L'indomani era domenica. Ci svegliammo di soprassalto. Nudi
sotto le lenzuola ed avvinghiati come due fidanzatini alla prima
notte insieme. Non sentimmo entrare in casa Pietro. Era tornato
a casa per fare una sorpresa alla madre.
Entrò sparato in camera da letto e vedendoci - cosa è successo
qua?- esclamò con un tono indispettito.
Svegliato all'improvviso feci fatica a capire chi fosse e mi
coprii col lenzuolo.
Giulia invece messasi a sedere, allargò le braccia e gridò -
amore , che bella sorpresa, fatti dare un bacio.-
Il lenzuolo le cadde sulle gambe lasciandola con il petto nudo.
Non potei fare a meno di vederlo rimbalzare ed apprezzarne la
perfetta elasticità. Il figlio con noncuranza le si gettò
addosso e la abbracciò. Si diedero un veloce bacio sulle labbra.
A questo punto Giulia si ricordò di me e - Lui è Paolo, il
collega di cui ti avevo parlato.- disse presentandoci, - Pietro
mio figlio.-
- Finalmente ti conosco - disse lui stringendomi la mano.
- Giulia mi ha tanto parlato di te e ora capisco perché.-
La frase mi risultò sibillina, ma risposi cautamente al saluto.
Pensai tra me e me, che era un po' troppo disinvolto, davanti
alla nudità di sua madre, ma minimizzai. Esistono famiglie in
cui la nudità non è un tabù. E per quanto riguardava il
complimento a me rivolto, ero e sono ancora un bell'uomo. Quindi
niente di più facile che il ragazzo fosse felice per la scelta
di sua madre. Ma,come avrei scoperto ben presto, la faccenda era
più complicata.
- Ora vado a farmi una doccia così mi tolgo lo sporco del
treno, poi ci vediamo in cucina per la colazione, se vi va - si
congedò Pietro.
- Va bene - disse sua madre, alzandosi in piedi. Il ragazzo si
girò di spalle e andò in bagno, seguito dalla donna.
Strano.
Mi alzai anche io. Indossai le mutandine e mi diressi verso il
bagno. La porta era aperta. Osservai la scena. Pietro era nudo e
faceva la doccia, la madre, nuda anche lei, era sul wc che
faceva la pipì. Stavano parlando del viaggio e della visita a
sorpresa. Forse imbarazzato dalla loro condizione, decisi di non
disturbarli e passai oltre.
Andai in cucina. Era una cucina moderna in ciliegio con i
ripiani in marmo grigio. Il tavolo in ciliegio con il piano
anch'esso di marmo grigio. Stavo ancora guardando il mobilio
quando da dietro venni abbracciato da Giulia.
- Buongiorno caro - e mi baciò su una spalla. Fu dolcissimo.
Il suo corpo, le sue tette sulla mia schiena, di mattina presto,
sono ancora oggi una delle cose per cui vale la pena vivere.
- Cosa vuoi per colazione?-
- Un caffè e due biscotti se ci sono - risposi.
Sul tavolo c'erano tre tazzine di caffè e un pacco di biscotti
quando entrò Pietro.
Non strano. Stranissimo. Era nudo.
Lo osservai. Era alto un metro e settantacinque circa.
Corporatura da palestrato capelli rossi ed occhi azzurri anche
lui. Il pene a riposo era di dimensioni riguardevoli e spiccava
sul pube glabro. Si sedette a capotavola e cominciò a bere il
suo caffè. Io ero imbarazzatissimo e non sapevo dove guardare.
Loro se ne accorsero. Fu Giulia a parlare per prima.
- Paolo caro, non ti scandalizzare ma siamo sempre stati molto
liberi e liberali. Sin da quando lui era piccolo, io e il mio ex
giravamo nudi per casa.
Quindi siamo abituati così e se tu vuoi, puoi fare come noi.-
Mi prese la mano, carezzandola delicatamente mentre lo diceva,
quasi per togliermi l'imbarazzo di dosso. Mi persi ancora una
volta dentro i suoi begli occhioni blu. E mi piegai al suo
desiderio. Mi misi in piedi e sfilai le mutandine per
accontentarla. Era già duro e sfoggiava i suoi abituali 20 cm.
- Mamma sei la solita porcona,- disse il ragazzo - Lo hai già
pulito ben bene, vedo. Cosi risalta la maestà del suo uccello,
vero?-
Giulia sorrise ammiccando verso il figlio che si rivolse a me
dicendo - Paolo, complimenti, nonostante quello che avete fatto
stanotte, reggi bene la fatica.-
Il suo complimento, non del tutto esagerato, mi lasciò
perplesso, come prima in camera da letto. Aveva dimostrato di
avermi osservato nei particolari più intimi. Inoltre sapeva
tutto della notte precedente. E il suo tono faceva intendere che
gradiva che la madre avesse scopato con me. In più si era
presentato nudo.
Liberi e liberali....E se due più due fa quattro....
- Anche tu sei messo bene, vedo. Comunque complimenti a tua
madre per la sua bellezza e bravura in tutto.-
Detto questo marcai il territorio. Mi avvicinai alla donna e la
baciai turbinando focosamente la lingua nella su bocca. Lei mi
abbracciò e ricambiò il bacio. Quando ci staccammo il ragazzo ci
stava osservando ancora. Aveva una mano sotto il tavolo e la
stava muovendo lentamente. Il movimento era quello tipico di una
sega.
Ci avevo preso: Altro che liberale... Era una famiglia di porci.
Giulia aveva voglia, lo vedevo dall'espressione dei suoi occhi.
Mi afferrò il cazzo e lo segò. Nel frattempo da seduta mi baciò
i capezzoli. Operava con voluttà facendo vedere bene quel che
faceva sia a me che al figlio.
Capii che si era eccitata per la situazione e ne vidi le
conseguenze in mezzo alle sue cosce aperte. Era completamente
bagnata. Anche io ero eccitato. E si vedeva dalla mia possente
erezione e dai capezzoli inturgiditi. Ma soprattutto era
eccitatissimo Pietro. Con una mano si masturbava e con l'altra
si titillava i capezzoli duri e congesti. Guardava le mani
della madre e ne seguiva i movimenti. Poi mi guardò negli occhi.
Fu un lampo.
Si avvicinò e mi diede un bacio su una guancia,poggiandomi un
braccio sulla schiena. Io ero in balia della donna e non feci
nulla. Fu un nulla carico di significato. Soprattutto per il
giovane, che partì alla carica. Fece una carezza alla madre sul
seno, poi accarezzò la mia schiena. Mi baciò sul collo, proprio
mentre sua madre mi prese in bocca il pene.
Cosa avrei dovuto fare? Dovevo passare per un moralista
bacchettone o per un porco depravato? Indispettirmi o
accontentarli?
E se fosse stata una trappola? Una di quelle occasioni che la
gente crea per sbarazzarsi di qualcuno poco gradito.
Perché invece, non approfittarne? Per male che fosse andata
almeno avrei ricevuto un signor pompino.
Mi arresi al piacere.
Le mani del ragazzo scesero ai glutei. Era dolce e carezzevole.
Si mise dietro di me e mi carezzò sia i capezzoli che il solco
del culo. Lambì leggero le palle e poi il buchetto come per
chiedere permesso. Mi inarcai e urtai il suo corpo con le mie
natiche. Era eccitato per davvero, non era una finta. Si
appoggiò completamente a me, mentre con le mani prese il posto
della madre. Oltre alle sue carezze, sentii una presenza
ingombrante in mezzo alle mie natiche.
Giulia attaccata al mio petto abbracciava tutti e due i suoi
maschi. Lo strofinio delle sue tette corrispondeva perfettamente
al movimento circolare del suo pube sul mio cazzo.
Pietro lo indirizzò verso la calda grotta che lo aveva
partorito. Intanto il suo pene cominciò a puntare sul mio ano.
Fu in quel momento che sentii un fiotto caldo sul buchino. Fu
bellissimo il calore improvviso e sentire il giovane ansimarmi
sul collo. Era venuto prestissimo, troppo eccitato dalla strana
situazione.
Se non altro avevo preservato la mia verginità anale.
Con gli occhi chiusi Giulia mi baciò e accortasi dell'orgasmo
del figlio, incrementò il vorticare della sua lingua nella mia
bocca.
Lui intanto si diede da fare con me e mi stampò mille bacini su
tutta la schiena.
Piegandosi arrivò lì dove c'era il suo seme. Mi ripulì usando la
sua boccuccia da frocetto e mi titillò l'ano. Era bravissimo,
evidentemente anche allenatissimo, ed io allargai le gambe per
farlo lavorare meglio. Premette più volte la lingua sul buchetto
come per entrare. Altre volte leccò il mio scroto. Il mio cazzo
si rinvigorì ulteriormente.
Di ciò ne approfittò la madre che con un movimento di bacino si
impalò rimanendo aggrappata alle mie spalle. I suoi gemiti
aumentarono sotto le mie spinte animalesche.
Io ero sempre più infoiato. Da una parte la fica bagnata di
Giulia scorreva su e giù sul mio pene durissimo. Dall'altra
parte Pietro mi solleticava tutta la zona peri anale con la
linguetta umida e lasciva.
L'orgasmo mio e della mia amante furono contemporanei e
travolgenti.
La donna si appoggiò al tavolo e ansimando gridò - Aahhh
goodooooo!-
- Vengo anch'io. - risposi mentre mi sfilai dalla vagina
bollente.
Il ragazzo, messosi di lato, assistette ad una eiaculazione
tanto potente, da imbrattare la madre dalla fica alle tette. I
quattro spruzzi di sborra calda, sprizzati dal mio bastone
tesissimo, furono subito preda della sua lingua vogliosa. Si
piegò sulla madre e la leccò sulle tette e sui capezzoli. Così
facendo le prolungò l'orgasmo, soprattutto nel momento in cui,
devotamente e molto sensualmente, ripulì la fica.
Fu per amor filiale o ricchionaggine acuta? La risposta arrivò
da sola.
- Paolo - disse con voce roca e sensualissima sollevandosi, -
la tua sborra è buonissima, la più buona tra tutte quelle che ho
provato finora. Spero che mi darai l'occasione di provarla
qualche altra volta.-
Guardai prima lui e poi sua madre. Erano visibilmente
soddisfatti, e non solo materialmente. Mi convinsi che non c'era
niente di male ad accontentarli, se erano loro a volerlo. Del
resto, tutto quel che era successo mi era piaciuto abbastanza,
anche se era stata la mia prima esperienza di quel genere.
Magari col tempo sarebbe anche diventata ancora più inebriante.
Dissi - va bene, ma tieni presente che io sono innamorato di
lei, quindi lo faremo solo se lei è d'accordo. -
Mi abbracciarono insieme e si dimostrarono felicissimi della mia
risposta. Si guardarono e ci fu un breve cenno di intesa.
Pietro disse - Sai, la mamma è molto presa da te, e non solo
fisicamente. Così le piacerebbe moltissimo se venissi a vivere
qui, a casa sua. E anche a me non dispiacerebbe saperla in così
buona compagnia.-
Altro che trappola. Era una vera e propria gabbia, quella che mi
si stava richiudendo intorno. Dorata, ma pur sempre gabbia. Dopo
svariati anni di libertà ero stato catturato di nuovo da una
donna.
Però nessuno può negare che una donna tanto bella quanto porca,
come lei aveva dimostrato essere, non bisogna assolutamente
farsela scappare.
Giammai!
Accettai.
Dopotutto le avevo appena dichiarato il mio amore.
Giulia mi saltò di nuovo addosso. Era felicissima e come una
ragazzina che riceve la sua prima bambolina, si commosse fino
alle lacrime. Ma furono lacrime di felicità quelle che mi
bagnarono il volto, mentre i suoi baci si stampavano sulle mie
labbra tra mille ringraziamenti.
- Grazie Paolo caro, grazie, ti amo, ti amo tantissimo.-
- Adesso che ne dite di un bel bagno rilassante?- feci io,
prendendo per mano la donna e tirandola attraverso la cucina in
direzione del bagno.
Arrivati davanti alla vasca mi ricordai che ancora non avevo
urinato quella mattina.
- Scusatemi un attimo, ma dovrei prima fare la pipì.-
- Aspetta un po' - fece il ragazzo - mi piacerebbe che tu la
facessi su di me, qui nella vasca.-
Ammazza... Non finiva di stupirmi. Anche il pissing ora.
Si piazzò seduto, sul pavimento della vasca, e mi fece mettere
davanti a lui in piedi.
Mentre Giulia vicino a me guardava la scena e mi accarezzava la
schiena, io presi in mano il pisello e lo indirizzai verso il
giovane petto del figlio.
Torreggiavo su di lui, e fui pervaso da un senso di grandezza.
Svuotai la vescica mentre vedevo i suoi capezzoli indurirsi
sotto una abbondante pioggia dorata
Lo bagnai di urina sulla faccia e mi sentii potente come un
gigante. Mi eccitai nel vederlo ricevere in bocca la mia calda
urina. Mi fece desiderare un suo pompino.
Non so perché, ma quando vidi il suo pene crescere di
dimensione, immaginai, invece, me stesso piegato su quel
bell'attrezzo di 22 cm abbondanti, mentre lo prendevo in bocca.
Stavo diventando frocio anche io? Non lo so. Ma fu difficile
resistere alla tentazione.
Sta di fatto che, quasi per far cadere le mie convinzioni etero,
Pietro si dedicò adorante al mio pisellone. Lo carezzò e lo
baciò delicatamente. Assomigliava a sua madre nel modo in cui lo
slinguazzava. Probabilmente era stata la sua adorabile maestra.
Quel pompino non mi fece più sindacare sul fatto che fosse un
uomo a farmelo, e non una donna. Lasciai cadere tutte le mie
difese, tutte le mie inutili seghe mentali.
Gli effetti furono un veloce ingrossamento della cappella. Lui
la avviluppò lascivamente tra le labbra. Con la lingua ci girava
intorno facendomi inarcare la schiena dal piacere. La madre
intanto si era unta le dita delle mani con della vaselina che
aveva in un cassetto della specchiera.
Allargò le mie chiappe e mi infilò due dita contemporaneamente
nel buchetto. Come era già avvenuto in precedenza, provai
dapprima un leggero dolore, quasi subito rimpiazzato da un
piacere intenso.
Presi il ragazzo per la testa e lo spinsi sulla mia asta
turgida. Cominciai a scoparlo in bocca seguendo il ritmo delle
dita di Giulia. Quelle intanto erano diventate tre e spingevano
con foga.
- Guarda come siete carini - disse Giulia - mi fate arrapare. E
tu mio bel porcellone, che ne dici del fatto che ti sto
allargando il culo? Non mi avevi detto di essere una troietta.
Ma non ti preoccupare, così mi piaci di più e ti assicuro che
faremo tanti bei giochini insieme.- disse ancora rivolgendosi al
sottoscritto.
- Guarda che è la prima volta che mi succede.- replicai tra un
gemito e l'altro - E' solo per te che lo faccio, mia ottima
maestra. Sei tanto porca da scatenare questa mia libidine. Anzi
finiamo questa cosa a letto.-
Accettarono di buon grado. Tornammo in camera da letto. Seduto
sul letto Pietro riprese a leccarmi la cappella.
- Quant'è grosso, sei proprio uno stallone da monta - disse poco
prima di succhiare il glande congesto, - mi piacerebbe
tantissimo prenderlo tutto tutto dentro il culo.-
- Ottima idea. Ancora un attimo e sarai servito, mio bel
ricchione.- Ma per un po' lo lasciai proseguire in quel
fantastico pompino.
- E' proprio vero che che le checche sanno far godere un uomo
quasi meglio delle femmine. Vediamo se il tuo culo è largo come
la bocca.- dissi facendolo posizionare alla pecorina sul letto.
Mi inginocchiai e gli appoggiai il cazzo sul suo ano. Non mi
aspettavo certo che fosse vergine ma chiesi comunque alla madre
della vaselina. Lei ne prese un po' da un barattolo nel suo
comodino e lo usò, lubrificando sia il mio arnese sia il
pertugio del figlio. Questi dimostrò di gradire la presenza del
mio birillo spingendo le natiche in direzione del mio pube. Non
ci fu alcuna difficoltà ad entrare.
- Lo sapevo che eri un rott'inculo! Adesso prendilo tutto dentro
e fammi godere, puttana.- e cominciai a stantuffare su e giù,
cominciando a sentire un fremito di piacere partirmi dal basso
ventre.
Per di più sentii sua madre ungermi e titillare il culetto.
Pensai che volesse fare come prima perciò allargai le cosce per
facilitare il massaggio.
Invece sentii la donna afferrami per i fianchi ed avvicinarsi
al mio fondo schiena. Qualcosa di affusolato, ma rigido e
grosso, mi entrò dentro in un solo affondo.
Non me lo aspettavo, e così urlai per il dolore e per la
sorpresa. Era un dildo di diciotto cm. che la puttanaccia aveva
nel cassetto.
Lo aveva indossato e usato per il gusto di sverginarmi. Il
dolore lasciò il posto al bruciore molto lentamente, mentre lei
continuava a muoversi con impeto violento. Ci diede dentro come
per umiliarmi o per vendicare le offese da me indirizzate al
figlio frocio. O forse, più semplicemente, le piaceva farlo.
Per favorire lo scorrimento del fallo di lattice, mi piegai in
avanti abbracciando, sempre da dietro, il ragazzo. Pian pianino
mentre lo scopavo, con le mani esplorai il suo petto. Era
liscio, con una rada peluria, e i suoi piccoli capezzoli erano
durissimi. Mi piacque pizzicarli e strizzarli ben bene. Lui
gemeva per il piacere in perfetta sincronia con i colpi del mio
cazzo. Allungai una mano verso il suo e lo accarezzai segandolo.
Lo scappellai e seguii il filetto con due dita, poi ripresi il
segone.
- Come sei bravo, siii mi piaceeee. Si fammi una sega, porco e
spaccami il culo, così siiii. -
La sua incitazione ebbe effetto perché arrapato al massimo,
ampliai i miei movimenti di bacino. L'orgasmo stava per
arrivare, e non avvertivo più dolore nell'ano, e ne feci
partecipi i miei due amanti.
- Sii, sto per godere, si che bello. Giulia continua e non ti
fermare, scopami il culo mentre sborro dentro tuo figlio, Ahhh.-
Con le mani abbandonai il pene del giovane per aggrapparmi ai
suoi fianchi. Spinsi il mio attrezzo in fondo e mi abbandonai al
coito. Non so dire se avevo goduto di cazzo, di culo o per
entrambi. So solo che fu bellissimo.
La donna non smise di muoversi dentro di me ed io ebbi forse
l'orgasmo più lungo della mia vita. Gli addominali tesi fino
allo spasmo cominciarono a dolermi. Dovetti staccarmi dal
frocetto ed accasciarmi supino sul lenzuolo. Giulia si gettò sul
mio petto e, dicendomi tante dolci paroline, mi coccolò.
Pietro però non era ancora venuto e così si avvicino dicendo -
così non vale, a me chi pensa?-
Mi sembrò naturale, visto che stava guardando me, ricambiare le
dolci attenzioni che mi aveva rivolto fino a quel momento.
Sicuramente lo aveva sognato da quando mi aveva visto a nel
letto di sua madre.
Con una mano gli afferrai il cazzo e ricominciai a segarlo. Lui
gradì moltissimo ed ancor di più quando lo tirai verso la mia
bocca. Ormai mi stavo immedesimando nella parte del ricchione.
Mi sdraiai supino. Lo feci inginocchiare sul mio petto e con la
lingua esplorai tutta la superficie del suo pene.
Sorprendentemente lo trovai buono. Le goccioline di liquido che
ne uscivano erano dolciastre. Le assaporai risucchiandole con la
bocca chiusa sul glande.
Fui bravo e Pietro apprezzò moltissimo - sei carino come succhia
cazzi, mi stai facendo godere. Mamma dove hai trovato questo
porcellino, al gay pride? E' una pompa da sballo! E tu continua
a succhiare , porco di un frocio. Dai che ti piace.-
Era vero, mi piaceva.
Ero un ricchione? Non credo. Mi definirei piuttosto un bisex.
Sta di fatto che da quel giorno, pur preferendo le donne, ho
imparato a far godere anche gli uomini. Come successe a Pietro,
che urlando mi sborrò in bocca.
Ora, non capisco le lamentele di alcune donne che non lo
vogliono fare. Avendolo provato dico che non c'è nulla di brutto
nell'assaporare lo sperma ed ingoiarlo.
Inoltre è una pratica che unisce molto più di una scopata.
La donna si dedica, senza limiti, al piacere del partner, e
l'uomo sentendosi accettato fino in fondo, si sente più legato
alla donna.
Nel mio specifico caso, mi sentii amato da Giulia per essermi
donato sia a lei che al figlio. Mi sentii accettato da Pietro
perché ero di ampie vedute.
Mi sentii però, anche soffocare dallo sperma che mi arrivò con
tre potenti spruzzi in gola.
Ero ancora inesperto. E, come spesso accade agli imbranati, la
situazione peggiorò.
Riuscii a non vomitare e lasciai uscire il pene fuori dalla mia
bocca. Ma, mentre mi concentravo per ingoiare tutto lo sperma,
un ulteriore fiotto mi prese in pieno un occhio.
Ecco, questo lo sconsiglio a tutti. Perché al contrario di culo,
fica e bocca, lo sperma negli occhi dà molto fastidio.
- Cazzo! - esclamai buttando la testa all'indietro sul lenzuolo -
brucia. -
Mi accompagnarono in bagno dove mi lavai per dieci minuti
abbondanti, tra le mille scuse di Pietro. Quando ebbi finito,
tenendo una mano sull'occhio offeso, aprii quello buono e li
guardai in faccia facendo una faccia buffa da pirata monocolo.
Scoppiammo a ridere, concludendo in allegria una fantastica
giornata.
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