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  LA ROSA E L'ANELLO Autore: Anima!

L'amministratore delegato della Superspar S.r.l. dottor Giangiorgio
Gionfrida sta intrattenendo un colloquio da oltre mezz'ora con la signorina
Carlomagno, la responsabile dell'ufficio archivi.

Il suo sguardo inevitabilmente scivola distratto sulla piacevole figura
della donna non più giovane ma, a giudizio di certi maschi, ancora bella.
Poi gli occhi precipitano, come sempre, verso il basso. E osservano.

Nonostante si sia sul finire di settembre la Carlomagno non porta calze in
quanto ci tiene ad esibire l'abbronzatura estiva non ancora impallidita.
Inoltre - ed è questo a colpire l'attenzione del dottor

Gionfrida - ella calza un paio di sabot alla moda in pitone dipinto a mano
di viola con tacco di 11 cm e numero 37 di taglia, presumibilmente. Il
dottore osserva estasiato la curva del piede insinuarsi nella calzatura e le
caviglie graziosamente snelle (una delle quali maliziosamente cinta da una
catenella dorata); immagina di toccare quei piedini tiepidamente inguainati
nei loro foderi pitonati e di avvicinarli alle nari per assaporarne il
mixato effluvio di sudore e cuoio.

Nel frattempo il dottor Gionfrida continua a parlare con la signorina
Carlomagno di noiose questioni di lavoro, ma questa si è ben accorta degli
sguardi che il dottore le indirizza verso il basso e non sa più se essere
compiaciuta o forse disturbata del comportamento del principale

che ai suoi nubili occhi ha un unico grande difetto, ovvero quello di essere
già sposato con un'altra.

*

La giornata di lavoro è finita, il dottor Gionfrida è per la strada e la
tensione erotica che lo anima è ora al culmine alla vista di tutte quelle
femmine, giovani e meno giovani, che suadenti passeggiano per le vie del
centro in quel tiepido venerdì serale.

Gli eleganti sabot della signorina Carlomagno sono già bell'e dimenticati -
ah se la povera signorina sapesse quanto breve ed effimero fu il suo
fascino! - ed il nostro dottore ora percorre, quasi volando, le vie del
centro in estasiata visione di quanto egli brama, come un leone a spasso
per la savana alla scelta di una preda tra le mille possibili.

E' davvero uno spettacolo per il dottore vedere tutte queste donne, alcune
eleganti ed altre visibilmente impacciate, attraversare i marciapiedi
esibendo quelle loro belle calzature alla moda.

Come ogni venerdì sera, ed oggi appunto è venerdì, il dottore si ferma alla
fioreria ed acquista una rosa rossa, il consueto omaggio alla amata moglie.

Il nostro dottore ha un debole per questa fioreria in quanto la giovane
commessa, con un fisico portentoso che mozza il fiato ai suoi numerosi
ammiratori ma lascia del tutto neutro il dottore, ha idee assai originali e
ardite circa le scarpe che sceglie giorno per giorno di calzare; alcune
volte predilige superfici povere come il cuoio accostate a nobili ed
eleganti fili di perle, altre volte pelli verniciate e dorate abbinate ad
aggressive fibbie con pietre colorate e stravaganti cristalli Swarovski
oppure ancora sandali in raso color rosa confetto con piume, strass e
laccetti alla caviglia.

La commessa oggi calza un paio di enormi zatteroni verdi con fascia di
finti coralli che, nelle sue intenzioni, dovrebbero fare pendant con la
maglietta fluorescente che indossa da cui emerge con forza quasi esplosiva
il suo seno enorme, chiaramente rifatto.

Il dottore a vedere tutto ciò va in visibilio; per gli zatteroni verdi
naturalmente; non certo per il seno da pin up della bella commessa.

Sulla via di casa, con la rosa rossa alla mano, lo sguardo del dottore
continua a correre inevitabilmente verso il basso.

Vede passare innanzi a lui giovani donne brune calzanti sandali con anello
da alluce, teenager smoccolanti e masticanti gomma americana con le
ballerine con tacco e punta supertonda portati sfacciatamente sotto i
pantaloni colorati a vita bassa, e ancora donne sfiorite vestite come

prostitute con ai piedi spaventosi stivali décolleté versione star trek.

Scorge ferme e intente a guardare vetrine studentesse in blue jeans neri e
scarponi stile militare con la suola carroarmato di gomma, discotecare
ossigenate con le scarpe da jogging piene di lacci e di scritte
fluorescenti; osserva ultra quarantenni d'assalto muoversi di lato come

tacchine con i tremendi stivali con la zeppa alta quattro dita e il tacco
massiccio; o ancora scruta affascinanti trentenni dal sandalo elegantissimo
con farfalla ricoperta di strass o scarpe alla schiava con pietre
d'imitazione colorate, bellezze d'ebano con sandali nude look in pelle
dorata o argentata o invisibili mussulmane con le scarpe di corda colorata
sporgenti sotto l'orlo delle tuniche.

*

Al dottore certo interessano le donne, ma solo perché per il tramite loro
giunge a ciò che egli realmente ama ovvero le loro scarpe, gli stivali, i
sandali, i sabot, le decolletes nonché i piedini che essi adornano. Ha
perciò regalato a sua moglie ogni possibile calzatura ed

accessorio idoneo ad adornare i suoi deliziosi piedi femminili. E - neppure
è il caso di dirlo - sa tutto sulla moda delle scarpe da donna, scruta
attento le vetrine dei negozi e legge le riviste femminili alla ricerca di
un indizio delle prossime tendenze e delle frizzanti novità che gli stilisti
intendono lanciare per la nuova stagione.

Ma il dottore sa anche apprezzare le scarpe al di sopra della moda del
momento. Ama soprattutto i tacchi alti, e li fa indossare a sua moglie che
però si rifiuta di portarli ogni giorno sennò sai che male! Il dottore ha
però scoperto che sua moglie può camminare perfettamente su un modello di
deliziosi decolleté dai tacchi alti 13 centimetri e mezzo, e gliene ha
subito regalate tre paia, due di vernice (nera e grigio-madreperla) e una di
pelle rosso bordeaux.

*

Ecco ora il nostro dottore è giunto a casa e lo accoglie la graziosa
mogliettina che, per l'occasione - osserva il nostro - calza dei decolleté
in tejus, color cognac, con tacco di 9 cm, marca La Silla

Project, numero 37 e mezzo. Lui le porge la rosa rossa. Lei la riceve, ride
e lo bacia.

Poi cenano assieme, non escono ma guardano un po' la TV e poi vanno a
letto.

Il dottore ora è in pigiama, si siede sul bordo del letto e si sfila l'anello
nuziale che appoggia sul comodino. Si infila dentro il letto dove già lo
aspetta la sua bella moglie.

Faranno l'amore, ora? No, peccato davvero; spengono invece la luce e dopo un
po' sembra che tutt'e due dormano.

Ma invece il dottore non dorme affatto. Dopo mezz'ora scivola silenzioso
fuori dal letto e esce dalla stanza. Sguscia fino ad un'altra vasta camera,
sull'altro lato della casa, e vi si chiude dentro a chiave. Dentro vi si
trovano, ordinate negli scaffali dentro gli otto armadi, tutte le scarpe di
sua moglie: innumerevoli quasi come quelle della famosa vedova del dittatore
filippino Marcos. Apre le ante degli armadi, il dottore, e con dita febbrili
tocca sandali, zeppe e stivali, afferra sabot e ciabatte: ne aspira il
fragrante profumo e ne rimane estasiato.

Alla sua vista appaiono file e file di scarpe di ogni forma e colore, di
camoscio, legno, cuoio, sughero, corda, gomma, nappa elasticizzata, pitone,
vitello lucido, tartaruga, con punta sflilata, quadrata, tonda, con profili
in rilievo o di perline, con chiusura a zip centrale o a fibbia laterale.

Ecco ora il dottore apre la patta del pigiama e, inginocchiatosi, brandisce
il suo sesso già eccitato. Si masturba velocemente e quindi se ne viene, con
un getto un po' scarso, su un paio di sandali della

moglie che lui ben conosce, quelli con la fascettina di paiettes e le piume
azzurre.

Ripulito se stesso e i sandali con uno strappo di scottex e ricompostosi, il
dottor Gionfidra scivola silenzioso come un fantasma verso la camera da
letto, apre la porta e la richiude dietro se.

Striscia nel buio a tentoni e quindi raggiunge il letto; si stende a fianco
della moglie che, tiepida e ignara, continua a dormire.

Si raggomitola il dottore; piano si prepara il sonno e arrivano i sogni di
sfilate di stivali di struzzo d'oro, rosso lacca e neri realizzati con la
sovrapposizione di cento piccoli pannelli, di sabot in tartaruga e struzzo
laccati su tacchi vertiginosi, di tacchi a spillo.

Ecco.

Dorme e sogna ora il dottore e la sua bocca si è aperta come un fiore nel
sorriso lento del bambino felice.



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