualificante di
quello di qualunque altro maschio italico; Genni, di fatto, era il
vezzeggiativo di Gennaro, nato a Bitonto un 32, 35 anni prima!

Le mie esperienze di onesto calcatore di palcoscenici, oltre ad ingerire
tanta polvere, mi hanno portato a conoscere e frequentare tutta una
vasta gamma di tipologie gay, dal macho alla checchina, dal marinaretto
al travestito, eppure nessuno m'avrebbe mai ingannato come, pur sapendo
tutto, riusciva a fare Genni. Lei è una donna bellissima e solo
l'altezza, eccessiva per una donna, potrebbe denunciarne l'ambigua
provenienza sessuale.

La visita, rassicurante per gli sviluppi familiari, mi lascia un senso
di incompiutezza che, più tardi, a rassicurazioni trasferite,
riequilibrerò con Paola, generosa in tutto, orifizi normalmente
interdetti inclusi.

Una lungo ciclo di spettacoli in provincia mi terrà lontano da Milano e
dagli sviluppi della vicenda ma poi, una volta che decido di non far
cadere la linea all'ennesima chiamata della mia germana in lacrime,
apprendo che Germana
(spiacente, non è stata mia l'idea di battezzare Germana una che poi
sarebbe stata anche mia germana) è sola, da giorni perché, colpo di
scena, Genni ha accettato la corte del marito e sono per il WE a
Courmayeur a fare i piccioncini nel nido d'amore in cui, 30 anni prima,
fu concepito il mio primo nipote!

Sembra che Genni si sia commossa ed abbia ceduto, perché ha compreso che
lui non è un maniaco sessuale ma che è proprio innamorato e così sono in
prova, per verifiche reciproche e prove generali di convivenza.

Segnale più inquietante, inoltre, viene dai racconti ultimi di Roberto
il quale, trionfante, ha partecipato di aver ottenuto come prova d'amore
l'accesso a quell'orifizio che nessuna seria professionista cede, mai,
per mero interesse economico!

Cerco di darmi alla latitanza rispetto alla famiglia, ma gli eventi
precipitano. Al mio rientro a fine stagione i due amanti hanno deciso
definitivamente e si trasferiscono al sud, forse a Bari, dove Genni non
è conosciuta e dove programmano di aprire un centro d'estetica.

Mia sorella, inconsolabile, mi snocciola tutto il rosario di luoghi
comuni a tema che vi risparmio, ma anche un elenco davvero notevole
d'improperi e di epiteti rivolti all'ignara Genni, tutti
insospettabilmente noti alla mia germana, virtuosa, fine ma non
ignorante.

Fosse una circostanza meno drammatica prenderei nota ma sembrerebbe una
presa per il culo più che apprezzamento genuino e desisto dall'idea
mentre, convenientemente fraterno e comprensivo, la incito a dimenticare
il presente, a ricordare il bello del passato ed a cercarsi qualche
diversivo anche lei.

La battuta che, inopportuno, mi esce su possibili nuove esperienze della
mia sorellina sembra doppiamente ambigua e, per un attimo c'è del gelo
quando m'avvedo di aver calcato troppo su quell'aggettivo che evoca in
lei immagini di tribadi, dedite ad orge lesbiche.

Mio cognato economicamente si regola, come suo costume, da autentico
gentiluomo. Prende per sé solo le cose personali e l'auto, una BMW di
due anni, ma lascia tutto a Germana, dagli immobili ai mobili, fino al
disponibile sul conto cointestato.
Apre poi un conto per il bonifico della pensione e per i trasferimenti
di qualche titolo che gli è rimasto, poca roba, comunque.

Insomma, sembra proprio che Genni non sia venale e non lo abbia
accettato per interesse, come si sarebbe potuto facilmente prevedere, e
anzi s'è buttata a capofitto nel nuovo lavoro.

Dopo appena 6 mesi, però, la tragedia: Roberto ha un tumore, molto
serio, è richiesto un intervento immediato che lo stesso primario di
Bari caldeggia venga fatto a Milano, dal più esperto prof. G. E' Genni,
in lacrime, che lo partecipa a Germana, giurando che l'iniziativa non è
di Roberto che, anzi, è molto orgoglioso, ma proprio sua personale
perché "abbiamo in comune l'obiettivo del benessere di Roberto, vero
signora?" e dopo l'operazione è prevista una lunga convalescenza che
Genni trova incompatibile con l'attività, appena avviata.

L'operano, lo salvano e mia sorella, coi capelli ritti, mi confessa che
le è toccato pure consolarla, no consolarlo, Germana usa sempre il
maschile, perché Gennaro, poverino, durante l'intervento era diventato
piccolo piccolo, smunto e tremante come la più innamorata ed annichilita
delle mogli.

Aveva anche confessato d'aver acceso ceri, sia giù prima di entrare
nell'ambulanza che li aveva portati a Milano, sia nella cappella
dell'ospedale, cosa che per la mia famiglia poco religiosa, suonava fra
il primitivo ed il superstizioso.

Poi, discretamente, s'era allontanato lasciando il proprio caro alle
cure della famiglia vera e propria.

In quei giorni m'ero recato più volte a fare compagnia ed assistenza a
Roberto che, pur gratissimo verso tutti, che avevamo ignorato i mesi
precedenti e le vicende relative, mi partecipava l'urgenza morale di
rientrare appena possibile nella modesta casetta di Bari insieme alla
sua Genni.

Con me non si dette mai a confidenze intime, ma mi partecipò più volte
l'intensità dei loro sentimenti, l'abnegazione di Genni come compagna,
nonché il turbamento dei sensi che coglieva entrambi nelle lunghe notti
in cui si dedicavano l'uno all'altra.

Solo una volta, l'accenno alla prova d'amore fu più specifico e
descrittivo, quale esperienza che lui, Roberto, aveva ignorato per così
tanti anni.

Rimesso a nuovo il cognato, ricominciata la stagione del lavoro, seguii
molto da lontano ed ormai con minore curiosità la storia fino alla
primavera successiva in cui una Germana, ormai sull'orlo di un collasso
e di una crisi nervosa, mi raccontò che c'era una recidiva infausta e
che Roberto aveva al massimo un paio di mesi davanti; aveva chiesto di
morire nella sua città, nella sua casa e mia sorella non s'era opposta,
ma aveva ingiunto che "quella là" nemmeno si facesse vedere.

Quello che vidi un paio di settimane dopo era un'altra persona rispetto
all'aitante uomo maturo che ricordavo. Un piangente moribondo, del tutto
assente e privo di volontà autonome.

Diceva in continuazione: "grazie, grazie, siete tutti troppo buoni,
grazie morire a casa mia, solo quello, grazie---- "

Fu accontentato senza troppi tira e molla e dopo due settimane eravamo
al funerale, apparentemente una famiglia normale, raccolta in un momento
di lutto condiviso.

Solo chi avesse usato una giraffa avrebbe dall'alto colto una figura
tutta vestita di nero, dai pantaloni alla maglia, occhiali e capelli
parimente neri; era Genni, in versione Gennaro, perfino coi capelli alla
maschietta, che me lo raccontò qualche giorno dopo, concordando con me
la restituzione, "fino all'ultimo spillo" di effetti vari più BMW e
Rolex che, al suo posto, avrei trattenuto per ricordo.

Ma lui, durissimo, mi ribadì ch'era stata una storia d'amore, che
nessuno doveva sporcargliela con dubbi o sospetti. I ricordi veri, mi
sillabò, non hanno valore economico né fisicità. Mentalmente mi
scappellai di fronte a tanta pulizia morale.

La figura alta e snella, tutta coperta dal tailleur pantalone m'apparve
quasi più seducente di quanto m'era apparso nell'incontro a casa sua.
Non ebbi il coraggio di fare apprezzamenti ma scattò qualcosa in me che
mi spinse a dirmi che avrei dovuto cercarla, successivamente.

Molti mesi dopo, entrando in casa di mia sorella, la sorpresa: Genni e
Germana sorbivano il caffè dopo un incontro quasi casuale al cimitero.
Genni aveva sempre evitato di recarsi in concomitanza con la data di
morte ma, mensilmente, era andata almeno un giorno dopo, compatibilmente
con gli impegni baresi. Poi l`incontro imprevisto, perché mia sorella
era andata, anche lei, non in data prestabilita.

Non so come, e qui rivalutai Germana, noiosa ma anche imprevedibilmente
elastica nei principi, c'era stato il reciproco riconoscimento, un
abbozzo d'accordo, e il caffè come sigillo.

Due anni dopo previdi delle vacanze sul Gargano e chiesi a Genni un
incontro; ne fu felice e mi invitò a restare da lei qualche giorno.

Non so perché, ma ho sentore che mi troverò bene e che, forse, potrei
cancellare il Gargano.

Quel clitoride di cui ho notizia continua ad intrigarmi e la capacità
d'amore di Genni mi attrae, fatalmente.



Gli altri racconti

Visita di Cortesia
Giulia 1
Una monella intraprendente 6
La rosa e l'anello
Lara (anatomia di un amore)
Il soffritto di Elena. Morte di un onesto scopatore
Il giorno che Sunny Mendez scoprì di essere un uomo
Gli ultimi fuochi del reato di adulterio
Un caffè a Mergellina
Miriam
Un caldo pomeriggio d'estate
Showgirl
A Silvia
Una volta soltanto
Quando manca l'amore
Verbale dettagliato
L'aperitivo
Il ricatto
Rivelazioni
La deposizione
Genni, una storia d'amore
Che bambola!
Che notte!
La piscina
Ho tradito, una volta...
Mia moglie
Sauna
La fretta di mia moglie
La camera verde
Provocazione
Allo studio medico
Primavera
Pene d'amor perduto
Claudia B.
Paola 2
Paola 1
Il frustino
Diario segreto - 18 settembre 1995
Regalo di Natale
Il funerale della mia migliore amica
Diario segreto - 21 luglio 1995



Attenzione: la visione di questo sito è adatta ad un pubblico adulto.
Non possono accedere a questi racconti gli utenti di età inferiore agli anni 18. Questo sito è etichettato con ICRA.
Si declina ogni responsabilità relativa al contenuto dei siti accessibili tramite link.
Questo non è un mirror del newsgroup ma una selezione dei racconti, a nostro giudizio, più interessanti.