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  ROULETTE RUSSA Autore: Warpp

Cosa passa per la testa di tre donne in libera uscita per una sera in
un'altra città? Tre single, divorziate, senza un uomo fisso, forse anche
stanche di cercarlo. Il pensiero arriva rapido e, altrettanto rapidamente,
se ne va. Inutile chiederselo. Adesso loro sono nel mio letto, gentilmente
prestatogli, e tra poco le raggiungo.
Sfoglio le cartelle nel pc cercando quel vecchio pezzo. Mi sembra adatto
alla situazione.
Due giorni fa mi ha messaggiato lei. Era da un po' che non ci sentivamo.
"Sapresti indicarci un posto dove dormire sabato sera a Verona? siamo io e
una mia amica. Andiamo a una festa e domenica facciamo la maratona".
Sorrido. Programma ambizioso, penso. Comunque, perchè no?
"Vi posso offrire il mio letto doppio, senza problemi. Altro non saprei.
Non fare complimenti".
Affare fatto. "Naturalmente, se ti va, puoi venire con noi alla festa. Ci
farebbe piacere". Guarda un po'...me lo sentivo.
Poi da due, sono diventate tre ma il letto è restato lo stesso.

Eccolo qui, diviso in due parti. Un veloce copia/incolla e lancio la
stampa.

Oggi pomeriggio sono andato a prenderle all'autostrada. In ordine
alfabetico Anna, Gemma, Luisa. tutte diverse. Lei è sempre bella, fine,
elegante e sale in macchina con me. Mi presenta le altre due. La più
giovane è molto carina, alta, con un bel sorriso e un viso angelico. La
terza è mediana di età tra le due. Non alta ma anche lei una bella donna,
mora, con un'espressione molto determinata che la rende interessante.
La festa è stata fantastica, organizzata una società leader
nell'abbigliamento sportivo, sponsor della maratona, in un padiglione
della fiera. Hanno fatto le cose in grande. Scenografie, decori,
drappeggi, braceri, luci, musica, buffet galattico studiati ad arte.
Abbiamo cazzeggiato, scherzato e ballato di gusto. Il tutto favorito da
una piacevole ebbrezza alcolica. Le ragazze erano molto carine nei loro
vestitini giustamente scollacciati e non ho risparmiato occhiate e
allusioni risultate sempre bene accette.
Ce ne siamo andati presto, euforici per la serata, presi da una
eccitazione non risolta che rimandava ad altro, ma senza sapere cosa.
Arrivati a casa, a turno abbiamo fatto la doccia e, chiacchierando
nell'attesa, lei si è ricordata che le avevo detto di aver scritto qualche
raccontino.
Dai, facci vedere, è stata la richiesta unanime. Mi sono schernito, senza
molta convinzione, a dire il vero. L'idea mi solleticava.
Perchè non ce lo leggi tu? Come favola della buonanotte. Ha suggerito
Anna, subito spalleggiata dalle amiche. Naturalmente ho ceduto.

Quando mi affaccio alla porta della camera, le stampe in mano, avverto
un'inquietudine dentro, ma è piacevole. Ho tre paia d'occhi addosso. Prima
fissano me, poi i fogli che porto, neanche fossero sincronizzate. Chiaro
che avvertono anche loro la mia stessa tensione. Gli sorrido.
- Dai. Non arrivavi più - mi dice Gemma - Vieni qui in mezzo che ti
abbiamo lasciato il posto.
L'intesa era che ci saremmo stretti nel letto, affiancati, e avrei
cominciato a leggere.
Siamo tutti in pigiama, tranne Gemma che indossa una camicia da notte
lunga e leggera. Mi accomodo dove dicono, scavalcando Anna. Nel movimento
le nostre ginocchia si toccano e gli sguardi si incrociano. Leggo malizia
nei suoi occhi, o è solo la mia immaginazione?
Mi sdraio supino tra Anna e Gemma, Luisa, vicina a Gemma, resta all'altra
estremità.
Sistemo i cuscini dietro la schiena per stare un po' sollevato e riordino
i fogli con calma eccessiva. Prolungo quel momento per alimentare la loro
impazienza. Lasciamo accese le due abat-jour ai lati del letto.
- Ma che racconto è? - chiede Luisa - ..e quando l'hai scritto?
- Parla di un tipo che va a cena con due amiche e ...stanno bene insieme.
L'ho scritto un po' di tempo fa ormai.
- E' per questo che l'hai scelto? Perchè adesso ti sembra di trovarti in
una situazione simile? - chiede Gemma, fissandomi con occhio benevolmente
inquisitore.
Che le dico? La verità è sempre la risposta migliore.
- Ebbene, sì. Penso che, data la situazione, anche voi l'avreste trovato
più interessante.
- Interessante o intrigante? - incalza Anna.
Mi sento come sotto un fuoco incrociato ma non provo disagio.
- E va bene. Diciamo pure intrigante. Ma penso anche che sia una storia
piacevole e la più adatta al momento, anche se molto esplicita.
- Esplicita, in che senso? - chiede ancora Anna.
- Esplicita nel senso che è forte nei fatti narrati e che non lascia nulla
all'immaginazione. Posso cominciare adesso?
E' un coro di sì.
Mi schiarisco la gola e attacco a leggere lentamente e con voce morbida.
Siamo a contatto e non può essere diversamente. Le gambe, le braccia, il
bacino si toccano.

..rimase colpito da Silvia. Era alta, almeno 1,75, slanciata, belle
gambe, minigonna non eccessiva, capelli lunghi castano chiari, sciolti.
Cristina aprì la porta e salì accomodandosi nel posto centrale della
Multipla. Anche lei era molto carina e sexy con un abitino corto e le
belle gambe tornite in mostra. Poi si accomodò anche Silvia sull'altro
posto esterno e fecero brevemente le presentazioni.
Eh, sì. Gran figa, pensò facendole mentalmente la radiografia...


E' la prima volta che mi capita di leggere ad alta voce e pubblicamente
una cosa mia. Mi sembra di cogliervi un sacco di difetti di cui non mi ero
accorto prima, ma loro pare non li notino. Comincio a chiedermi se
riuscirò a mantenere un contegno distaccato quando le tinte saranno molto
più forti. La lettura si protrae. Man mano che i personaggi prendono
spessore colgo l'interesse delle ragazze accendersi. Si sistemano su un
fianco, il braccio a sostenere la testa e mi fissano. Non vengo mai
interrotto.

..anche Cristina si lasciò andare e parlò di Romeo e di altri uomini e di
quello che aveva avuto. Silvia poi, rivelò un passato molto intenso, ricco
di storie, con molti uomini cui, a sentir lei, si donò sempre
completamente e senza riserve.
Scattò la magia quella sera. Quel caldo benessere di sentirsi veramente
tra amici senza l'affanno di sembrare, dimostrare e di essere. Alla fine,
quasi senza rendersene conto....

Sento il loro sguardo su di me. Sulle mie labbra che si muovono, su ogni
espressione che attraversa il mio viso. Distolgo per un momento gli occhi
dai fogli per guardarle. Sembrano ipnotizzate. Una strana alchimia sta
avvenendo. Il racconto, noi stretti nel letto, per loro essere lontane
dalla loro città in questa serata un po' folle.
La storia comincia a entrare nel vivo.


..non appena le accarezzò piano il sesso, Silvia si lasciò sfuggire un
dolcissimo gemito di piacere.
Lui non riusciva a crederci. Se ne stava lì, con una figa per mano. Una
serata qualsiasi prometteva di diventare memorabile.
- E tu? - chiese Silvia a Luciano appoggiandogli una mano sul ginocchio -
oltre che accarezzarci le fiche, cosa vorresti fare?
- A me...e dico la verità, piacerebbe che la smettessimo col gioco della
verità e facessimo invece il gioco del "si fa quel che dico io". E quando
dico "io" intendo me medesimo - mentre parlava aveva spostato le mutandine
delle ragazze e con gli indici le toccava piano esattamente sul clitoride.
Erano bagnate. Cristina accennava già alcuni piccoli sussulti del bacino...


- Ma allora è una cosa sadomaso! - irrompe Luisa.
- No, tranquille. Non è sadomaso. Solo una blanda dominazione. Una cosa
tra amici. E poi, non ci siamo ancora arrivati. Dai, non saltare alle
conclusioni.
Gemma è girata verso di me, quasi di fianco. La gamba piegata ha fatto
risalire la camicia da notte sopra il ginocchio. Guardo con calma la sua
pelle liscia e riprendo a leggere, senza più interruzioni.
Cos'è che succede a un certo momento? Nulla cambia, apparentemente, ma
l'aria sembra elettrica. Non avverto l'odore della loro eccitazione, ma la
percepisco. Feromoni? Non lo so dire. Sento il battito accellerare, con
esso il respiro e la mia voce farsi più roca.
Il racconto è decisamente spinto ma la titubanza iniziale è sostituita dal
compiacimento per la situazione creatasi. Voglio vedere sin dove è
possibile arrivare e mi viene un'idea. Una piccola sfida. Sospendo.
- Sapete..è molto intrigante tutto questo. Perchè non ci provate anche
voi? Chi avrebbe piacere di leggere?
- Lo faccio io - risponde pronta Luisa senza neppure un secondo di
esitazione.
Sono lieto del suo slancio. Intanto perchè è segno di coinvolgimento e di
accettazione per quanto sta avvenendo e poi perchè ha una bella voce,
calda ed armoniosa.
- Voi due siete d'accordo?
- Certo! - fa Anna. Adesso che l'hai proposto sono curiosa di sentire come
suona letto da una donna.
Passo a Luisa fogli e cuscini. Mentre lei si sistema io mi accomdo tra
Anna e Gemma. Le braccia abbandonate lungo i fianchi a sfiorare le loro.
Il racconto riprende. Luisa ci dà dentro. Legge con calma e
partecipazione, cogliendo tutte le giuste inflessioni e i cambi di tono.
E' perfetto. I fili appena interrotti si riallacciano perfettamente e ci
ritroviamo di nuovo proiettati all'interno della storia.

... si voltarono entrambe a guardarlo, dubbiose.
- Siete sorde? Visto che siete così bagnate, datevi piacere da sole.
Voglio guardare come vi toccate.
Entrambe portarono una mano sul loro sesso e iniziarono a carezzarsi,
dapprima timidamente e poi con maggiore decisione. Luciano spostava lo
sguardo dall'una all'altra seguendo il movimento veloce delle loro mani.
Erano già molto eccitate da prima e in breve cominciarono a scuotere il
bacino e ad ansimare.
- Niente male....pensate a quando, fra poco............
...ma voglio che mi diciate quando sarete vicine all'orgasmo. Voglio
saperlo.
Si toccavano ed ansimavano animalescamente. I fianchi sussultavano.
- A me manca poco...- annunciò Silvia con un filo di voce
- Anche a me ....- aggiunse Cristina.
- Bene! Allora fermatevi...... Fermatevi ho detto! Togliete subito quelle
mani.
- Ma sei un bastardo.... - si lamentò Silvia - lasciarci così ...aperte e
piene di voglia.
- Leccatevi le dita......Tu metti le mani sul volante e tu attaccati alla
maniglia della porta. E restate in questa posizione.......


Sono decisamente eccitato. Il cazzo eretto, mal contenuto dalle mutande,
spicca nettamente, pur se mascherato, tra le pieghe del morbido pigiama.
Non possono non vederlo. Sta lì;, e noi non facciamo altro che guardarci
mentre Luisa prosegue con voce più malferma. Penso sia tempo di spingere
sull'acceleratore e vada come vada. Ma come stuzzicarle?
Con noncuranza porto la mano destra sull'anca e inizio a muovere la punta
dell'indice lungo il cazzo coperto. Una carezza leggera, lenta, su e giù.
Continuo e mi attardo con movimenti circolari sulla cappella; poi ancora
su e giù.
Sento i loro sguardi su di me, sulla mia mano, su quel gonfiore. Le sento
trattenere il respiro. Io continuo, finchè Anna...
- Lascia! Faccio io
Lo dice con voce roca, ma dolce, quasi una carezza. Toglie la mia mano e
la sostituisce con la sua, facendo esattamente lo stesso mio movimento.
Appoggia la testa contro la mia spalla e guarda la sua mano muoversi.
Mi volto verso Gemma. Anche lei guarda e ascolta con espressione rapita.
Il suo capezzolo spicca nettamente sotto la camicia da notte. Lo fisso
spudoratamente e poi guardo lei, negli occhi. Muove la spalla e il torace
e quella punta invitante si protende ancor più verso di me.
Allungo la mano. Capisce che sto per toccarla e non si sottrae. Ma invece
di carezzarle il seno, punto decisamente a quel capezzolo che tanto mi
attira. Lo prendo tra pollice e indice e lo strofino piano, guardandola in
viso mentre lei mi guarda la mano.
Con l'altra mano spingo quella di Gemma contro il mio cazzo per rendere le
sue carezze più energiche. Lo accetta. Mi giro verso di lei e la bacio. Le
succhio la lingua in un bacio breve.
- Mettimi la mano dentro - le bisbiglio all'orecchio.
Mi volgo verso Gemma e bacio anche lei mentre sento la mano di Anna
insinuarsi nelle braghe del pigiama e afferrarmelo. Anche Gemma risponde
al bacio e, dall'apertura già sbottonata della sua camicia entro a
carezzarle i seni. Sono caldi.
Rompo ogni indugio. Mi metto sedere sul letto e rapidamente mi tolgo
tutto. Resto nudo, in ginocchio, rivolto verso di loro, col cazzo eretto,
in mostra, che mi accarezzo con una mano. Con l'altra faccio loro un
gesto, come di alzarsi ed imitarmi. Nessuno parla, tranne Luisa che, dopo
un momento di sbandamento ha ripreso a leggere, forse nell'incertezza di
decidere cosa fare.
Lo fanno.
Anna si sfila la maglia del pigiama mentre io le tolgo pantaloni e
mutandine insieme. Gemma si libera in un secondo della camicia da notte e
poi delle mutandine.
Quindi si sdraiano, in attesa, come se aspettassero un responso da parte
mia.
Sono emozionatissimo, ma l'eccitazione è ancora più forte. Non voglio
scegliere. Lascio che siano loro a farlo. Sono in ginocchio, in mezzo.
Porto le mani tra le loro ginocchia e le faccio risalire, lente, lungo le
cosce, spingendo per farle aprire. Eseguono e arrivo ai loro sessi,
simultaneamente. Sono bagnate, aperte. Non ho bisogno di bagnarmi le dita
con la saliva. Le accarezzo dolcemente. Le sento sotto i polpastrelli,
simili ma diverse. Mi lasciano fare. Protendo il bacino verso di loro,
offrendogli spudoratamente il cazzo, senza parlare.
E' Gemma la prima ad accogliere il mio muto invito. Si appoggia su un
gomito e mi prende il cazzo con la mano. Lei non l'aveva ancora sentito.
Lo sfiora, lo guarda e poi avvicina la bocca. Lo lecca, sopra, sotto,
davanti e infine si imbocca. E' calda e delicata, come piace a me.
Continuo a masturbarle, adesso col pollice, che medio e indice sono
infilati dentro, ad entrambe.
Anna guarda l'amica mangiarlo. Si avvicina. Fissa la sua bocca e il lento
movimento di quel membro che entra ed esce. Lo afferra anche lei alla base
e lo tira dalla sua parte. Gemma glielo lascia prendere e rimane a godersi
lo spettacolo.

- Adesso basta! - sbotta Luisa - ...e io chi sono? la figlia della serva?
- hai ragione - le rispondo. Ma per te ho in mente una cosa speciale.
Spogliati subito, nuda anche tu. Aspetta che ti aiuto - voglio che senta
il mio contatto che sinora è rimasta isolata. Mi tolgo dalle prime due,
scavalcando Gemma per mettermi ai piedi di Luisa. Le tolgo pantaloni e
tanga e... apprezzo. E' completamente depilata. L'adoro così liscia e nuda.
- Che bella sorpresa! Così quello che ho in mente viene ancora meglio.
- E sarebbe? - mi chiede
Nel frattempo ci siamo distribuiti meglio nell'ampiezza del letto. Anna e
Gemma mi stanno una per parte e si gingillano del mio uccello con le mani
e la bocca, dividendoselo da vere amiche, ma quasi non me ne accorgo preso
come sono da quello che sto per fare.
- Sarebbe che adesso riprendi a leggere.
- Ma..
- Nienta ma. Riprendi a leggere mentre io faccio una cosa che ti piace.
Continuerò a farla finchè riuscirai a leggere mantenenendo un tono di voce
calmo e lineare, senza cedere a qualsiasi "disturbo" che derivi
dall'eccitazione. Quando accadrà, smetterò.
- Smetterai cosa?
- Di leccarti, con tanta passione. Ti assicuro. Per cui, dipende da te
farlo durare.
- Bello! - si inserisce Anna ridendo - ma temo durerà poco.
Mi accovaccio ai piedi di LUisa e le appoggio le mani sulle ginocchia per
aprirle. Non fa resistenza. La percorro con lo sguardo in tutta la sua
nudità. Dal sesso carnoso e schiuso, al ventre piatto e morbido, ai seni
tondi e sino ai suoi occhi nei miei.
- Leggi! - la invito nuovamente tuffandomi su quella figa invitante. Senza
toccarla con le mani comincio con delle lente lappate a lingua piatta.

Appena entrati le ragazze si fermarono rivolgendosi a Luciano in attesa di
sapere cosa voleva fare.
- Denudatevi sotto - ordinò senza indugi - tu Silvia è sufficiente che ti
tolga la gonna e rimani poi con la camicetta. Tu invece Cristina, togliti
il vestito e resta in reggiseno. Tenete anche le scarpe e raggiungetemi in
bagno.
Arrivarono, svestite come aveva detto....

Luisa legge con calma e mantenendo il controllo.
Dietro e sotto di me Anna e Gemma continuano a trastullarsi con il mio
cazzo. Mani, bocche, lingue lo avvolgono e si allungano tutto intorno,
sull'inguine, lo scroto e il perineo. E di chi sarà questa lingua morbida
che solletica tanto abilmente la mia intimità posteriore? Apprezzo molto
ma non indago. Resto concentrato sul sesso pulsante di Luisa, ormai aperto
e fradicio. L'ho allargato con le dita che muovo e giro, tastandola tutta.
Lei comincia ad accusare un certo affanno. La voce mostra qualche
incrinatura. E' intuibile lo sforzo che sta compiendo per resistere ai
miei assalti ma eroicamente prosegue nella lettura.

..allarga anche tu bene le gambe.
Cristina, che aveva solo le scarpe e un reggiseno nero, si accomodò come
le era stato detto mentre Luciano si accucciò dietro di lei.
- Così da qui mi godo bene lo spettacolo e intanto, mentre depili la tua
amica, posso accarezzarti bene la fighetta per tenerla bella umida. - e
dicendolo iniziò a titillarle la fessura e il clitoride e le infilò dentro
il pollice.

Ricordo abbastanza il testo del racconto e, sadicamente, faccio coincidere
le mie leccate alle frasi, alle singole parole, nei momenti più forti.

... fece scorrere l'acqua calda e, raccogliendola con la mano, bagnò
abbondantemente l'inguine dell'amica, quindi versò una dose di chilly e
la massaggiò lungamente producendo una gran schiuma.
- Com'è eccitante - commentò Luciano - lavala bene, dai....in ogni
piega..... voglio che la lavi come lei ha fatto con te. allargò bene
mostrando il rosa delle sue mucose. La tenne così, aperta, mentre Silvia
la spruzzava con l'acqua calda e anche dopo, quando cominciò a
insaponarla. Silvia la strofinò bene, con movimenti lenti....
La voce di Luisa è rotta dall'eccitazione e non riesce più a fermare i
sussulti del bacino. Continua però a leggere cercando con tenacia un ormai
impossibile autocontrollo. Benignamente proseguo la mia opera
disturbatrice. A questo punto sono curioso di vedere sin dove è disposta
ad arrivare. La allargo completamente con le mani e insisto con le punta
della lingua dura direttamente sul clitoride, veloce.
..Cristina si abbandonò totalmente a quelle carezze, chiudendo gli occhi
e appoggiando la testa all'indietro sin sul muro, incurante di quel bagno
illuminato di luce bianca e di chi la stava guardando.....

Luisa cede di schianto, all'improvviso. Esala un lungo ansimo e molla i
fogli. Mi stringe le mani sulla nuca, spingendomi contro di lei, temendo
il mio levarmi sul più bello, come le avevo detto.
Ma io mi sottraggo. I patti sono patti. Mi ergo dinanzi a lei, in
ginocchio, quasi arrogante, il cazzo teso, e la guardo.
- Bastardo! - impreca fissandomi. Tuffa le mani scompostamente sulla sua
carne fradicia, a masturbarsi, e viene subito, davanti ai miei occhi, a
cosce spalancate, volendo farsi guardare da me e dalle amiche che
assistono in disparte.
Si abbandona, ma solo per un secondo. Non vuole che io sia distratto da
altro e mi prende la mano - Avvicinati. Fatti guardare - non si riferisce
a me. Guarda più giù. - Che bel cazzo hai - lo tira verso la sua bocca e
si imbocca avida.
La lascio fare. Lo sfila e lo riprende, ogni volta più a fondo, sino a
farlo sparire completamente dentro di lei. Poi lo lascia andare.
Nel frattempo ho portate le mani alle fighe di Anna e Gemma. Sono dilatate
e fradice. Aspettano solo carezze e qualsiasi altra cosa.
- Adesso voglio assaggiare anche voi. Sdraiatevi e apritevi con le mani.
Eseguono senza fiatare. Ho preso naturalmente il comando della situazione.
Forse il clima del racconto ha favorito l'instaurarsi di questa piccola
sudditanza e loro partecipano volentieri, curiose di questa nuova
esperienza.
Tu Luisa, succhiami mentre io mi dedico a queste due delizie.
- Da chi comincio?
Anna alza la mano e allora mi butto su Gemma; con la lingua e due dita
dentro. Con l'altra mano accarezzo Anna. Poi passo ad Anna e riservo lo
stesso strattamento al contrario.
- Voglio che ve le teniate sempre bene aperte con le mani, anche quando
non vi sto leccando. Mi piacete di più così.
Cambio ancora, e ancora. Luisa intanto se la gode col mio cazzo e, con la
coda dell'occhio, noto che intanto si tocca. Sono molto eccitato. Mi
eccita tutto quello che sto facendo ma anche il lavoro di Luisa con la
bocca si fa molto sentire. Non voglio venire. Non ancora. Arriva una
tregua.
- Lo voglio dentro - esplode Anna
- Anch'io... - insistono Gemma e Luisa, quasi insieme.
E' un bel problema questo. Confesso di sentirmi in difficoltà.
- OK! Adesso facciamo una conoscenza più ravvicinata. Accovacciatevi sul
letto, in fila e io vi prendo da dietro a turno.
Le sospingo un po', invitandole a sistemarsi come ho detto. Anna si mette
al centro. Ne viene fuori una vera situazione da film porno. Non ho mai
avuto tutti quei buchi così bene in vista e disponibili insieme. E' un
vero spettacolo. Luisa mi soprprende. Abbandona la testa sul letto e porta
le mani dietro, per allargarsi. La gratifico di una leccata supplementare
dall'ano al clitoride.
Inizio da Anna, al centro. Appoggio il cazzo sulle sue labbra e lo spingo
dentro senza difficoltà. Risponde con un gemito e girando la testa,
cercando di guardare. E' calda e avvolgente.
La penetro di movimenti lenti e trovato il ritmo tolgo le mani dai suoi
fianchi per accarezzare le due amiche meno fortunate.
- Stai ferma Anna. Tu non devi muoverti. Sono io che ti sbatto. Tu devi
solo prenderlo.
- ... non so se ci riesco. E' più forte di me...- risponde ansimando.
- Devi farlo, oppure mi tolgo e cambio buco.
Ormai ho rotto ogni argine. Do ordini, parlo sboccato e... mi piace.
Si sforza e riesce a stare abbastanza ferma. Mi piace scoparla così e
sentirmi quelle due fighe nelle mani che penetro con due dite mentre col
pollice riesco ad accuparmi dell'altro orifizio. Mi piacerebbe venirle
dentro, ma sono altruista e anche ingordo. Voglio provare anche con le
altre.
- Dai..prendi me adesso - chiede Gemma accarezzandosi sconciamente.
Come si può ignorare una richiesta del genere? A malincuore esco da Anna e
rientro in Gemma. Non ho davvero di che pentirmi.
Vado avanti per un po' alternandole, cercando di contenere un orgasmo
ormai vicino. Non è più scopare. E' un gioco. Ad ogni cambio si ridacchia,
si fa una battuta. Per quanto mi dia da fare con le mani e il cazzo,
l'azione su di loro è troppo incostante perchè possano venire e ne sono
consapevoli. Però ci stiamo divertendo.
Dopo un po' il gruppo si scioglie naturalmente. Resto in piedi, in fondo
al letto e loro mi guardano curiose.
- Adesso ti facciamo venire - è Luisa parlare - sdraiati! Ti rendiamo pan
per focaccia. E rivolgendosi alle amiche - Sentite...facciamo così. Lo
facciamo venire con la bocca però lui non deve avere nessuna reazione. Se
comincia ad ansimare e a muoversi, smettiamo.
Mi ha sottratto il controllo della situazione ma non me ne lamento. Sono
contento di finirla in quel modo, ma ci aggiungo un suggerimento - Per me
va bene. Cercherò di non avere reazioni. Però Voi dovete continuamente
alternarvi con la bocca. Se sarò bravo a non farlo capire, non saprete chi
si prenderà la mia sborrata sin quando non se la sentirà arrivare. Sarà
come una ruolette russa.
Le guardo negli occhi con aria di sfida - a meno che non ne abbiate
paura....
- Ci prendi per educande? - Risponde Gemma - paura di che?
Mi sdraio al centro del letto e mi abbandono con gli occhi chiusi.
Le ragazze si dispongono a cerchio intorno al loro totem e iniziano. Tre
colpi, poi due , poi quattro. Non lo so se, ad ogni stacco, mi riprende la
stessa o avviene un cambio di "mano". Cerco di immaginare o riconoscere le
labbra che si alternano su di me ma dopo un po' ci rinuncio. Penso che mi
piacerebbe venire con Luisa, ma a quel punto va bene in ogni caso.
L'azione prosegue. Sono caricatissimo. Vorrei muovere le gambe, scuotere
il bacino, anche ansimare, ma mi trattengo. Questo ha il curioso effetto
di aumentare l'eccitazione ma anche di ritardare l'orgasmo. Diventa quasi
una insopportabile, magnifica tortura.
Sono completamente perso per quella serata, quelle donne, quelle fighe,
quelle labbra. Mi sento in un sogno felliniano. Lingue morbide cingono,
avvolgono l'asta, la cappella. Bocche fameliche si riempiono della mia
carne.
Resisto. Mantengo il controllo e soffro, godendo. L'orgasmo arriva,
inarrestabile, finalmente. Apro gli occhi e incrocio quelli di Luisa che,
di sottecchi guarda me, tenendolo stretto tra le labbra. Proprio in quel
momento il mio schizzo le arriva, copioso. Chiudo gli occhi un secondo ma
voglio riaprirli. Giusto per vedere un filo di sborra colarle da un lato.
Che bastardella. L'aveva sentito, eccome, che stavo per venire. E non
l'aveva più passato alle altre. Lo voleva lei. Ma mi sta bene così.
Gentilmente lo lascia alle amiche che con diligenza ripuliscono tutto alla
perfezione.
Le attiro a me e ci abbracciamo, tutti tranquilli nella nostra nudità,
pelle contro pelle. Le bacio tutte e tre con ardore e, senza parlare,
stretti stretti, ci abbandoniamo al sonno.



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