La piscina era illuminata da una luce bluastra. I fumi caldi
vaporizzavano l'aria. Le ragazze ridevano sottovoce, sebbene non ci
fosse nessuno, o quasi. Le vedevo, immerse nella grande vasca
mosaicata. Si rincorrevano lentamente, allungando le braccia per
accarezzarsi. Il gioco innocente presto divenne desiderio. La bionda
spinse la mora contro il bordo facendo aderire il suo corpo,
strusciando i seni, il ventre. Il ginocchio puntato alla parete quasi
a volerla bloccare, le mani che accarezzavano il viso.
Non riusciva a vederle gli occhi, ma conosceva bene l'espressione
vogliosa, la luce maliziosa che potevano sprigionare quei globi
chiari. La mora era come ipnotizzata.
Si baciarono. Dapprima un bacio lieve, poi sempre più appassionato. La
bionda le teneva stretti i capelli tra le dita, l'altra a poco a poco
cominciò a sciogliersi e ad accarezzarle la schiena. Si sussurrarono
qualcosa all'orecchio, non sentivo ma mi fece rabbrividire.
Cominciai a toccarmi, in fondo era quello che voleva la mia donna.
Con un balzo la bionda sospinse l'altra fino a farla sedere sul bordo
della vasca. Le fece aprire le gambe, con le dita calde le aprì le
labbra. Nel momento in cui la lingua toccò la carne, l'altra emise un
gemito. Avevo voglia di avvicinarmi, vedere da più vicino, magari
toccare i piccoli seni sodi della ragazza, unirmi alla mia amante per
dar piacere alla sua amica. Non erano i patti. Rimasi a guardare il
lento lavoro di lingua che ad ogni colpo faceva aumentare il ritmo dei
sospiri dell'altra. La bionda girò di scatto la testa verso di me. Un
sorriso malizioso e poi ricominciò il suo lavoro, questa volta
aiutandosi con due dita. L'altra non si accorse di niente ma io
cambiai posizione, allungai la schiena sulla poltroncina, distendendo
le gambe. Lo strinsi più forte sentendolo indurirsi, anche solo la
vista della schiena nuda della mia lei, mi eccitava. La mora cominciò
ad agitarsi, evidentemente il trattamento le stava proprio piacendo
perché la vidi sussultare e infine urlare. Si stese sul bordo, le
gambe a penzoloni e io socchiusi gli occhi. Un fruscio breve
nell'acqua, qualche schizzo tiepido e poi la ritrovai addosso a me con
il suo corpo umido di cloro e di voglie. Aprii gli occhi il tempo di
vedere il suo sguardo che mi salutava e la sua eccitazione che mi
accoglieva. Scivolò dentro di me come se scivolasse sul filo
dell'acqua. Le strinsi i glutei con le mani. Cominciò ad ondeggiare
sopra di me. Incollai gli occhi ai suoi. Restai immobile. La sua danza
amplificava il mio piacere, non c'era nulla che io potessi fare per
migliorare una sensazione che già di per se, era perfetta. Aumentò il
ritmo facendolo scorrere fino quasi farlo uscire per poi riprenderlo
dentro di se. Stringeva le pareti interne quasi volesse risucchiarlo.
Stringeva e rilasciava. Il respiro affannoso. Sentii le prime
pulsazioni, di li a poco sarei venuto. Lei lo percepì e rallentò il
ritmo, producendo l'esatto effetto di farmi esplodere. Inclinò la
schiena verso terra, mutando l'inclinazione della penetrazione. Con i
miei ultimi spasmi, venne anche lei. La tenni stretta qualche minuto,
regolarizzando i nostri respiri. Aprimmo gli occhi. All'unisono
guardammo verso dove aveva lasciato l'amica ma non vedemmo nessuno.
Forse s'era sentita usata. Forse aveva solo capito che non poteva
entrare in quello che c'era tra noi...
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