Quando Mara e Lucia si svegliarono il sole era già alto, la casa era
immersa nel silenzio, un occhiata alla sveglia fece capire a Mara che i
suoi genitori erano già usciti, le sembrò strano che suo padre fosse
uscito senza dire niente, si recò in cucina dove trovò un biglietto sul
tavolo, "non vi ho voluto svegliare, la mamma non si è accorta che tu e
Lucia eravate in casa. Ci vediamo stasera. Salutami tu Lucia".
Le venne da sorridere, era come quando era bambina.
Mara accese il fuoco sotto il caffè e iniziò a far scaldare del latte.
Un rumore alla sue spalle la fece girare, era Lucia che si era alzata e si
era recata in cucina, mara la guardò, indossava soltanto le mutandine, i
suoi seni ondeggiavano mentre lei camminava, si girò verso la finestra
della cucina per tirare le tendine, mentre le chiudeva le parve di vedere
un movimento nella casa di fronte, prestò più attenzione, ma niente si
muoveva, pensò di essersi sbagliata, e scrollò le spalle;
-Buongiorno, cosa vuoi caffè o latte?-
-Tutti e due, ho un mal di testa della madonna, ma come fa la gente a bere
la sera e poi alzarsi la mattina..., a me sono bastati due bicchieri e mi
sento la testa scoppiare...-
-Perché noi siamo due brave ragazze, magari un po puttanelle, ma non
siamo abituate a bere. Tieni...-
Mara porse una tazza fumante all'amica, che iniziò a sorseggiarla.
Rimasero in silenzio a lungo, ripensando a quello che era successo il
giorno prima, nessuna delle due parlava, quasi avessero timore di prendere
quell'argomento, forse si erano spinte troppo.
Lucia fini di bere e si recò in bagno per una doccia, Mara rimase ancora
in cucina, poi la raggiunse.
Quando arrivò Lucia si stava rivestendo, aveva indossato una gonna e la
maglietta, Mara stette un po' a guardarla, poi mentre Lucia prendeva la
borsa la busta con le banconote della sera prima cadde a terra, adesso era
difficile evitare l'argomento;
-Lucia... pensi che ieri abbiamo esagerato?-
-Forse, ci siamo comportate da vere troie, eppure devo dirti che non me
ne pento. Vittorio è stato molto gentile, deciso ma gentile, essere a sua
completa disposizione mi ha fatto sentire....-, Lucia rimase senza parole,
non riusciva a definire le sensazioni che aveva provato;
-Credo di capirti, anch'io non so dare una definizione a quello che ho
provato quando gli ho fatto un pompino nel parco. Ma ho l'impressione di
avere esagerato-
-In fin dei conti non abbiamo fatto niente di diverso di quello che
abbiamo fatto con tuo padre, o con quel tizio al mare...-
-Si, ma Vittorio era già convinto che eravamo due puttane, i soldi che ci
ha dato dimostrano quello che pensa di noi...-
-Lascia che pensi quello che vuole, siamo state noi a decidere di uscire
ieri, non lui- Lucia fece una pausa, -Magari abbiamo l'anima della puttana-
La battuta strappò una risata a Mara, in fondo aveva ragione Lucia,
nessuno le aveva costrette, avevano giocato per una sera, non era certo
una regola di vita.
Con un sorriso complice si divisero i soldi della busta, Lucia stava per
andare via, quando il campanello suonò, Mara andò ad aprire con curiosità,
non stava aspettando nessuno, e i suoi genitori avevano le chiavi;
-Un momento... sto arrivando...-
Quando aprì la porta rimase senza parole a fissare l'uomo che era alla
porta;
-Allora nipotina, hai intenzione di tenermi sulla porta o mi fai entrare?-
-Zio! Cosa fai qui? Mamma e papà lo sanno che dovevi arrivare? Entra!-
-Grazie Mara-, l'uomo era entrato, e subito aveva abbracciato Mara
sollevandola da terra, lei aveva ricambiato stringendolo con forza.
-Vieni zio, stavo facendo colazione, ti preparo qualcosa...-
Quando entrarono in cucina, Lucia Si alzò, sorpresa dall'apparizione
dell'uomo;
-Mara, non eri figlia unica? Mi sono perso qualcosa in questi anni?-
-Zio, ti presento la mia amica Lucia. Lucia, questo è Filippo, il
fratello di mio padre, per me lo zio Pippo. È una vita che non si faceva
vedere-
Gli occhi dell'uomo continuarono a posarsi sulla figura di Lucia, mentre
si sedeva al tavolo della cucina;
-Allora zio, come mai questa sorpresa, potevi anche telefonarmi, cattivone-
-Non sapevo neanch'io che dovevo venire da queste parti, la mia ditta mi
ha avvertito ieri sera che c'era da seguire un cliente importante da
queste parti e dovevo partire subito, sono appena arrivato, e devo andare
subito dal cliente. ho pensato di passare da qua per fare una doccia e
lasciare le valigie, pensavo di trovare tuo padre o tua madre-
-Li hai mancati, e anche di parecchio, mamma torna nel pomeriggio, mentre
papà torna stasera. se vuoi gli telefoniamo subito e li avverto che sei
qui..-
-No lascia perdere, li vedrò oggi pomeriggio quando passo a prendere le
va ligie, spero che tu ci sarai. intanto tieni questo...-
L'uomo porse un pacchetto a Mara che si affrettò ad aprirlo, per vederne
il contenuto;
-Un lettore mp3, grazie zione, sei il massimo-
-Un regalo per il tuo diploma dovevo fartelo, non credi. Adesso scusami,
ma faccio una doccia e scappo, se vuoi sdebitarti puoi farmi trovare un
caffè-
-Va bene zio-
Mentre l'uomo si faceva la doccia Lucia si congedò da Mara per recarsi a
casa, lo zio uscì di casa quasi subito e Mara rimase sola.
Mara si era addormentata, fu svegliata dalla madre che rientrava, subito
si alzò per comunicarle le novità, anche la madre fu sorpresa dell'arrivo
del cognato;
-Stavo appunto per chiederti di chi erano le valige che ho visto...-
-Mamma, lo zio perché non invitiamo lo zio a restare qua? Lui vuole andare
in albergo, ma penso che sarebbe carino se noi lo invitassimo...-
-Si, ci stavo pensando, vediamo cosa dice tuo padre, e soprattutto tuo
zio, non hai pensato che "l'albergo" potrebbe essere una amica?-
Mara rimase senza parole mentre osservava il sorriso malizioso della
madre, non aveva pensato che lo zio potesse avere una amica in città, per
lei era sempre stato lo zio che la faceva divertire e che le faceva i
regali, forse doveva cambiare ottica.
In realtà lo zio fu felicissimo di rimanere, Mara si diede da fare ad
aiutare la madre a preparare la stanza degli ospiti, da mezze frasi che
sentì mentre lo zio parlava con suo padre, e credevano che lei non ci
fosse, sembra che l'ultima storia dello zio fosse finita di recente, e
lui fosse in una fase da single.
La sera a cena Mara si presentò come al solito, senza fare caso allo
sguardo che lo zio le lanciò quando in entrò in soggiorno, ormai era
abituata a mettere piccoli completini striminziti che facevano la gioia
del suo papà, e inoltre permettevano al suo papà di toccarla nei momenti
che sua madre era impegnata non poteva vederla.
Non aveva pensato che quel giorno c'era un altro uomo in casa, i
pantaloncini che indossava fasciavano perfettamente il suo culetto,
permettendo di seguire anche il rilievo del piccolo perizoma che
indossava, mentre i capezzoli tendevano il tessuto di una striminzita
maglietta, che lasciava indovinare che non aveva il reggiseno, il tutto
mentre camminava a piedi nudi, aveva preso l'abitudine di solleticare il
cazzo del suo paparino durante la cena per sentirlo diventare duro,
dapprima suo padre aveva cercato di farla smettere, ma adesso era
diventato un loro gioco segreto, e non di rado lui slacciava i pantaloni
lasciando che il piede potesse sfiorare il cazzo che diventava duro.
La cena fu molto allegra, ma Mara fu delusa dal fatto di non poter giocare
con suo padre, già quella sera non sarebbe riuscita a far l'amore con lui,
avrebbe dovuto contentarsi di ripensare alla sera prima.
Quando la cena finì, i suoi genitori rimasero a parlare con suo zio,
mentre Mara sentiva la stanchezza chiuderle le palpebre, decise quindi di
andare a letto, salutò tutti e andò in camera sua, lasciando la porta
semiaperta come sempre, perché suo padre potesse sbirciare dentro se
passava, mentre si addormentava, la sua mano iniziò a carezzarsi in mezzo
alle gambe, e il suo ultimo pensiero fu che era un peccato che Lucia non
fosse lì con lei.
Durante la notte lo zio di Mara non riusciva a prendere sonno, il
cambiamento di abitudini gli aveva fatto venire una leggera insonnia, il
fratello e la cognata erano già andati a letto, e adesso era nel letto a
rigirarsi, decise di alzarsi a prendere un bicchiere d'acqua, magari poi
avrebbe dormito.
mentre ritornava nella sua stanza notò la luce che usciva dalla stanza di
Mara, incuriosito si avvicinò, magari la nipote era sveglia e avrebbero
scambiato due parole, magari sulla sua amica Lucia, veramente una ragazza
notevole..., ma quando si affacciò alla porta vide che dormiva.
Avrebbe dovuto andarsene, ma era impreparato a quello che stava vedendo,
Lucia a cui aveva pensato, venne eclissata da quello che vedeva.
Mara si era addormentata con la mano in mezzo alle gambe, e anche nel
sonno non l'aveva tolta, il lenzuolo era arrotolato ai piedi del letto
lasciandola scoperta, l corta maglietta che indossava si era sollevata,
lasciando intravedere il seno, mentre si alzava ritmicamente, le gambe
nude lasciavano appena vedere il piccolo slip bianco che indossava, la
tenue luce del comodino rendeva ancora più morbide le sue forme.
Lo zio si ritrovò a pensare che la nipotina che conosceva era ormai
sparita, davanti a lui c'era una giovane donna, per giunta molto sexy.
Mentre il suo sguardo indugiava sulla nipote sentì prepotente un erezione,
un senso di disagio si impadronì di lui, non doveva avere certi pensieri
con lei, ma gli occhi continuavano a indugiare sul copro seminudo sdraiato
davanti a lui, l'erezione che sentiva adesso era quasi dolorosa, la bocca
si era fatta secca, senza accorgersene aveva mosso un passo dentro la
stanza, quando se ne rese conto, sembrò quasi risvegliarsi, uscì dalla
stanza e dovette recarsi in bagno per sfogarsi con una sega, mentre qual
corpo in penombra continuava a ritornargli in mente.
Il giorno dopo lo zio uscì prima che Mara si svegliasse, si sentiva in
colpa per quello che aveva fatto durante la notte, e inoltre, ogni volta
che la guardava, la sua mente la rivedeva quasi nuda sdraiata sul suo
letto.
La sera Mara non si accorse del turbamento dello zio, che cercava di
guardarla senza che lei se ne accorgesse, come sempre era presa dal
gioco di carezze e palpatine , che già da tempo conduceva con suo padre,
ed era occupata a che sua madre non notasse i loro atteggiamenti troppo
spinti.
Non si accorse che anche quella notte lo zio venne a spiarla mentre
dormiva, sempre combattuto tra l'eccitazione che gli dava quel corpo
seminudo che si offriva alla sua vista, e il buon senso che cercava di
fargli capire che quella era la figlia di suo fratello.
Ma ogni sera si spingeva sempre più dentro nella stanza di Mara, il fatto
che lei non si svegliasse gli faceva acquisire sicurezza, ormai dopo
neanche una settimana era quasi diventato un rito per l'uomo masturbarsi
dopo aver spiato la nipote.
Quella sera Mara era molto più eccitante del solito, aveva avuto un fugace
rapporto con il padre prima di andare a letto, e non si era rivestita più
di tanto, si era addormentata con i capelli ancora legati, e mentre
dormiva il viso era ancora più malizioso con la sua aria di finta
innocenza, la canottiera che indossava era larga, e aveva fatto scivolare
fuori uno dei suoi seni, che faceva capolino nella penombra della stanza,
mentre solo un minuscolo slip bianco copriva la sua fichetta ancora
depilata, il tessuto fasciava perfettamente le labbra della suo sesso,
quasi a sottolinearne la forma.
Quella sera lo zio Filippo, era particolarmente eccitato, l'atteggiamento
di Mara che per tutta la sera si era esibita davanti a lui lo aveva spinto
fin quasi al parossismo, più volte durante la serata aveva avuto l'impulso
di allungare una mano a toccare quel frutto proibito, e solo con notevole
sforzo si era trattenuto, non vedeva l'ora che la nipotina andasse a
dormire per poterla ammirare, e adesso era lì, seminuda davanti a lui.
L'eccitazione che provava lo spinse ad osare più di quanto avrebbe voluto,
mentre osservava le forme morbide adagiate sul letto, la sua mano si
infilò negli slip iniziando a carezzarsi il cazzo già duro, continuò a
muovere lenta la sua mano mentre sentiva il sangue pulsargli nella testa,
il fatto che Mara non si svegliasse lo rese ancora più audace.
Incurante del fatto che il fratello e la cognata potessero coglierlo in
flagrante, tirò fuori la sua asta iniziando a muovere la sua mano sempre
più veloce sull'asta, adesso non gli importava più che potesse essere
colto sul fatto, con la mano libera scese a carezzare la gamba di Mara,
lei non si svegliò, nel sonno ancora ricordava le carezze ricevute poco
prima dal padre, e rispose con un mugolio di piacere, mentre la sua mano
andava a carezzarsi in mezzo alle gambe.
Fu troppo per lo zio, prima che potesse fermarsi un getto caldo uscì dal
cazzo duro andando a colpire il piedini di Mara, lei non si svegliò,
continuando a sognare emise nuovamente un gemito, e contorcendosi
leggermente.
Lo zio rimase un attimo immobile, lo sguardo annebbiato, adesso che
l'eccitazione stava scemando si stava rendendo conto di cosa aveva
combinato, maldestramente cercò di ripulire i piedi e le gambe di Mara,
ma quest'ultima si mosse nel sonno, e lo costrinse ad allontanarsi, per
paura che si svegliasse.
L'uomo trascorse il resto della notte travolto dai sensi di colpa, e prese
la decisione di andare a stare in albergo, ma non sapeva come avrebbe
reagito la nipote la mattina quando si sarebbe svegliata e si sarebbe
trovata sporca di sperma.
Quando Mara si svegliò sentì lo sperma che si era asciugato, sulle gambe e
sui piedi, il suo pensiero andò al suo papà, pensando che fosse venuto da
lei durante la notte, il pensiero che fosse stato lo zio non la sfiorò
neanche, quando si alzò per fare colazione vide che erano tutti usciti, e
chiamò la sua amica del cuore;
-Ciao Lucia, cosa fai oggi?-
-Non lo so...-
-Ci vediamo stamattina? potremmo andare un po' in giro-
-Non sarebbe male, ma dimmi, Marco come sta?-
-Papà? bene, perché?
-E da quando siamo uscite insieme che non lo vedo, un po' mi manca...-
-Ideona, ti va che andiamo a trovarlo in ufficio e gli facciamo una
sorpresa?-
-Veramente..., a te dispiace se ci vado da sola? E da molto che non lo
vedo da sola..., ma se ti da fastidio non ci vado...-
Il tono di Lucia era sulla difensiva, temeva di aver offeso l'amica, e il
lungo istante di silenzio che seguì sembrò darle ragione.
Sul momento Mara effettivamente ci era rimasta male, ma dopo aveva pensato
che lei poteva averlo tutti i giorni, mentre Lucia doveva accontentarsi di
attimi fugaci, sarebbe stato carino da parte sua non opporsi;
-Va bene, Ma a patto che mi racconti tutto, mi fa eccitare sentirti quando
mi racconti come scopi. Buon divertimento porcellina...-
-Grazie, sei un vero tesoro, spero di poterti ricambiare il favore...-
Era ancora presto, Lucia aveva tutto il tempo per prepararsi con calma,
dopo aver fatto una doccia scelse cosa indossare, non ci pensò molto, il
reggiseno bianco che indossò conteneva il suo seno generoso facendolo
sembrare ancora più abbondante, a questo accoppiò uno slip bianco.
Non scelse niente di particolarmente ricercato, indossò una semplice
minigonna blu, e una camicetta bianca, il tessuto si tese sulle sue curve,
in un effetto particolarmente eccitante, indossò i sandali con il tacco,
per far slanciare le gambe, e si guardò allo specchio, passò la spazzola
sui capelli, lasciando che cadessero liberi sulle spalle, un filo di
rossetto carminio accentuò ancora di più le sue labbra.
Quando finì si guardò nuovamente allo specchio, perfetto pensò, a Marco
piacerà senz'altro.
Detto questo si avviò verso l'ufficio di Marco.
Quando arrivò presso l'ufficio del padre di Mara, era quasi mezzogiorno,
attese qualche minuto finché vide uscire la segretaria, adesso era sicura
di trovarlo da solo, si diresse quindi con passo deciso verso il suo
ufficio.
Quando arrivò davanti la porta si ricordò di cosa era successo l'ultima
volta che lei e Mara avevano fatto una di queste "improvvisate", si fece
quindi più cauta.
Aprì la porta cercando di non fare rumore, e si avvicinò all'uffici e
sbirciò dentro con attenzione, era fortunata, Marco era seduto alla
scrivania, e nessuno era con lui, allora si decise ad entrare;
-Buon giorno, si ricorda di me?-
-Lucia... c'è anche Mara?-
-No sono da sola, ti dispiace?-
Lucia si era avvicinata alla scrivania dell'uomo, la sua mano aveva
slacciato i bottoni della camicetta, e adesso il suo seno, coperto dal
leggero tessuto, era in bella mostra, si sedette sul bordo della scrivania
accavallando le gambe, e rimase a fissarlo;
-Dispiacermi... non scherzare. Solo che ultimamente sembrate diventate
inseparabili, devo dire che non vi riconosco più...-
-Avevo voglia di vederti da sola, e da un po' che non ci vediamo, e voglio
recuperare...-
Lucia si era stesa sulla scrivania, adesso il suo volto era davanti a
quello di Marco, socchiuse gli occhi e si passò la punta della lingua
sulle labbra, in un sensuale invito, l'uomo non si fece certo pregare, le
sue labbra iniziarono a giocare con quelle di Lucia, mentre le loro lingue
si toccavano fugacemente.
Lucia scavalcò con le gambe la scrivania sedendosi in braccio al suo
amante, le loro bocche si unirono in un bacio frenetico, intrecciandosi e
rincorrendosi nelle loro bocche, Le mani di Lucia frugavano il corpo
dell'uomo slacciando i bottoni della camicia.
La ragazza era preda dell'eccitazione, lasciò la bocca dell'uomo, che
quasi fu sorpreso, scivolando in ginocchio davanti a lui, con movimenti
veloci slacciò i pantaloni dell'uomo tirando fuori il suo cazzo, che già
iniziava a ingrossarsi, i suoi occhi neri cercarono quelli di Marco, prima
di iniziare a leccarlo piano, partiva dalla base fermandasi a giocare
sulla punta con la lingua, e nel frattempo cercava sempre lo sguardo
eccitato dell'uomo.
Fu quando lasciò che il cazzo ormai duro le entrasse nella bocca, che
vennero interrotti, Filippo, il fratello di Marco era appena entrato
nell'ufficio.
Filippo era uscito presto quella mattina, non aveva dormito pensando a
quanto era successo quella notte, si sentiva ossessionato dalla nipote, e
considerava spregevole quello che aveva fatto, ci aveva rimuginato tutta
la mattina, se quella sera fosse tornato a casa del fratello, la motte
sarebbe andato nuovamente a spiare la nipote, era una cosa che sentiva,
meglio che si cercasse un altra sistemazione, prima che succedesse quello
che lui credeva l'irreparabile.
Presa la decisione di trovare un altra sistemazione, aveva deciso di
parlarne al fratello, aveva qualche ora libera durante la pausa pranzo e
aveva deciso di andarlo a trovare in ufficio dove avrebbero potuto parlare
tranquilli.
Quando arrivò l'ufficio era vuoto, quindi poté entrare senza problemi, la
porta dell'ufficio era aperta, ma quando si affacciò non era preparato
allo spettacolo che vide, il fratello era abbandonato sulla poltrona,
mentre una testa con capelli corvini si muoveva in mezzo alle sue gambe in
modo inequivocabile, si sarebbe ritirato in silenzio se il fratello non
avesse cacciato un urlo di sorpresa vedendolo.
-Scusate, on volevo essere invadente...-
Filippo avrebbe voluto dire altro, ma nel mentre Lucia si era girata, e
adesso che vedeva l'amica della nipote, la trovava ancora più eccitante di
quando l'aveva vista la prima volta, per un istante si sentì invadere
dalla gelosia nei confronti del fratello, aveva già una bella moglie, e
come amante una ragazza dell'età della figlia, pensò che non era giusto,
ma rimase immobile.
-Filippo, non è come sembra...-
Originale come frase pensò Lucia, era quello che aveva detto lei quando
Mara l'aveva beccata con Marco, a Lucia tornò in mente come un flash,
quello che le aveva raccontato Mara sul rapporto a tre avuto con Marco e
Franco al convegno, lei era già molto eccitata, l'idea di farsi Marco e
suo fratello, era seconda sollo alla sua voglia di provare le sensazioni
descritte dall'amica le fecero decidere di prendere l'iniziativa.
Lucia si alzò dirigendosi verso Filippo, i capelli leggermente arruffati,
il rossetto un po' sbavato, e gli occhi lucidi dall'eccitazione, la
camicetta aperta mostrava il seno prosperoso ancora trattenuto dal
tessuto, Filippo pensò che era ancora più eccitante dell'immagine della
nipote che spiava la notte.
-Non vorresti farci compagnia anche tu...-
Il tono era caldo e invitante, mentre le mani di Lucia si posavano sulle
spalle dell'uomo, tirandolo leggermente verso di se, Filippo cercò lo
sguardo del fratello, in una muta domanda sul da farsi, ma Lucia gli
piazzò i suoi occhioni lucidi davanti, facendogli perdere il contatto con
la realtà.
Quasi non si accorse che le labbra di Lucia aveva sfiorato le sue,
dischiuse la bocca lasciando che lei andasse a cercare la sua lingua, il
contatto di quel bacio gli fece avere una erezione istantanea, sentiva la
lingua della ragazza morbida e dolce nella sua bocca, si abbandonò mentre
Lucia lo stringeva a se, le ultime remore svanirono come neve al sole.
Non si accorse neanche che Marco era arrivato accanto a loro, e stava
sfilando la camicetta di Lucia, quando slaccio il reggiseno, Filippo vide
i capezzoli turgidi puntare verso di lui, appena un attimo prima che la
bocca di Marco andasse a succhiarne un con voluttà.
Quasi riprendendosi, anche la sua bocca scese a cercare l'altro capezzolo
succhiandolo golosamente.
Mentre i due uomini succhiavano i suoi seni, le braccia di Lucia scesero
ad abbracciare le due teste stringendole a se.
Lucia stette qualche minuto a sentire le lingue dei due uomini che
percorrevano il suo seno, sussultando ogni volta che le loro bocche si
stringevano attorno all'areola del capezzolo succhiando, poi piano si
lasciò scivolare tra loro due, le sue mani fecero uscire dai pantaloni i
loro cazzi già duri, li strinse piano nelle mani, erano duri e caldi al
tatto, mentre iniziava a muovere le mani carezzandoli, la sua bocca iniziò
a dare piccoli baci sulla punta dei due cazzi.
Lucia sentiva le due aste dure sussultare sotto il tocco delle sue labbra,
iniziò a leccarli golosamente, mentre sentiva i due uomini gemere di
piacere, quando li fece entrare nella sua bocca poteva sentirli mentre
fremevano per l'eccitazione, mentre continuava a succhiare Lucia sentiva
la sua fica bagnarsi ancora di più, le mutandine che ancora indossava
erano adesso quasi zuppe.
I due uomini la sollevarono, e Lucia si trovo seduta sul divanetto che si
trovava nella stanza, la sua bocca fu nuovamente occupata dal cazzo di
Filippo, mentre Marco scese tra le sue cosce iniziando a leccare la sua
fessura bagnata, ad ogni passaggio della sua lingua Lucia senti come una
scossa percorrerle il basso ventre, e serrava le labbra attorno al cazzo
che succhiava facendo sussultare l'uomo.
Lucia sentiva il calore dell'eccitazione spandersi dentro la sua vagina,
sentiva l'orgasmo che si avvicinava, cercò di stringere le gambe attorno
al corpo di Marco, ma lui si tolse, lei lo guardò con aria interrogativa,
sentiva la vagina contrarsi, voleva godere.
Lucia Urlò di piacere quando Marco affondò il cazzo duro dentro la sua
fica, le sembrava che un palo rovente le entrasse dentro, bastarono pochi
colpi, e l'orgasmo esplose nel corpo di Lucia facendola mugolare, avrebbe
voluto gridare, ma il cazzo di Filippo le occupava la bocca,
impedendoglielo, il suo corpo si agitò mentre Marco continuava ad
affondare dentro di lei sempre più velocemente, il piacere che provava
veniva amplificato da ogni colpo ricevuto.
I due uomini continuarono ad alternarsi dentro di lei, Lucia perse il
conto di quante volte si fossero scambiati di posto, alternandosi dentro
di lei, sentiva il suo corpo percorso da un unico piacere.
Lucia si era ritrovata a cavalcioni sul cazzo di Marco, mentre si la
sciava cadere sul cazzo di peso, per sentirlo ancora di più senti Filippo
che la spingeva in avanti, mentre con l'altra mano scendeva a carezzare il
suo buchino, Lucia capì cosa aveva in mente, fu come essere percorsa da
una scossa elettrica ulteriore, accentuò il movimento sul cazzo che la
impalava, mentre il dito dell'uomo si intrufolava nel suo buchino
iniziando un lento ditalino, Lucia dimenava il bacino cercando di sentirlo
ancora di più.
Un brivido di paura la colse quando Filippo tolse il dito e appoggiò il
cazzo duro sul suo culetto iniziando a spingere, ma fu solo un attimo,
fermò la sua cavalcata cercando di rilassarsi per favorire la sua
penetrazione, quando lo senti entrare dentro di lei le sembrò di essere
completamente riempita, il suo primo impulso fu di chiedere che si
togliesse, ma la bocca di Marco aveva occupata la sua in un bacio
profondo, Filippo spinse riempiendola, poi si fermò per farla abituare,
Lucia faticava anche a respirare, si sentiva il corpo completamente
riempito, quando i due uomini iniziarono a muoversi ebbe l'impressione che
l'aria le mancasse, ad ogni affondo sentiva il calore dei due cazzi che si
facevano strada dentro di lei bruciandole dentro.
A Lucia bastò poco, e senti un ultimo orgasmo montarle dentro, il suo
corpo si accasciò su quello di Marco, sentiva i due cazzi continuare a
muoversi dentro di lei, pensava che avrebbero continuato all'infinito,
quando un getto caldo la invase, i due uomini si contrassero, Lucia non
capì chi se ne era venuto prima, continuò a stare inerme su Marco per un
tempo che le parve lunghissimo, finché si lasciò andare sul divanetto.
Lucia sentiva i suo orifizi palpitare, si sentiva anche dolorante, cercò
di alzarsi mentre il liquido caldo le colava sulle cosce, aspettò ancora
qualche minuto prima di alzarsi, e si diresse verso il bagno, "fortuna che
c'è una doccia" pensò, mentre lasciava che l'acqua la ritemprasse sentì i
due fratelli che parlavano, ma il rumore le impedì di capire cosa si
stessero dicendo, quando uscì Filippo era già andato via, Saluto Marco
con un caloroso bacio e si avviò verso casa.
Filippo aveva approfittato del fatto che Lucia era in bagno per dire al
fratello che forse era meglio che lui andasse in albergo, ma, senza che
potesse dirgli il reale motivo, le sue argomentazioni furono molto deboli,
e quindi dovette rinunciare.
Avrebbe voluto aspettare Lucia per salutarla, quella ragazza era veramente
notevole, in coppia con la nipote erano qualcosa di devastante, il
pensiero di Lucia nuda con Mara si affacciò alla sua mente, ma si sentì
un pervertito e la scacciò, preferì concentrarsi su come affrontare la
nipote quella sera.
Nel primo pomeriggio Lucia si recò da Mara, la trovò che la spettava con
impazienza, prima che la madre potesse dire qualcosa, la trascinò nella
sua stanza per farsi raccontare tutto.
-Allora, come è andata?-
Per un momento Lucia fu incerta se dirle che c'era stato anche lo zio, poi
decise che si doveva dirglielo, poteva saperlo da Marco, e allora
avrebbero potuto litigare.
Così iniziò a raccontarle tutto;
-Come ti sei fatta zio Pippo?-
-é venuto a trovare tuo padre e mi ha trovato che gli facevo un pompino,
mi sono ricordata di come hai fatto con Franco, e ne ho approfittato...-
Mara rimase interdetta per un attimo, indecisa se prendersela o meno, ma
fissando gli occhi di Lucia capì che lei avrebbe fatto la stessa cosa;
-E vero... dai continua... voglio sapere tutto...-
Rinfrancata Lucia continuò a raccontarle cosa avevano fatto in tre
nell'ufficio, Mara la ascoltò con avidità fino alla fine, mentre ascoltava
le parole dell'amica sentiva l'eccitazione montarle dentro, la sua mano
andò in mezzo alle gambe e iniziò a carezzarsi, le sembrava di essere
anche lei lì con loro, Lucia vide la sua eccitazione e mentre continuava a
raccontare iniziò a carezzarla su tutto il corpo, quando le disse
dell'orgasmo provato , anche Mara se ne venne, come fosse stata lei a
vivere quella avventura.
Quando Lucia finì la narrazione, rimasero in silenzio appoggiate sul
letto, come se stessero ancora assaporando le sensazioni provate, alla
fine fu Mara a rompere il silenzio, cambiando argomento;
-Lucia, adesso che abbiamo preso il diploma, hai pensato a dove vorresti
iscriverti? Io non ho ancora deciso, ma prima che finiscano le vacanze
voglio prendere una decisione...-
-Non credo che mi iscriverò all'università...-
-Cosa! Ma .. perché? I tuoi voti sono sempre stati migliori dei miei...
potresti prendere qualunque facoltà....-
-Forse. Ma non ho ancora deciso cosa voglio fare, e non mi va di perdere
tempo ciondolando tra gli studenti. Mi prenderò un anno di tempo, e poi
deciderò, intanto voglio cercarmi un lavoro, non voglio stare con le mani
in mano...-
-I tuoi come hanno preso questa decisione?-
-Non glielo ancora detto, loro sono convinti che continuerò gli studi, e
li continuerò, ma non adesso-
-Accidenti, io credevo che saremmo state assieme, invece avremo poche
occasioni di vederci-
-Adesso non essere esagerata, non ho mica detto che emigro, restò sempre
qui in città, o tu vuoi iscriverti lontano?-
-No, mi iscriverò in città. Hai già un idea di che lavoro vuoi fare?-
-Quello che trovo, non ho neanche vent'anni, e nessuna esperienza, spero
di riuscire a trovare qualcosa a breve, volevo iniziare a girare la
prossima settimana, diciamo che questa è la mia ultima settimana di
vacanza...-
-Perché non chiedi a mio padre se qualcuno di quelli che conosce ti può
aiutare?-
-No, preferisco cercare per conto mio, prima o poi dovrò imparare a
cavarmela da sola, e allora perché non cominciare adesso-
-Spero solo che questo non ci faccia allontanare, mi dispiacerebbe.-
Mara sentì Lucia pochissimo nella settimana successiva, non avevano ancora
avuto modo di parlare, nei rari momenti in cui si erano sentite Lucia era
sempre indaffarata a cercare un lavoro, era incredibile il numero di
colloqui che aveva già sostenuto, anche se nessuno le aveva dato troppe
speranze, ogni volta la sentiva sempre più giù, e non sapeva come fare a
tirarla su di morale.
Un pomeriggio Mara sentì suonare alla porta, era sola in casa, i suoi
genitori e lo zio erano al lavoro, e lei non aspettava nessuno, andò alla
porta con curiosità, era vestita solo con una maglietta e gli slip, lottò
con la vestaglia mentre si avvicinava alla porta, rimase piacevolmente
sorpresa quando sentì la voce di Lucia.
-Ciao, che sorpresa, come va?-
Il volto di Lucia era raggiante, mentre entrava le stampò un bacio sulle
labbra tirandola dentro, senza quasi darle il tempo di chiudere la porta.
-Vieni, ho delle novità...-
Lucia trascinò Mara fino alla sua stanza, adesso Mara era incuriosita
dalla insolita eccitazione dell'amica, ma appena entrate Lucia rimase in
silenzio, quasi a far salire la tensione, alla fine Mara sbottò;
-Allora? Cosa è successo?-
-Ho trovato lavoro...-
-Ma dai, dimmi tutto, di che si tratta?-
-Non è niente di eccezionale, ma l'ho trovata da sola, aprono un nuovo
negozio di abbigliamento, ero entrata a lasciare un curriculum, anche se
devo dirti che non nutrivo molte speranza, invece cercavano una commessa
giovane, che sapesse trattare con le adolescenti, ci sono altre due
commesse, e io sono solo l'ultima arrivata, ma non mi lamento, inizio
domani, prepareremo il negozio per l'apertura che sarà la prossima
settimana, allora che te ne pare?-
-Sono contenta per te, ma adesso ci vedremo meno, e questo mi dispiace,
comunque domani ti accompagno, voglio vedere dov'è il negozio-
Il giorno dopo le due ragazze erano davanti alla saracinesca abbassata del
negozio, erano abbastanza in anticipo, visto che Lucia era impaziente di
arrivare, aspettarono finché arrivò la persona che doveva aprire, e dopo
dovettero separarsi.
Per tutta la settimana seguente le ragazze si sentirono solo per qualche
minuto, Lucia era presa dal suo lavoro, e non aveva molto tempo libero,
Mara si consolò con il suo papà che aveva tutto per se, infatti anche lui
non aveva visto Lucia.
Fu la domenica sera che un eccitata Lucia si presentò a casa di Mara,
avevano appena finito di cenare, dopo un frettoloso saluto ai genitori di
Mara ,e due ragazze si chiusero in camera.
-Che ti è successo? mi sembri particolarmente su di giri-
-E ne ho ragione, ti ricordi che ti avevo parlato del contabile del
negozio?-
-Se non sbaglio mi hai detto che si trattava di un bell'uomo.... non mi
dire che...-
-Già, proprio oggi-
-Dai racconta-
-Eravamo in negozio per gli ultimi ritocchi, domani apriamo. A proposito,
non mancare all'inaugurazione. Ti dicevo che stavamo dando gli ultimi
ritocchi, nel pomeriggio era venuto anche il signor Mario il contabile,
doveva lasciare i registri e controllare che tutto fosse a posto.
Avevamo quasi finito, mancava soltanto da sistemare gli ultimi due
scaffali, mezzora al massimo, fu allora che hanno telefonato a una delle
ragazze, doveva ritornare subito a casa, e siccome erano venute con la
stesa auto, mi hanno chiesto se potevo finire da sola, a chiudere ci
avrebbe pensato il contabile,.
Io ho detto che non c'era problema, quindi sono andate via, e io ho
continuato a sistemare, stavo sistemando le ultime cose su uno scaffale in
alto, e non i ero accorta che Mario, il contabile, mi stava osservando da
dietro la porta.
Io indossavo la mini rossa con la maglietta corta che avevo messo quando
eravamo assieme al mare, anche se non ero salita di molto, da dove era lui
doveva vedere perfettamente le mie mutandine che facevano capolino ad ogni
movimento.
Avevo finito quando mi accorsi di lui, per la sorpresa persi l'equilibrio
e sono caduta, facendomi male alla gamba.
Lui accorse subito per aiutarmi ad alzarmi, nell'appoggiarmi a lui mi
colpì l'odore del suo profumo, un misto di sandalo e muschio, fu molto
premuroso;
-Ti sei fatta male?-
Stavo per dire che era tutto a posto, ma mi piaceva il modo in cui mi
stringeva, quindi feci la faccia sofferente;
-La gamba, mi fa male...-
-Vieni siediti...-
Mi fece sedere e si chinò davanti a me prendendomi la gamba per
controllarla, controllò che non mi fossi fatta niente muovendo piano la
gamba, nel mentre alzò gli occhi verso di me, non so se fu per che leggeva
l'eccitazione nei miei occhi, o perché gli offrivo una panoramica delle
mie mutandine, ma il modo in cui mi toccava diventò molto più delicato;
-Fa male se tocco qui?-
la sua mano era già salita oltre il ginocchio, li non potevo certo aver
sbattuto, mi stavo bagnando come una maialina;
-No, li no-
La mia voce suonava eccitata perfino a me, lui continuò a muovere la mano
in una lenta carezza, senti che le sue dita sfioravano il tessuto delle
mie mutandine, senza pensarci allargai le gambe perché potesse toccarle
meglio.
Si accorse che ero bagnata, i nostri occhi si incrociarono nuovamente, io
strinsi le labbra in una smorfia di eccitazione, delicatamente scostò il
tessuto iniziando a passare un dito lungo tutta la mia fessura, sentivo il
suo dito scorrere sulla pelle, e avevo l'impressione di essere zuppa.
continuò per qualche minuto a carezzarmi, mentre io godevo delle sue
carezze, poi avvicinò il viso in mezzo alle mie gambe, mi abbandonai
completamente sulla sedia, volevo sentire la sua bocca sulla mia fichetta.
lui sfilò le mie mutandine, rimanendo un attimo ad ammirare la mia
fichetta ancora depilata dal nostro fine settimana, poi sentii la sua
lingua iniziare a carezzarmi dolcemente su tutta la fichetta, il bastardo
evitava di toccarmi il clitoride, facendo aumentare il mio desiderio, poi
mentre stavo gemendo sentii che stringeva il clitoride tra le labbra
succhiando forte.
In quel momento mi sembrò di ricevere una frustata, me ne venni nella sua
bocca macchiandogli la camicia, dopo qualche istante si staccò da me, io
ansimavo sulla sedia, mi accorsi che lui era accanto a me, il suo cazzo
duro era davanti alla mia bocca, io non dovetti fare niente, fece tutto
lui.
Iniziò strofinando il glande sule mie labbra, io tirai piano la lingua
iniziando a sentirne il sapore, dopo qualche istante, spinse con
decisione facendomelo entrare tutto in bocca, era durissimo, e caldissimo,
iniziò un lento movimento del bacino scopandomi nella bocca, mentre una
sua mano mi carezzava i capelli.
Continuai a succhiare per un po, poi si tolse dalla mia bocca
inginocchiandosi in mezzo alle mie gambe, il suo cazzo entrò senza
difficoltà dentro di me, i succhi della mia vagina facevano da
lubrificante, lo cinsi con le gambe stringendolo contro di me, lui diede
un colpo secco che mi fece mancare il fiato, mi stava riempiendo
completamente;
-Dai fottimi...-
lo incitavo a scoparmi con più foga, e lui non si faceva pregare, lo
sentivo ansimare ad ogni affondo che mi dava, il suo cazzo duro dentro di
me scavava senza sosta, un paio di volte mi fece anche male dalla foga che
ci metteva, ma il piacere che mi dava superava tutto, nonostante
l'orgasmo che avevo appena avuto, la mia eccitazione non accennava a
scendere, anzi, il calore del suo cazzo si trasmetteva alla mia vagina, ad
un certo punto non capivo se il calore che sentivo era quello del suo
cazzo o quello della mia fica.
Mi ha scopato a lungo facendomi godere s tantissimo, quando ho sentito che
stava per venirsene lo stretto ancora più forte perché se ne venisse
dentro di me, quando i suoi schizzi caldi mi hanno riempita ho avuto un
orgasmo violentissimo.
Dopo è rimasto dentro di me finché il suo cazzo si è ritirato, io sentivo
la mia fica ancora palpitante, quando mi alzai vidi che i miei succhi e il
suo sperma avevano formato una bella chiazza sulla sedia.
Mentre mi ripulivo, lui cercava di evitare il mio sguardo, credo si
sentisse in colpa per aver approfittato di una ingenua ragazzina...-
-Cattiva, invece sei tu che ti sei approfittata di lui. mi fa piacere che
tu abbia trovato da divertirti al lavoro. Non hai paura che lui pensi che
lo fai per tenerti il lavoro?-
-No. Almeno credo... lui tiene solo la contabilità, non so se avrò altre
occasioni di vederlo, io sono solo una commessa-
-Certo che non si può dire che in questo lavoro per adesso ti annoi -
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